Sul Sadhana Yogico

Milano, aprile 1981


Domanda: quanto tempo dovrebbe essere dedicato alla pratica di asana, pranayama e meditazione durante il giorno per avere una pratica di yoga valida e ben fatta?

Non ho regole severe e fisse. Se avete un’ora a disposizione, praticate per un’ora. Se avete tre ore, praticate per tre ore. Credo che qualunque momento uno possa prendersi per la pratica di yoga, lo dovrebbe fare. E’ importante approfittare di ogni opportunità, ogni volta che se ne presenta una. Infatti, potete praticare asana e pranayama per due ore, anche fino a tre ore nei climi freddi. Potete praticare la meditazione fino a quando siete in grado. Se potete stare seduti tranquillamente per due ore o tre ore, perché non farlo! Ma se non potete stare seduti per due o tre ore, e potete stare seduti solo per mezz’ora, fatelo per mezz’ora, perché lo scopo più importante dell’incarnazione umana è l’esperienza del Sè.
Pensate per un momento qual è la differenza fra l’incarnazione umana e l’incarnazione animale. Così come noi mangiamo, anche loro mangiano. Così come noi dormiamo, anche loro dormono. Così come noi siamo insicuri, anche loro lo sono. Così come noi abbiamo interazioni sessuali, anche loro ne hanno. Se queste quattro cose sono ugualmente applicabili alla vita umana e a quella animale, allora non c’è differenza tra le due. Comunque, il corpo umano ci è stato dato per uno scopo diverso da questi quattro.
Possiamo continuare a compiere i doveri della natura adempiendo a questi quattro doveri, ma l’ultimo e principale scopo dell’incarnazione umana è realizzare il Sé. Il corpo umano sa. Lui sa di sapere. Lui sa di sapere che sa. Voi mi state ascoltando. Voi sapete che mi state ascoltando. Voi sapete di sapere che mi state ascoltando. Questa è la straordinaria consapevolezza che il corpo umano ha ereditato.
Gli animali si arrabbiano, gli animali si rattristano, gli animali hanno fame, gli animali hanno passioni, ma loro non sanno che le hanno, perché loro vivono ad un livello istintivo. Loro stanno semplicemente agendo. Non c’è consapevolezza della vita. Quindi, quanto tempo dovreste dedicare alle pratiche di yoga?img036 Yoga significa consapevolezza interiore. Bhoga significa consapevolezza esteriore. Tutte le 24 ore della vostra esistenza sono dedicate a esperienze sensoriali, l’intera vita trascorre in questo modo, e ancora vogliamo sapere quanto tempo dovremmo dedicare allo yoga. Scoprite quanto tempo dovete dedicare, quanto tempo siete in grado di dedicare. In accordo con questo, proseguite con le vostre pratiche di yoga. Qualsiasi pratica facciate, vi ripagheranno in ricchi dividendi nella vita spirituale. Potete sentirvi delusi dalle cose mondane della vita, ma se praticate yoga, non sarete mai delusi. Lo yoga dà illuminazione, dà forza interiore e dà saggezza spirituale.
Di cosa l’uomo ha realmente bisogno? Qual è la nostra necessità? Tre cose: luce, forza e saggezza. Senza luce, senza forza e senza saggezza, non siamo esseri umani. Siamo solo Homo sapiens.

Su Swami Sivananda

 Milano,aprile 1981

 C’è qualche avvenimento della vita di Paramahamsaji col suo guru, che faccia riferimento alla meditazione, e che per il nostro piacere di apprendere, egli ci possa raccontare?

Paramahamsaji: Sapete che il mio guru era Swami Sivananda. Quest’anno a Zinal celebriamo il suo compleanno per conto di tutti gli insegnanti di yoga in Europa. L’Unione Europea delle Federazioni Nazionali dello Yoga sponsorizzeranno queste celebrazioni del compleanno. Io sarò l’oratore principale per tutti i 4 giorni, parlando della sua vita, della sua filosofia, dei suoi insegnamenti, e della sua visione. Sicuramente, per me è molto naturale dirvi che non dovreste perdere quell’opportunità, essenzialmente per due motivi: perché avete il piacere di vedermi, ed io ho il piacere di vedervi. Quando due persone si amano l’un l’altra hanno piacere di incontrarsi di tanto in tanto ma, naturalmente, il nostro amore appartiene ad un altro livello di evoluzione; siamo tuttavia esseri umani. 

In realtà, quando incontrai Swami Sivananda nel 1943 ero già sul sentiero. Il mio problema non era il samadhi. In effetti io appartenevo alla categoria che non crede nel guru. Io pensavo che tutto era in me. La prima esperienza la ebbi quando avevo sei anni. Quell’esperienza fu simile a quella che ebbe Ramana Maharishi. Quando Ramana Maharishi aveva sei anni, ebbe un’esperienza come di essere morto e cessò di essere nel suo corpo. Io ebbi lo stesso tipo di esperienza, ma sembrò un po’ diversa. Io percepii la consapevolezza; non percepii il corpo. Capite cosa intendo? Supponete che vi facciano un tipo di iniezione che non vi rende incoscienti ma intorpidisce il corpo. In quel momento sareste consapevoli che ci siete, potete vedere il vostro corpo, ma non potete percepirlo. Per qualche momento la consapevolezza del mio corpo fisico era completamente intorpidita. Fu solo per un tempo molto breve, ma ricordo che mi sembrò troppo lungo. Fui portato dai medici. Fui fortunato che in quel tempo i benedetti medici non erano molti nel mio paese. Uno dei concetti di Platone è che dove non c’è polizia c’è pace; dove non ci sono dottori non c’è malattia; e dove non ci sono soldati non c’è conflitto. Questo è il concetto di Platone nel suo famoso libro “La Repubblica”. Dunque io fui portato dai quei pochi medici, ma non accadde nulla. Di tanto in tanto l’esperienza mi giungeva per breve tempo. Ma nel frattempo avevo fatto la conoscenza di molti, molti tipi di movimenti spirituali comuni durante la mia prima infanzia. A quel tempo si parlava molto di una grande donna, Ma Ananda Mai, e in quel periodo c’erano molti altri movimenti. Io familiarizzai con tutti questi grandi guru.

Infine giunsi ad una conclusione: che questa esperienza era spontanea. Ora sarei in grado di svilupparla, ma come sviluppare quell’esperienza volontariamente? Ho incontrato molti grandi personaggi ed essi mi hanno dato i loro consigli, ma essi semplicemente non agivano nella mia mente, per due motivi: in primo luogo perché la mia prima istruzione era stata in un Convento Cristiano. Benché nato Hindu, intellettualmente ero Cristiano e, questa è la cosa più importante, le persone non facevano breccia nella mia testa. Io avevo letto tutti i libri del genere di Thomas A Kempis “Imitazione di Cristo”, e i Gospel, e la Bibbia e i Veda e le Upanishads e la Gita, e avevo una profonda conoscenza di queste cose.

5Poi arrivai alla materia chiamata tantra. Qualcuno mi disse che avrei dovuto portare le ceneri di un cadavere e praticare su di esso determinati mantra. Iniziai a fare anche quello. La notte andavo al cimitero e là praticavo ogni genere di cosa strana. Un giorno mio padre lo venne a sapere, lui era un uomo religioso molto severo, ed era seguace di un guru. Lui non credeva in tutte queste cose strane. Mi disse: “Guarda, se lo fai, ti caccerò di casa!” Ma la regola che mi era stata data era che dovevo portare a termine quel ciclo di pratiche. Io avevo già praticato per 25 giorni circa e ne mancavano 15 per terminare. Allora ciò che feci fu di prendere le ceneri del cadavere e metterle in una ciottola. La notte, quando erano tutti a letto, io salivo sulla terrazza e cantavo i mantra ed le invocazioni. Una notte accadde qualcosa di strano. Era un giorno prima dell’ultima notte, la notte successiva la pratica sarebbe finita. Mio padre sentì che qualcuno saltava sul tetto, come se qualcuno stesse danzando. Pensò che fosse  arrivato qualche ladro. Prese la sua pistola e il suo fucile e uscì, ma non vide nessuno sul tetto. Ritornò a letto. E nuovamente sentì dei rumori. Uscì, ispezionò e non trovò nessuno. Da quel momento il suo sonno fu disturbato. Iniziò a pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato, in lui o in qualcun altro. Mi chiamò e disse: “Cosa sta succedendo qui?” e come un’anima innocente io dissi: “Non so niente”. La mattina quando lui si recò nel terrazzo per ispezionarlo di nuovo, trovò un po’ di ceneri e giunse al punto. Ah! Lui si arrabbiò terribilmente e prese la ciottola e la buttò. Un giorno prima del termine il mio sadhana fu bloccato.

Questa è solo una vaga idea che vi sto dando della mia vita. Tuttavia tali esperienze non mi diedero realmente soddisfazione, perché volevo gestire l’esperienza da solo. Quindi dopo quell’incidente chiesi a mio padre: “Bene, tu hai disturbato il mio sadhana, ma dimmi come sviluppare quell’esperienza?”. Questo fece nascere un nuovo rapporto tra di noi e quello è il momento in cui sannyasa entrò nella mia vita. Io decisi di non vivere un tipo di vita normale ma dedicare la mia vita alla scoperta dell’esperienza, e a dire alle persone che c’è un’esperienza. Ma il mio viaggio non era finito. Nel 1942 lasciai i miei genitori, i miei luoghi ed ogni cosa.

All’inizio non sapevo dove andare e avevo pochi soldi in tasca. Mi capitò di ricordarmi di una delle mie sorelle adottive. Io avevo una sorella vera che era medico, che si convertì al Cristianesimo, morì pochi anni dopo essersi convertita. Quindi adottai questa ragazza come sorella, anche lei era un medico. Andai da lei in India occidentale. Lei aveva un guru che le aveva insegnato il kriya yoga. Lei mi condusse da quel guru. Era un uomo molto anziano, forse all’epoca aveva superato gli 80 anni. Egli mi accolse molto bene nel suo ashram. Avevo circa 18 o 19 anni. Ma dopo circa tre mesi scoprii che volevo sapere di più. Lui era un guru tantrico che mi diede tutta la conoscenza del tantra. Egli, in effetti, mi iniziò a tutti i misteri delle pratiche tantriche. Egli mi insegnò vajroli e khechari. Ma lui mi disse di non essere il mio guru, disse che lui era il mio insegnante. Così il mio viaggio non era ancora terminato.

Dopo alcuni mesi lasciai quel luogo. Senza un nome, senza alcuna destinazione e senza denaro. No so nemmeno se mangiai in quel periodo. Ricordo vagamente che in un particolare stato dell'India del Nord, a Bareilly nel UP, presi alcune decisioni dentro di me. Sapete cosa decisi? Mi sedetti su un treno e dissi: “Lasciamo che mi porti, ed io andrò là”. Non cambiai treno perché non avevo soldi. Nel treno vidi un uomo con la barba. Indossava questo abito geru e fumava sigarette. Io non fumavo da molti giorni perché non avevo soldi. Andai da lui e gli chiesi: “Mi permetti di fare una tirata con te?” Sapete, gli swami in India hanno un modo particolare di comportarsi. Lui mi chiese dove stavo andando. Io risposi:”Dovunque va il treno.” Lui rispose:”Ma il treno continua ad andare e venire.” E io: “Ho deciso di fare lo stesso anche io.” Lui chiese perché e la mia risposta fu: “Perché il mio cervello ha fallito. La luce spirituale mi confonde. La voglio, ma non riesco a pensare niente a riguardo.” Lui mi disse di trovarmi un bravo guru ed io chiesi "Dove lo trovo?". Lui replicò: “I guru non hanno un’etichetta, non hanno targhette.” Poi mi parlò di un posto chiamato Rishikesh e mi diede tutti i dettagli necessari. Andai a Rishikesh e lì mi recai da uno swami che mi indirizzò da Swami Sivananda.nuaman4

Incontrai Swami Sivananda alle 8.30 del mattino, il 19 aprile 1943. Io gli chiesi solo una cosa quando lui mi domandò perché fossi andato da lui: “Se uno ha un’esperienza spirituale spontanea, come può diventare padrone di quell’esperienza ed averla a proprio piacimento?” Lui disse: “Vivi qui, pratica karma yoga, purificati ed abbi fede assoluta in Dio.” E quello fu il giorno in cui il mio viaggio giunse alla fine.

Durante tutta la mia vita ho incontrato molti grandi persone. Ho rispetto per tutti, e non critico nessuno per nessun motivo, ma sicuramente nessuno era stato capace di farmi arrendere. La mia resa nei suoi confronti fu completa ed incondizionata. Ogni azione che faceva era divinamente meditata e calcolata. Benchè vivesse in un corpo fisico, non era un’anima fisica. Nel 1956 egli mi chiamò e mi disse: “Quale sadhana stai facendo?” Per dodici anni non mi aveva posto nessuna domanda del genere. Io praticavo asana, pranayama, ecc, ecc, ma non dietro indicazione del guru, piuttosto come scelta personale, istintiva. Io praticavo un mantra, una grande quantità, poteva essere ventiquattro milioni di volte, ed allo stesso tempo praticavo karma yoga, giorno e notte, come un toro, come un asino. Dopo un periodo di dodici anni lui mi chiese: “Che sadhana stai praticando?” Gli risposi che facevo asana, pranayama, mantra japa ed alcune altre cose che praticavo. Lui mi chiese se non praticavo kriya yoga e io risposi di no, che ne avevo sentito parlare ma non lo facevo. Egli mi portò nella sua stanza ed in dieci minuti mi insegnò il kriya yoga, o potete metterla in altri termini, in dieci minuti imparai il kriya yoga. Poi mi diede 108 rupie e mi disse: “Ora puoi andare. Quest’ashram non è il posto per te. Continua a spostarti e porta lo yoga nel mondo; portalo di porta in porta, da costa a costa e di casa in casa.” Ed io lasciai l’ashram e inizia a muovermi. A quell’epoca ero molto giovane. Fu molto difficile andare via perché c'erano molti movimenti spirituali. Un uomo come me poteva difficilmente sopravvivere, così continuai a muovermi per molti anni.

Il 13 luglio 1963 improvvisamente mi svegliai dentro me stesso. In quel periodo ero a Munger. Semplicemente mi svegliai dentro di me, non all’esterno, ed una visione mi attraversò la mente. Ero a Rishikesh, c’era il Gange, lo splendido Gange, e sul Gange navigava una nave meravigliosa. Sulla nave stavano suonando trombe e conchiglie, si percuotevano tamburi e suonavano le campane. Io non ero sulla nave, ero sulla riva del Gange, e la nave stava navigando dall’altra sponda. Come sapete, la nave ha una ruota. Ad un certo punto la nave fece un movimento tale che la ruota mi lanciò degli schizzi di acqua. La mia testa, il mio corpo ed i miei abiti erano bagnati ed io uscii, la visione interiore era finita. Capii ciò che significava: Swami Sivananda aveva lasciato il suo corpo mortale ed era entrato in Mahasamadhi.

Yoga Terapia

Milano, aprile 1981

 

Lo yoga era considerato una scienza di misticismo e occultismo e per molti, molti secoli si è pensato che lo yoga fosse una scienza puramente spirituale. Ma in anni recenti gli scienziati hanno effettuato numerosi esperimenti in tutto il mondo e hanno mostrato che le pratiche yoga sono in grado di aiutare le persone in condizioni di malattia e, pertanto, sono nate cliniche yoga in tutto il mondo.
La prima interazione che ebbi con lo yoga terapia fu nel 1943. Conoscevo molto riguardo lo yoga nel 1943 quando fui iniziato nell’ashram di Swami Sivananda a Rishikesh e avevo circa 19 anni. Ogni mattina ero solito andare al Gange a bagnarmi e alle 5 incontravo un signore che stava sulla testa. Era solito stare in quella posizione capovolta per mezz’ora. Un giorno gli chiesi: “Perché pratichi così a lungo?” Allora lui mi riferì la sua storia.
Era il segretario privato di un regno locale. Egli soffriva di ciò che chiamiamo dilatazione del cuore. Era andato in diversi paesi per sottoporsi a terapia ma non era stato curato bene. Dunque, iniziò a praticare sirshasana sotto la guida del suo guru. Da quando aveva iniziato a praticare sirshasana stava bene.
Io stesso ne fui sorpreso poiché avevo un conoscenza piuttosto buona della scienza medica e sapevo che se uno ha una dilatazione cardiaca non c’è molto da fare. Ma quell’uomo visse per altri 30 anni. Potete capire come ciò mi stupì molto. Nell’ashram di Swami Sivananda venivano molte persone per chiedergli consiglio riguardo le loro malattie. Swamiji prescriveva loro pratiche yoga e da ciò traevano beneficio. Questo mi spinse a fare ulteriori studi nella scienza dello yoga.
Gli studi scientifici dello yoga hanno rivelato che le diverse pratiche di yoga influenzano il sistema fisico. Per esempio, se uno soffre di disturbi respiratori come l’asma, cosa fa? Respira forzatamente. È probabile che abbiate visto persone di questo tipo. Ciò indica che egli è in debito d’ossigeno e significa che ha necessità di maggior capacità respiratoria.
Ora, c'è una pratica nello yoga. Ci si siede in vajrasana, ci si china in avanti, si allungano le braccia e si rimane lì per circa 10 minuti. Questa posizione è conosciuta come shashankasana. È stato scoperto che se praticate per 10 o 15 minuti il corpo consuma più ossigeno, ed il corpo è in grado di assorbire più ossigeno. Quando il vostro corpo è capace di assorbire più ossigeno in modo naturale, l’asma è guarito.
Altri studi scientifici hanno rivelato che quando praticate il canto della om o la meditazione, le onde cerebrali si modificano. Le diverse onde cerebrali che conoscete sono beta, theta, delta e alfa. Queste diverse onde cerebrali influenzano il corpo. Se ci fossero onde cerebrali delta vi addormentereste immediatamente. Quando sedete per la meditazione, o fate japa, o cantate om, appaiono le onde alfa. Qual’è l’effetto delle onde alfa? L’effetto delle onde alfa è un immediato calo della pressione sanguigna. E si rilassa anche la pressione dal cuore.
Bene, ciò significa che la pratica della meditazione è positiva sia per i disturbi cardiaci che per l’ipertensione. Nel 1964 in Polonia fu condotta una ricerca. La ricerca era su sirshasana. Gli studiosi scoprirono qual è il consumo di ossigeno, quale il ritmo respiratorio, quale la posizione della resistenza epidermica e quale il ritmo, e qual è tasso di ventilazione del sangue nel cervello, in sirshasana.
Dopo queste ricerche giunsero a capire che sirshasana può abbassare considerevolmente la tensione. Ricerche di questo tipo sono state e sono condotte anche in Giappone, Cecoslovacchia, America  e India. Ci sono molte, molte malattie che le medicine non riescono a gestire. È ora necessario che si conducano esperimenti adeguati sulla scienza dello yoga, perché la terapia yoga è una scienza di buonsenso. Vi posso fare un esempio molto buono.
Se una persona soffre di emicrania, cosa significa? Significa che l’iper-acidità ha influenzato i suoi nervi che hanno causato il mal di testa. Se lo liberate da questa iper-acidità, lui sarà libero dal mal di testa. Allora, cosa deve fare? Bere alcuni bicchieri di acqua tiepida salata, 4, 5, 6, 7, 8 bicchieri, e vomitarla. In pochi minuti scoprirà che il mal di testa è passato poiché l’acqua salata ha neutralizzato l’acidità. L’ha portata fuori perché il sale è nauseante. Il sale causa nausea, vomito.
Quando non c’è acidità nello stomaco non c’è mal di testa. Allo stesso modo se avete mal di gola e tosse, cosa fate? Prendete il balsamo di tigre e inspirate, ma non succede niente. Provate, al mattino, un po’ di acqua tiepida, un po’ di sale, bevetela, vomitatela e starete bene poiché il disturbo è causato da vari fattori.
Vi prego di ricordare che ci sono tre fattori che causano il disturbo. Muco, aria, acidità. Se c’è un qualsiasi disturbo tra questi tre, ci sarà un disturbo. Ora, noi eliminiamo il muco con l’acqua tiepida. Il muco vecchio, il muco infetto, è cacciato fuori. Se nello stomaco c’è del vecchio muco infetto bevete acqua salata, ingoiatela e poi buttate fuori. Tutto il vecchio muco infetto è scomparso.6
Bene, questo che vi do è solo un esempio molto semplice. Di quando in quando le persone soffrono di catarro. Non dovete far altro che far passare un po’ di acqua calda attraverso una narice e farla uscire dall’altra. Non avrete catarro, raffreddore, rinite e contemporaneamente le adenoidi non si infiammano. Questa è una scienza molto semplice.
Vi do un altro esempio. Una volta un gruppo americano venne da me con un elettroencefalogramma, di quelli piccoli. Avevano anche moltissimi strumenti e volevano fare esperimenti sullo yoga. Feci sdraiare un uomo. Era coricato come per dormire e in quella posizione in cui ci rilassiamo fu misurata la sua tensione. Si trovò che i valori erano molto alti. Significa che quando dormite la notte, quando dormite solo per un riposo come avete fatto qui qualche volta, non siete liberi dalle tensioni. Siete in tensione. Gli strumenti registravano tensione anche in quella postura. Quindi feci praticare bhujangasana a quell’uomo. Sapete cosa è bhujangasana? Distendetevi a pancia in giù, ponete entrambe le braccia accanto alle spalle, inspirate e alzate il capo e il busto in modo da stirare il corpo. Quando le misurazioni furono registrate in questa posizione, la strumentazione mostrava tensione zero. Questo significa che il modo in cui noi definiamo “tensione” è sbagliato, una persone distesa è in tensione, una persone che pratica bhujangasana non è in tensione!
Quando c’è meno attività nel corpo, le tensioni si accumulano. Quando c’è attività nel corpo, le tensioni si mantengono in movimento. Quando le tensioni si mantengono in movimento, questo viene chiamato rilassamento. Questa è una magnifica definizione nello yoga. Noi abbiamo sperimentato con diverse posizioni. Le tensioni furono misurate con dhanurasana. Che cos’è dhanurasana? Distendetevi a pancia in giù, prendetevi le caviglie, tirate il corpo come un arco. Potete immaginare che non ci siano tensioni in dhanurasana? Dunque, la definizione di tensione dev’essere rivista.
Quando le tensioni si mantengo in movimento, questo è rilassamento, e quando i movimenti diventano statici, questo è tensione. Così, quando state sulla vostra poltrona avete delle tensioni, quando vi spostate in giardino o nel parco non avete tensioni. Con la pratica delle asana, le tensioni possono essere ridotte al minimo. Questo è uno degli importanti fattori dello yoga terapia. In India, stiamo lavorando molto su questo. Infatti, il governo indiano sta aiutando le ricerche.
Molti centri di ricerca sono sorti in India, dove si stanno conducendo studi sullo Yoga. Qual è l’effetto di ciascuna asana, pranayama e kriya dell’hatha yoga? Producono davvero un definitivo cambiamento nel corpo o sono solo esercizi?
Vi sto dando solo un barlume sulla yoga terapia. Io sono personalmente coinvolto in un grande esperimento. In un college di medicina abbiamo condotto una ricerca; il soggetto era “gli effetti dello yoga sulle malattie coronariche”. Abbiamo effettuato le ricerche per cinque anni. Mi venivano indirizzati molti pazienti malati di cuore. Oggigiorno in India le persone che hanno un piccolo problema al cuore non si preoccupano. Loro sanno che possono praticare yoga. Naturalmente ci sono anche persone sfortunate in India che non capiscono completamente i benefici dello yoga, ma a molte persone viene consigliato di andare in un ashram per imparare le asana quando hanno delle palpitazioni, l’angina o l’ischemia, e poi stanno meglio.
Ci sono molte malattie che non posso elencare qui, ma che possono essere molto ben gestite con le pratiche della yoga terapia. Nella nostra rivista Yoga, sono pubblicate ogni mese ricerche sullo yogaterapia. Questo è un soggetto molto interessante su cui credo che tutti dovrebbero avere qualche conoscenza. Dovremmo trattare le nostre malattie con buon senso. La malattia rappresenta definitivamente un tipo di difetto nel nostro sistema e se noi aggiustiamo il flusso delle nadi, abbiamo consapevolezza sulle onde cerebrali e abbiamo un appropriato sistema di pranayama, credo che molte delle malattie possano essere portate sotto controllo.

Hari Om Tat Sat

Satsang con Paramahamsaji 2

Milano, aprile 1981

D. Qual è il significato di maithuna?
Paramahamsaji: La parola maithuna è un termine sanscrito. Deriva dalla parola mithuna. Il significato letterale del termine mithuna è unione. Non significa unione sessuale. Significa unione. Quando due oggetti si uniscono ciò è detto mithuna. Ma in un modo o nell’altro la parola è giunta a rappresentare l’azione sessuale.

D. Abbiamo così tanti desideri che non sappiamo nemmeno come godere del presente. Pensiamo sempre al futuro.
Paramahamsaji: La mente dimora nei desideri. Rimugina sul passato, è insoddisfatta del presente, ha aspettative per il futuro ed è perciò sempre infelice. Questo è ciò che chiamo incompetenza della mente. Quando sapete che il passato è andato perché ci pensate? Tutti sanno che il passato è passato e tuttavia vivete con esso. Sapete che il presente è nelle vostre mani. Questo è. Ma tuttavia siete insoddisfatti e pieni di lamentele riguardo il presente. Pur sapendo molto bene che è tutto qui,voi anticipate il futuro. Questa è l’incompetenza della mente. Essa non può aiutarsi da sola. Dunque, per superare le sofferenze è necessario che questa particolare qualità o caratteristica della mente venga cambiata.

D. Qual è la differenza tra fantasia della mente ed espansione della mente?
Paramahamsaji: Fantasia ed espansione della mente sono due diverse esperienze. Quando stimolate la mente con un processo di pensiero, allora iniziano le fantasie. La fantasia è un processo di pensiero volontario, mentre l’espansione è un processo degli strati più profondi di coscienza. Quando fate esperienza di espansione, state influenzando gli strati più profondi della mente.

D. La depressione psichica può essere curata soltanto con le asana?
Paramahamsaji: La depressione psichica è un sintomo molto importante della natura melanconica dell’uomo e si verifica attraverso la repressione dell’energia pranica. Se c’è uno squilibrio nei prana allora si verifica la depressione. Le pratiche di asana, pranayama e particolarmente hatha yoga sono molto benefiche.

D. Cosa sono i ventiquattro elementi della mente?
Paramahamsaji: La filosofia Samkhya e la filosofia yoga hanno cercato di enumerare i diversi elementi che compongono la mente o chitta. Esse sapevano molto bene che la mente è il risultato di diverse sostanze come le esperienze del passato, i sensi di azione e i sensi di conoscenza, karma indriya e gyana indriya. Ci sono tre corpi, grossolano, sottile e causale. Ci sono cinque kosha, annamaya kosha, pranamaya kosha, manomaya kosha, vigyanamaya kosha e anandamaya kosha. Ci sono i cinque prana: prana, apana, udana, samana e vyana. Poi la totalità delle esperienze nella vita passata. Poi gli ormoni, o piuttosto gli ormoni grossolani del corpo. Tutto ciò fa parte dei ventiquattro e ventisei elementi della mente.

D. Hai menzionato la vita passata, come se ne fa esperienza?
Paramahamsaji: È un argomento molto controverso che potrebbe offendere la filosofia personale di alcune persone. Non voglio discutere di qualcosa che può contrapporsi alla filosofia personale di qualcuno, ma possiamo discuterne su un piano accademico.
Prima di tutto dovremo capire cos’è il processo di metamorfosi. Credo e vedo che la materia è indistruttibile. Io ho studiato sia fisica che filosofia. Benché, naturalmente, io sappia che in definitiva la materia non esiste, ora parlo dal punto di vista della fisica. La materia non esiste per niente.
La mente stessa non è assoluta. Allora, come potete dire che la materia esiste? Questo è ciò che dice la filosofia, ed anche la fisica quantistica. Ma, per un po’, lasciamo da parte questi concetti. La materia è indistruttibile. Punto uno. Punto due: la materia è convertibile. Punto tre: la materia esiste. Allora cos’è la materia? Se la materia è uno stato, allora qualcosa deve seguirlo e qualcosa deve precederlo.
Quando osservate un oggetto dovete capire che esso era e che sarà. Cosa intendete con materia? State parlando del vostro campo di esperienza in relazione al tempo. Questa materia c’è oggi perché ne ho fatto esperienza. Ma ieri non l’ho vista, allora non esisteva? Domani non la vedrò; allora domani non esisterà? Solo perché non vedo quello che succede dopo la mia morte, o perché non posso vedere quello che c’era prima che nascessi, non significa che ciò non esista.

D. Come si può fare esperienza della vita passata?numana1ritagliato
Paramahamsaji: Un oggetto esiste in relazione al tempo e a chi ne fa esperienza. Se l’esperienza è eterna, allora egli comprenderà l’eternità della coscienza. Questo è il primo argomento che voglio proporre.
Secondo: ogni albero ha un seme, e noi vediamo che rinasce. Il coriandolo è nato dal coriandolo. Non diventa mai un mango. Allo stesso modo dobbiamo comprendere la filosofia del karma. Ogni karma è un’esperienza. Ogni esperienza può essere registrata. Ogni esperienza può essere rievocata. Se un’esperienza può essere rievocata significa che esiste. Se vi incontro nel 1981 e nuovamente nel 1985 posso ricordarmi di voi. Questo significa che quando vi guardo c’è un karma. Questo karma è un’esperienza. Questa esperienza è un archetipo. Questa esperienza è come un seme che io posso rievocare nel futuro.
Se posso richiamare un esperienza tra cinque anni, posso richiamarla anche tra cento anni. La totalità del karma dell’uomo attiene alla metamorfosi o incarnazione. Dunque, questa è la prima cosa che si deve capire in relazione all’evoluzione della mente umana. Non è solo la questione di rinascita, noi cerchiamo di capire l’intera faccenda come un’evoluzione della materia.
L’evoluzione è continua. Ci sono tre strati di evoluzione nella creazione. Il livello più basso è tamasico, quello intermedio è rajasico, e il livello superiore è sattwico. La coscienza attraversa questi tre strati evolutivi vita dopo vita, incarnazione dopo incarnazione, ventre dopo ventre. Lo scopo della creazione, lo scopo della coscienza è evolvere nello stato sattwico.

D. Mi piacerebbe capire fino a che punto è corretto mantenere una posizione di meditazione quando sento effetti negativi sul piano fisico - una specie di pizzicore nelle gambe, dolore nelle gambe, dolore nelle braccia, e così via.
Paramahamsaji: Nello yoga, mantenere la postura è una grande conquista. Non si raggiunge con l’ostinazione: arriva controllando il corpo con le asana. Perché vi viene il pizzicore? A causa di qualche problema che si verifica nel sistema circolatorio. Perché vi dolgono le articolazioni? Perché l’energia non riesce a passare liberamente. Perché vi sentite letargici? Perché l’energia pranica sta lavorando ad un livello inferiore. Perché vi dolgono i glutei e la parte superiore delle cosce? Perché il vostro stomaco è carico. Perché c’è depressione durante la posizione? Perché c’è molto gas nel corpo.
Se riuscite ad eliminare questi difetti, potete mantenere la posizione per un’ora senza sussulti. Questo è precisamente il motivo per cui si devono perfezionare le asana conosciute come pawanmuktasana. Ed esattamente questa è la ragione per cui siddhasana è considerata la migliore, poi padmasana, e poi vajrasana. C’è anche la convinzione che quando c’è un notevole deposito di acido urico nelle ginocchia, nelle cosce e nelle articolazioni, non si riesce a mantenere una posizione, senza problemi.
Vi propongo un esperimento. Annotate ogni giorno nel vostro diario, quando potete stare seduti senza difficoltà. Una settimana riempite bene il vostro stomaco. Un’altra settimana assumete meno sale. Noterete un miglioramento, perché quando c’è meno sale nel corpo, nel sangue, allora il sangue scorre molto liberamente. Il sale crea differenza nel volume e nella densità del sangue. Allo stesso modo, quando digiunate potete mantenere l’asana per un tempo più lungo. Tuttavia queste regole possono essere messe in pratica successivamente. All’inizio la cosa più importante è di non cercate di mantenere una postura rigida. Dovete osservare cosa succede nel vostro corpo. Dovete osservare cosa succede alla vostra mente. Dovete osservare cosa accade intorno a voi. Se volete grattarvi, fatelo. Ma osservate. Se volete modificare la posizione, modificatela, ma osservatela.
Nella meditazione, osservare ogni comportamento del corpo è la prima cosa, ma sicuramente un giorno o l’altro dovreste tendere a sedere in una posizione per un’ora senza alcuna difficoltà. E se potete sedete in una postura per un’ora, senza alcun sussulto o movimento, metà della meditazione è raggiunta. Perciò ciò che dovete fare è praticare pawanmuktasana ogni giorno. Eliminate il sale una volta alla settimana o, ancora meglio, saltate un pasto alla settimana. Noi lo chiamiamo digiuno. Secondo la vostra capacità potete saltare uno o due pasti ogni settimana e otterrete risultati meravigliosi.
Il secondo fattore è il posto dove sedete. Dovete avere una coperta di lana, piegatela in otto., distendete su di essa un telo di cotone e sedetevi. La meno imbottita è meglio per la posizione. Molte persone usano la gommapiuma, è uguale, ma al vostro corpo dà fastidio. La coperta è la cosa migliore; ma non direttamente sulla coperta, su un telo di cotone.
Il terzo fattore è che quando sedete per la meditazione, gli abiti devono essere morbidi così da non ostacolare la libera circolazione del sangue. Non dovreste indossare biancheria stretta, mutande o reggiseno stretti. Il tipo di abbigliamento che avete per lo yoga qui, come la calzamaglia, blocca la circolazione. Vedete questo che indosso, il dhoti, non interferisce con la circolazione, è così libero. Se c’è pressione da qualsiasi parte, la circolazione sarà bloccata .
Poi, quando sedete per la meditazione dovete rivolgervi a nord. Il nord è il centro del polo magnetico. Il cervello, che è un importante centro per la meditazione, ed il centro del polo magnetico sono interconnessi.
Il quinto fattore è fare un bagno prima della meditazione, naturalmente non in inverno, ma nelle altre stagioni.
Il sesto fattore, prima di sedere per la meditazione, praticate bhastrika pranayama – dieci, venti, trenta, quaranta, cento, duecento, trecento, quattrocento, cinquecento volte, a iosa. Sarete in grado di sedere in una postura per un’ora.
Oltre ciò c’è un altro aspetto. Quando sedete per la meditazione state cercando di controllare la mente. Ma che dite del controllo del movimento degli occhi, rapidi movimenti degli occhi? I movimenti degli occhi influenzano la retina. La retina influenza il cervello. Se gli occhi si muovono e vibrano, anche il cervello vibra. Perciò prima di entrare in meditazione dovete innanzitutto stabilizzare lo sguardo.
Ci sono tre modi per stabilizzare lo sguardo. Uno è guardare la punta del naso. Uno fissare il centro tra le sopracciglia. Il terzo è porre un punto davanti a voi e fissarlo senza batter ciglio. Questo è chiamato trataka.
Se i movimenti degli occhi possono essere controllati, anche le vibrazioni possono essere controllate. Quando le vibrazioni sono controllate, allora diventa attiva la parte frontale del cervello. Il cervello frontale e il cervello posteriore sono due cervelli e questi due cervelli dipendono dai movimenti volontari e involontari. Questi due cervelli hanno due diversi computer.
Non è semplicemente l’incapacità del corpo, è l’incapacità del cervello che impedisce di stare seduti per un’ora. Allenare soltanto il corpo non è sufficiente. Dovete essere capaci di allenare anche il cervello, perché nel cervello avete i centri che controllano i muscoli. Nel cervello avete i centri che regolano il sistema circolatorio, il sistema respiratorio, il sistema cardiaco e i sistemi nel loro insieme. Avete mai notato che, la notte, talvolta cambiate posizione venti volte e talvolta vi svegliate nella stessa posizione. È a causa del corpo o della mente? È dovuto alla mente.
Perciò non dovete ignorare il ruolo della mente nella postura. Non dite: “Il mio corpo è rigido”. Quelli che hanno un corpo rigido hanno una mente rigida. Quelli che hanno un corpo flessibile hanno una mente flessibile. Quelli che hanno un corpo stabile hanno una mente stabile. E quelli che hanno un corpo che sussulta hanno una mente che sussulta. Perciò, l’unità mentale è più importante. Infine, voglio dirvi una cosa. Praticate sirshasana. La posizione sulla testa. Questa è una delle asana più importanti per le cose di cui abbiamo parlato. Per la conservazione del seme, per mantenere brahmacharya, per la concentrazione della mente, per superare la depressione, per mantenere una postura stabile nella meditazione, sirshasana vi aiuterà molto. Può essere praticata sia dagli uomini che dalle donne. Non vi aiuterà solo nello yoga, vi aiuterà anche nella vostra salute fisica. Sirsh significa eccelso, superiore o testa. Quindi sirshasana significa un’asana che è superiore, che è eccelsa e che è fatta sulla testa.

D. Qual è la differenza tra concentrazione della mente nelle attività creativa come dipingere e concentrazione della mente nella meditazione?
Paramahamsaji: Non c’è molta differenza. Musica, arte, pittura, contemplazione, devozione, dedizione ad uno scopo particolare, karma, karma yoga o concentrazione su un suono o un simbolo, nel raja yoga, sono lo stesso.
Le persone hanno temperamenti diversi. Alcuni sono di temperamento dinamico, essi procedono attraverso karma yoga. Alcuni sono di temperamento emozionale, essi procedono tramite bhakti yoga. Alcuni sono di temperamento mistico, essi procedono tramite raja yoga. Ci sono persone di temperamento razionale, essi procedono tramite gyana yoga. Queste sono le diverse caratteristiche predominanti nelle persone.
Uno non può essere puramente dinamico, emozionale, mistico o razionale. Se uno ha una predominanza emozionale può indirizzarsi al bhakti yoga. Nel bhakti yoga trovate musica, arte e pittura. Kirtan, per esempio, che è un metodo molto importante per sviluppare dhyana o meditazione. Prendete alcuni suoni e continuate a ripeterli a ritmo musicale. Noi lo chiamiamo kirtan. Ancora ed ancora ed ancora lo cantate con tempi differenti. Questo porta un grande cambiamento nel cervello e nel corpo.
Per trascendere la materialità della mente ci sono vari metodi. Quando lo fate, potete percepire il vostro guru come fosse reale anche se lui non è lì fisicamente. Potete vedere i colori. Non pensarli soltanto, potete vederli. C’è differenza tra visione e pensiero. “Io penso il colore nero” e “io vedo il colore nero” sono due cose diverse. Quando vedete il colore nero, allora siete in meditazione. Quando state visualizzando un fiore o una persona, o un paesaggio, io intendo che non state solo pensando, lo state vedendo. Potete vedere la distanza, potete vedere il colore, potete vedere i diversi oggetti, come se il paesaggio fosse davanti a voi. Quindi anche quello è un sentiero dello yoga.

20D. Nelle discipline non-tantriche il risveglio della kundalini avviene inconsciamente o non avviene per niente?
Paramahamsaji: Il risveglio della kundalini è possibile in vari modi. Potete risvegliare la kundalini con metodi tantrici e non tantrici. La kundalini può essere risvegliata anche col karma yoga, il bhakti yoga. E kundalini può essere risvegliata anche dal solo pranayama.
Ci sono due modi principali per risvegliare la kundalini, uno è il metodo diretto e l’altro il metodo indiretto. Pranayama è il metodo diretto. Le esperienze sono esplosive. I risultati sono molto veloci. L’espansione è molto rapida. La mente raggiunge una veloce metamorfosi. Perciò non tutti possono affrontarla e molte persone ne sono sconcertate.
Vedete, quando kundalini si risveglia avete determinate esperienze. Queste esperienze sono molto difficili da gestire. Talvolta queste esperienze giungono molto lentamente, e talvolta arrivano in rapida successione. L’evoluzione emozionale, l’evoluzione mentale talvolta è lenta e talvolta molto veloce. Per questo, molte volte non siamo capaci di capire e di gestire l’esperienza. Dunque, la via del pranayama, benché sia molto breve, è considerata molto difficile.
Il sentiero del bhakti yoga e quello del karma yoga sono considerati relativamente sicuri e lievi. In questo momento ho in mente due esempi. Nel vecchio testamento della Bibbia c’è una storia. Arriva un angelo e gli viene chiesto di mostrare la luce. L’Angelo dice: “Tu non puoi vedere la luce”. Ma l’uomo ripete che vuole vedere la luce. L’angelo rimuove un velo e si vede un po’ di luce. L’uomo dice che vuole vedere la luce totale. L’angelo rimuove il secondo velo ma l’uomo dice che vuol vedere la luce nella sua interezza. L’angelo rimuove il terzo velo, l’uomo continua a chiedere, e l’angelo continua a rimuovere velo dopo velo. Quando l’angelo sollevò il settimo velo egli non riuscì a vedere nulla. Ciò significa che l’esperienza non può essere gestita dalla mente umana..
La seconda storia deriva dalla Bhagavad Gita. Arjuna chiese a Krishna di mostrargli la Forma Cosmica. Krishna rispose che era difficile che lui la potesse vedere. Arjuna insistette: “No, ti prego, mostrami la Forma cosmica”. Krishna gli disse: “Non puoi vedere la Forma Cosmica con questa mente”. Ma Arjuna supplicò il suo Signore di mostrargli la Forma Cosmica e Krishna gli mostrò la Forma Cosmica. Arjuna ne fu terrificato. Era confuso, non sapeva cosa fare; chiuse gli occhi e disse: “No, non voglio più. Ti prego, non più. Spegni questo schermo”.
Il risveglio di kundalini è uno degli eventi più importanti della vita umana. È il punto in cui la vostra individualità fa cilecca. Perciò, i metodi tantrico e non-tantrico sono ugualmente efficaci. Ma i metodi tantrici sono più scientifici perché nel tantra non entra in gioco la repressione. Nel Tantra non c’è dispersione di energia. Nel tantra non c’è lotta con voi stessi. Nel tantra non c’è antagonismo tra voi e voi.
Nei metodi non-tantrici c’è antagonismo. Una mente vuole e l’altra mente dice no. I pensieri si presentano alla vostra mente e voi li reprimete. Volete godere e la mente dice: “No, è male”. Ci sono due menti? No, ce ne è solo una. La stessa mente lo vuole, e la stessa mente si oppone. C’è dunque antagonismo nella stessa mente. La mente è scissa in due. La scissione diviene più grande. Quella è schizofrenia.
Quando vi opponete a voi stessi è schizofrenia. Quando c’è dualità tra pensiero e azione c’è schizofrenia. Vi do un esempio molto banale. Io voglio bere del vino, ma la mia religione dice che è male. La mia tradizione dice che è male. La mia tradizione mi ha insegnato che è male. Ma la mia natura la vuole. Ora, ci sono due forze dentro di voi: il piacere, il desiderio di averla e l’idea che è male, la repressione. C’è una scissione e dunque c’è schizofrenia nella personalità.
Nel tantra questo non accade. Uno dice: “Lo voglio e l’avrò”. Questo è il metodo tantrico dove siete amici di voi stessi e non vostri nemici. Dove accettate la vita e non la criticate. Tutto il mondo è diviso in due. In tutti c’è colpa e desiderio totale. Voi volete godere la vita, ma tuttavia avete un senso di colpa per questo. Non state forse percorrendo due strade diverse? Il vostro desiderio vi tira a destra e il senso di colpa vi tira a sinistra. Sarete completamente scissi in due.
Questo è il modo in cui ci avviciniamo alla vita spirituale. Io non sto criticando i metodi non-tantrici. I metodi non-tantrici sono metodi blandi. Essi non vi creano difficoltà. Sono proprio come la birra. Ne bevete un po’ e non succede niente, ne bevete quattro o cinque e non accadrà molto. Ma i metodi tantrici sono come LSD. Ne prendete un po’e siete fuori. Se qualcosa è sbagliato è sbagliato, se qualcosa è giusto è giusto, non ci potete fare niente.
L’uomo è sempre stato disposto a rischiare. Se non fosse stato avventuroso non sarebbe giunto a questo punto di civiltà. Egli ha misurato gli oceani. Ha misurato ogni cosa non solo sulla terra ma anche oltre. Ha conteggiato gli elementi della natura e ha cercato di scoprire anche la sua propria natura. E forse Dio è la più grande scoperta dell’uomo. E io non penso che l’uomo possa scoprire qualcosa oltre Dio. Non pensate che questa sia una delle più grandi avventure? Dio è oltre la parola. Dio è oltre la mente. Dio che è senza forma. Dio che è senza nome. Dio che non sta in un luogo particolare. Un Dio che non ha denominazione. Un Dio che è grande come il cosmo e piccolo, più piccolo dell’atomo. L’uomo ha scoperto un Dio così bizzarro.
Allo stesso modo, il risveglio di kundalini sarà un’avventura per l’uomo. Noi non sappiamo cosa affronteremo. Forse alcune persone falliranno. Non importa. Migliaia hanno fallito nella vita. Ma, infine qualcuno riuscirà. Allora, che sia grazie al metodo tantrico o al metodo non-tantrico, non importa. Continuate la vostra missione di risvegliare la kundalini.

D. Secondo il tantra la conservazione del bindu è molto importante. Perché? Come si impara?
Paramahamsaji: Nel tantra ci sono pratiche grazie alle quali si preserva bindu. Prima parlerò della fisiologia di bindu. La passione prende posto in primo luogo nella mente. Quella passione eccita bindu nel cervello. Bindu significa goccia, non significa sperma. Significa ormone. Il sito di bindu è nel cervello. Quando provate una passione sessuale allora bindu gocciola dal cervello. Gli ormoni vengono, quindi, assimilati nel corpo, ed immediatamente nei testicoli. Si formano gli spermatozoi o, nelle ovaie, si producono gli ovuli.
Gli spermatozoi e gli ovuli si formano, rispettivamente, nei testicoli e nelle ovaie. Ma si formano solo se bindu scende e bindu gocciola solo se c’è passione. Se non c’è passione il bindu non scenderà. Se bindu non scende, gli spermatozoi e gli ovuli non vengono prodotti. E se non vengono prodotti lo sperma non viene fuori. Questa è la scienza di base nel tantra.
Nel sistema tantrico di accoppiamento la diminuzione dello sperma non avviene mai. Questo si deve acquisire con la pratica di vajroli da parte degli uomini, e di sahajoli da parte delle donne. Vajroli e sahajoli sono pratiche tantriche e hatha yogiche. Per padroneggiarle dovreste essere capaci di padroneggiare kumbhaka, ritenzione, e uddiyana bandha. Anche la pratica di mula bandha è molto importante. Cosa è mula bandha? Tra l’area urinaria e quella escretoria c’è una zona conosciuta come coccige, quando la contraete, quello è mula bandha.
Mula bandha è molto importante per controllare la fuoriuscita dello sperma. Ma nel corpo femminile è un po’ diverso. Nel corpo femminile la parte inferiore dell’utero è detta cervice. La cervice è il vero punto che deve essere contratto nel corpo femminile. Questo è il motivo per cui le donne praticano sahajoli e mula bandha nello stesso momento. Per praticare sahajoli kriya e mula bandha dovete prima assumere l’asana conosciuta come siddha yoni asana. Siddha yoni asana si assume così: premete il tallone sinistro contro la vagina; sistemate il tallone destro contro il clitoride e bloccate le dita dei piedi. Sistemate un cuscinetto, un piccolo cuscino sotto i glutei per approfondire la pressione sulla vagina. Poi mantenete la pressione sulle ginocchia. Inspirate, controllate il respiro, fate pressione sulle ginocchia, sollevate le spalle e contraete la vagina, a poco a poco. Fatelo diverse volte iniziando con circa trenta ripetizione. Arrivate fino a cento o duecento volte. Ogni volta contraete e mentre contraete, trattenete il respiro. Non trattenete il respiro troppo a lungo, dovrebbe essere circa dieci, quindici o venti secondi. Poi, inspirate con una o entrambe le narici. Praticate jalandhara bandha, trattenete il respiro, contraete la vagina, non lo stomaco e assolutamente non l’addome. Non forzate. Agite molto lentamente. Questo è sahajoli insieme con mula bandha.
Questa particolare pratica aiuterà le donne yogi, essa controllerà la produzione di ovuli. In questo modo l’energia sarà conservata. Ora, per gli uomini. Essi dovrebbero praticare siddhasana. Siddhasana è così: premete il perineo col tallone sinistro, premete la parte superiore della radice dell’organo urinario col tallone destro. Bloccate le dita dei piedi. Sistemate un cuscinetto sotto i glutei. Sistemate i palmi delle mani in modo da mantenere la pressione sulle ginocchia. Inspirate, con una o entrambe le narici. Trattenete il respiro e praticate jalandhara bandha. Ora concentratevi sul punto in cui il tallone sinistro fa pressione e contraetelo. Mantenete la contrazione. Poi rilasciate la contrazione. Rilasciate il respiro. Inizialmente praticate per circa trenta volte. Aumentate sino a cento, duecento o anche trecento volte. Questo è conosciuto come mula bandha. Semplicemente mula bandha.
Nelle donne yogi sahajoli e mula bandha sono combinati, ma nell’uomo no. Per vajroli, mantenete nuovamente quella che chiamiamo siddhasana. Inspirate, trattenete il respiro, concentratevi sul punto in cui il tallone destro fa pressione sulla radice dell’organo urinario e fate una breve contrazion, contraete solo un po’. Praticate trenta volte. Potete arrivare sino a cento, duecento o persino trecento volte. Questo è vajroli.
Mula bandha è la contrazione del perineo. Vajroli è la contrazione della radice superiore dell’organo urinario. Queste due pratiche danno il controllo sul processo di eiaculazione. Se diventate maestro di mula bandha e vajroli, l’eiaculazione non avverrà.
Bene, c’è un’altra pratica conosciuta come viparita karani mudra. Viparita karani mudra è la prima pratica del kriya yoga. Con la pratica di viparita karani mudra, il bindu è invertito. Cioè il processo di assimilazione degli ormoni nella parte inferiore del corpo è invertito. Viparita karani mudra somiglia a sarvangasana. Sdraiatevi sul pavimento. Prendete prima sarvangasana poi gradualmente spostate le mani verso le anche. Gradualmente portate il corpo in una posizione obliqua, così che il corpo sia inclinato e le gambe verticali. In questa posizione praticate ujjayi pranayama. E con l’aiuto di ujjayi pranayama, create un processo di inversione nella colonna vertebrale.
Potete leggere tutto ciò nel libro “‘Mula bandha”. Tutte quelle persone che vogliono evolvere nella vita spirituale, devono fronteggiare i reali problemi della vita. La vita sessuale è un fatto molto importante della vita. Non lo potete e non lo dovete ignorare. E’ l’obbligo della natura su di voi. Ma, tuttavia, la vita sessuale porta una dissipazione di energia. Non dobbiamo negare questo punto. È una verità che esso porti dissipazione di energia fisica, emozionale e mentale. Perciò chiunque pratica yoga dovrebbe cercare di praticare questi kriya così da poter adempiere gli obblighi di natura. Così non vi contrapponete alla natura e, allo stesso tempo, non dissipate la vostra energia.

D. Un ateo può praticare tantra yoga?
Paramahamsaji: La via del tantra è sia per gli atei che per i teisti. E, secondo me, nessuno è ateo. Potete non credere in Dio, ma credete nella natura. Per me Dio è onnipotente. Per un ateo la natura è onnipotente. Non parliamo di Dio e di natura, parliamo di onnipotenza. Colui che è onnipotente è Dio, anche se non gli date nessun nome. Dio, natura, sono nomi. Di fatto, nessuno è ateo. In ogni modo il tantra è una via anche per atei.

D. Le tecniche tantriche possono sviluppare, se uno lo desidera, qualità o strumenti per comunicare con gli spiriti?
Paramahamsaji: Il tantra è una scienza molto vasta. Ciò di cui stiamo parlando è il risveglio di kundalini ma nel tantra ci sono modi in cui la mente può essere spinta verso qualsiasi dimensione. La mente può essere distaccata dal corpo. Lo spirito può essere completamente materializzato o dematerializzato. È una scienza molto difficile. E ciò che tu dici può essere fatto. Ma non voglio entrare nei dettagli riguardo ciò in questo incontro poiché il tema è tantra e meditazione.
Se ci sarà un altro seminario su tantra e spirito, ve ne potrò parlare a lungo. Io penso che la mente possa essere trasmessa come qualsiasi altro oggetto, proprio come le onde radio, come le onde elettro-magnetiche, come i raggi laser. La mente non è emozione. La mente non è un processo di pensiero. La mente è energia. È un tipo di shakti. Se siete capaci di gestire la mente, potete espandere la mente, potete ampliarla ed essa può trascendere le barriere di tempo e spazio. E per questo ci sono diverse pratiche tantriche. Ma dovete sapere come applicarle. Queste applicazioni devono essere apprese assolutamente da un insegnante che le conosce. La mente può viaggiare nel regno della creazione. Persino nei campi dove vivono gli spiriti.
C’è solo un regno dove la mente non può andare. La mente non può andare nel regno di Dio. La mente non può entrare nel regno del samadhi. La mente non può raggiungere il nirvana. La mente non può raggiungere la salvezza o moksha. Altrimenti, la mente può andare ovunque. In quel caso, dovete sintonizzare la mente. Dovete trasformare l’energia mentale.

D. Lo yoga ha origini orientali. Non sarebbe meglio, per un europeo, rivolgersi ad un percorso spirituale che abbia origine nel suo ambiente?
Paramahamsaji: A questa domanda è stato risposto molte volte da molte persone. Ripeterò un importante punto e spero non ti offenda.
Da dove ha avuto origine il Cristianesimo? Da occidente o da oriente? Bene, ecco la risposta. Dovete ricordare una cosa, una scienza è una scienza. Non è né orientale, né occidentale. Il grande scienziato che ha scoperto l’elettricità era occidentale, ma in oriente la usano. Se qualcuno in India chiede se dovremmo usare o no questa elettricità che è venuta dall’America, io direi “idiota”. Allo stesso modo se qualcuno mi chiede “Lo yoga viene da oriente, dobbiamo usarlo o no?”, io direi “un altro idiota”.
Ora, un punto importante. Ci sono due tipi di uomo. L’uomo esteriore e l’uomo interiore. L’uomo esteriore è il corpo e i sensi. L’uomo interiore è pensiero, emozione, sentimento. Il cibo è per l’uomo esteriore. Le comodità sono per l’uomo esteriore. Ma tuttavia, lui è infelice. Ci sono migliaia di persone che non riescono a dormire in un letto comodo. Ci sono migliaia di persone che non riescono a mangiare bene. Perché? Perché l’uomo interiore è ammalato. Ma ho visto persone che riescono a dormire sulla nuda terra in inverno, senza neanche un tappeto. E dormono perfettamente. Ho visto persone che non hanno abbastanza da mangiare, ma possono ridere nei loro cuori perché la loro anima è sana.
L’occidente ha sempre creato cose per l’uomo esteriore. L’oriente ha sempre creato beni per l’uomo interiore. Bene, Cristianesimo, Islam, Buddismo, Induismo, Yoga, Tantra, sono tutti orientali. Del tutto, completamente. L’occidente ha creato biologia, botanica, elettronica, computer, aeroplano, automobile.
Si devono capire entrambe, perché entrambe sono scienze. La spiritualità è la scienza dell’uomo interiore e il materialismo è la scienza dell’uomo esteriore. Non potete ignorare il materialismo. Le progenie occidentali hanno perfezionato una scienza particolare. Allo stesso modo l’oriente ha dato luce alla mente interiore. A causa del materialismo, c’è tensione. A causa del materialismo, c’è frustrazione, schizofrenia, insonnia, ipertensione, reumatismi, e molte altre cose. La scienza medica sta fallendo. È in grado di aiutare il corpo ma non la mente e le emozioni. Se il vostro stomaco sta male, potete prendere una medicina. Ma se siete infelici e nessuno vi vuole, c’è qualche medicina che può aiutarvi? Quindi, per piacere, ricordate che ci sono due idee importanti riguardo la vita umana. Una è l’idea materiale, e noi la chiamiamo benessere. La seconda idea di vita è la pace, shanti. Abbiamo bisogno di entrambi. Se avete benessere e non shanti, impazzite. Se avete shanti e niente benessere, potete esistere, potete sopravvivere.
In India, siamo sopravvissuti perché abbiamo shanti anche se non abbiamo benessere. Dunque, cerchiamo di stringere la mano ad entrambi, l’uomo esteriore e l’uomo interiore. Non portate al centro dell’attenzione occidente e oriente. La scienza è oltre la geografia e la storia. La scienza è una scienza dell’umanità ed è universale.8110
Ora, veniamo alla storia. Lo yoga non è solo orientale. Prima del Cristianesimo, in Europa c’era una cultura celtica. Gli Unni invasero l’India nel settimo secolo. A quel tempo l’India era molto potente militarmente e respinse l’invasione. Per tutto un secolo l’India continuò a respingerli ed infine gli Unni avanzarono verso l’Europa e la sottomisero completamente. È per questo motivo che la cultura celtica fu completamente annientata in Europa. Gli Unni sono i responsabili di questa cultura materiale dell’Europa attuale. Non è la cultura celtica. Non è il Cristianesimo. È l’aspetto dinamico della vita degli Unni.
La cultura celtica era molto spirituale. Era molto tantrica. Se osservate le regioni nordiche, come i paesi Scandinavi, potete studiare i loro simboli. Essi parlano di ida nadi e pingala nadi in forma di serpenti che si intersecano l’uno con l’altro. Io ho un centro molto grande in Scandinavia sotto la guida di Swami Janakananda, dove vivono molti swami. Ho visitato spesso questo paese. Queste popolazioni hanno fatto molte ricerche sull’antica cultura celtica e sono arrivati alla conclusione che aveva elementi di yoga e tantra.
Ora, arriviamo alle epoche più recenti. Sto parlando di cristianità. Essa veniva da Est. Veniva con elementi di yoga e spiritualità. Quella cattolica-romana è così. Ma successe che nel corso del tempo queste culture si deteriorarono completamente e al giorno d’oggi non crediamo che avevamo tutto ciò. Allora, dovete ricordare che l’India è responsabile per la conservazione e la protezione della cultura.
L’Europa non è riuscita a preservarla. Gli Unni l’hanno annientata completamente. Gli eventi storici l’hanno distrutta completamente. Ma in India questo non è successo, perché in India c’è una tradizione particolare: la tradizione del rapporto guru – discepolo. La conoscenza del guru va al suo discepolo e la sua conoscenza va al suo discepolo. In questo modo la tradizione si mantiene. In India c’è un’altra tradizione: gli swami, i sannyasin vivono un tipo di vita particolare. Non c’è dissipazione nelle loro vita. Essi non entrano in politica. Essi seguono completamente una via chiamata la via della conoscenza. Molti hanno piccoli ashram, non molto grandi. Le persone donano denaro e mantengono quegli ashram. Gli swami vivono le loro vite molto semplici e si dedicano allo studio, alla ricerca, alla riflessione, alla contemplazione. Non ci sono grosse organizzazioni. Non ci sono grandi segreterie. Non ci sono grandi amministrazioni. Solo alcuni swami che mangiano, vivono e studiano. Questo è il motivo per cui queste persone furono in grado di mantenere la scienza nonostante i mutamenti politici.
Qualunque cambiamento politico possa avvenire nel nostro paese, non ne siamo colpiti, perché non apparteniamo alla politica. Noi apparteniamo soltanto allo spirito. Noi parliamo di spirito. Non parliamo di ministeri e parlamento. E questo è il motivo per cui non siamo mai stati disturbati da nessuna forza politica. Per questo ora lo yoga è arrivato dall’India. Ma era in Europa molti, molti secoli fa. Sfortunatamente, però, gli europei non riuscirono a proteggerlo. Gli swami riuscirono a proteggerlo in India dunque, ciò che vi portiamo, vi appartiene.

D. Swamiji, ieri hai detto che solo il presente è nelle nostre mani. È ovvio che il passato è andato. È chiaro che non ha senso lamentarsi del presente. Ma il futuro? Non è fatalismo rinunciare a fare un progetto, nel senso di progredire?
Paramahamsaji: Quando vi prendete cura del presente, il futuro si prenderà cura di sé stesso. Questa è l’affermazione di un grande pensatore, ed io penso di non poter aggiungere altro. Ogni punto nel presente è un punto del futuro. E se non curiamo il presente e anticipiamo solo il futuro, allora perderemo un collegamento importante.
Non dobbiamo essere fatalisti ma, al tempo stesso, non è necessario che una persona viva solo di fantasie. Dobbiamo essere pratici. Se il passo che sto facendo, lo sto facendo correttamente, raggiungerò il mio obiettivo senza difficoltà. Ciò di cui parlavo ieri, riguardava chi anticipa il futuro e ignora il presente. Naturalmente so bene che il presente non è che il futuro che viene più vicino.
In effetti, ci sono solo passato e futuro. Il passato e il futuro sono divisi da un punto specifico. Quel particolare punto di divisione è chiamato presente. Esso non è statico. Ciò che ora è presente diventa passato. E ciò che è futuro sarà presente. Noi vediamo sempre il tempo come due importanti aspetti divisi da un punto.
Il tempo non è altro che un concetto della mente. Altrimenti il tempo non esiste. Se non c’è mente, non c’è tempo. Quindi , la divisione del tempo è una divisione nella mente. Cos’è il passato? Cos’è il futuro? E cos’è il presente? Cercate di comprenderlo in termini di mente, non in termini di tempo. E se lo capite, non c’è alcun motivo per essere fatalisti, ed in realtà nessuno è fatalista. Ci stiamo occupando della vita. Alcuni se ne occupano pensando al passato, alcuni se ne occupano pensando al futuro, ma ci sono alcuni che si occupano della vita pensando al presente. La storia ha dimostrato che questi ultimi hanno avuto molto successo nella vita. Occupatevi del presente, e il futuro verrà da sé.

Satsang con Paramahamsaji 1

Milano, aprile 1981

 

Domanda: Swamiji, puoi spiegare l’uso del mantra nella vita quotidiana, come preghiera, come ispirazione o come aiuto per superare la depressioni fisica o l’inerzia creata dal vortice della vita?

Paramahamsaji: Il mantra è una scienza. Ci sono vari tipi di mantra. Alcuni mantra sono utilizzati per eliminare la sofferenza fisica. Alcuni mantra sono utilizzati per l’appagamento dei desideri umani. Alcuni mantra sono utilizzati per sviluppare la coscienza superiore. Alcuni mantra sono usati per ricordare Dio in ogni momento.

C’è un mantra che vi viene dato dal vostro guru. Quello è il vostro mantra personale. Quel mantra deve essere utilizzato per la vostra evoluzione spirituale in questa vita. Ma accanto al vostro mantra personale, di tanto in tanto, potete avere altri mantra se ne avete bisogno. Ora vi dico ciò che facciamo in India. Quando un bambino compie otto anni gli viene dato un mantra dal maestro di famiglia. Il bambino deve praticare questo mantra per l’illuminazione del suo intelletto, così svilupperà la memoria, il corpo e il carattere.

Quando una coppia si sposa, durante la cerimonia del matrimonio ricevono un altro mantra. Questo mantra deve essere utilizzato da entrambi per avere una vita martrimaniale e una famiglia felice. Poi, se c’è qualche problema in famiglia, qualche malattia o qualche difficoltà sociale, allora ci sono dei particolari mantra tantrici, che devono essere ripetuti in un determinato modo per un certo periodo di tempo. Come risultato della ripetizione del mantra, l'operazione sarà compiuta. Per esempio, c’è un mantra conosciuto come Maha Mrityunjaya mantra. Quando nella famiglia si presenta qualche disturbo sifficile da trattare e i dottori non sono in grado di aiutare, allora la famiglia ripete il Maha Mrityunjaya mantra un certo numero di volte al giorno. Abbiamo visto malattie guarite attraverso questo mantra. Si sa che questi mantra tantrici sono molto potenti.

Un altro tipo di mantra è il guru mantra. Quando le persone diventano spirituali e vogliono seguire il percorso dello yoga in India, vanno da un guru e ricevono un mantra da lui. C’è, dunque, una scienza completa del mantra. Questa scienza era ben conosciuta dai tempi antichi in molti luoghi, ma in India questa scienza è stata preservata molto bene.

 

Domanda: La religione Cristiana pensa che l’infelicità umana non solo è impossibile da eliminare ma è anche necessaria. Questa infelicità è considerata un importante strumento di conoscenza. Qual è il valore di questa posizione in rapporto all’espansione e alla liberazione?

Paramahamsaji: Non importa cosa queste grandi persone illuminate abbiano detto, in definitiva conoscevano le stesse cose. E' solo il linguaggio ed i simboli che sono diversi. Nel tantra la chiamiamo liberazione, nel Buddhismo viene chiamata nirvana, nel Cristianesimo la chiamate salvezza. Allo stesso modo, nel Cristianesimo la chiamate sofferenza, nello Yoga viene chiamata austerità e nel Buddhismo viene chiamata sforzo spirituale. Le terminologie sono, senza dubbio, differenti. Anche il metodo di spiegazione ed espressione è diverso, ma in definitiva si parla della stessa cosa.

C’è un’esistenza eterna. Questa esistenza eterna è oltre il dolore, oltre la sofferenza. Per far esperienza di questa unione eterna, si deve passare attraverso varie fasi della mente, di dukha o sofferenza. Così come nel Cristianesimo viene detto che quelle sofferenze possono essere superate, nel Buddhismo si parla di quattro verità eterne. C'è la sofferenza, c’è una causa per la sofferenza, la sofferenza può essere eliminata e c’è un metodo. Allo stesso modo nello yoga e nel tantra si dice che se si è lontani dal sé, si soffre. Se si è vicino allo spirito non si è infelici. Qual è lo scopo dello yoga? Eliminare la radice di tutte le sofferenze. Dov’è la radice della sofferenza? La mente è la radice della sofferenza. Come eliminare la radice? Trasformandola.

Così, in definitiva, questi grandi uomini, queste grandi scritture, stanno parlando della stessa cosa. Ma tuttavia dobbiamo discuterne ancora un po’. La sofferenza è detta dukha. Il piacere è detto sukha. Il piacere e il dolore sono qualità della mente. Quando la mente si ritira nel sonno profondo non provate alcun dolore e non siete consapevoli del piacere.

Il piacere e la sofferenza non appartengono all’oggetto. Sono qualità della mente. Quello che è piacevole oggi potrebbe creare sofferenza domani e quello che crea sofferenza oggi potrebbe essere piacevole il giorno successivo. Nessun oggetto è piacevole o doloroso in senso assoluto. Un individuo che oggi amate è piacevole. L’oggetto che oggi amate è piacevole. Ma la stessa persona e lo stesso oggetto possono darvi dolore nel corso del tempo. Questo dipende completamente dalla mente.7

Perciò, se dovete superare la sofferenza, dovete trasformare totalmente la mente. Sino ad un certo punto, la mente fa esperienza di dolore e di piacere, ma dopo qualche tempo non più. Questa è la filosofia della sofferenza. Le persone soffrono a causa dell’incompletezza della loro esperienza. Se riuscite a vedere più di quanto potete, allora non ci sarà sofferenza.

Il desiderio causa sofferenza. L’attaccamento causa sofferenza. La gelosia causa sofferenza. La frustrazione causa sofferenza. Queste sono cose che dovrebbero essere superate. Come superare i desideri? Come superare la paura? Come superare la gelosia? Questo è ciò che dobbiamo capire. Solo perché conosciamo la paura e i desideri, non siamo in grado di trascenderli. La mente dovrebbe essere trasformata. La trasformazione della mente è molto importante se volete trascendere il dolore e la sofferenza. Quando la mente si espande, voi trascendete la sofferenza.

 

Domanda: È solo un guru che dà un nome spirituale o è una richiesta del discepolo? La scelta di un nome spirituale può avvenire in qualsiasi momento o è vincolata all’evoluzione del discepolo? E con quale criterio il guru sceglie il nome?

Paramahamsaji: Tutti hanno un nome spirituale, tutti hanno un nome mondano. Il nome rappresenta il carattere. Se un uomo è un ladro, gli dite che è un ladro, quello è il suo nome. Se un uomo mente, gli dite che è un bugiardo, quello è il suo nome. Se un uomo soffre di gelosia, gli dite che è geloso, quello è il suo nome. Questi nomi rappresentano la qualità della sua personalità.

Il nome spirituale rappresenta la vostra personalità spirituale. Il guru può dare nomi ai suoi discepoli in qualsiasi momento, ma dobbiamo essere un po’ cauti. Se io do molti nomi, ci sarà una notevole confusione nella mente delle persone. Perciò, quando un discepolo capisce che è giunto per lui il momento di realizzare il suo nome interiore, dovrebbe avvicinarsi al suo guru. Proprio come una madre riesce a capire la natura del bambino, il guru può comprendere la qualità del discepolo e in conformità a quella gli dà il nome.

Io sento che il nome spirituale è un nome propizio. Ci ho pensato per molti anni. Quando sono nato, ho avuto un altro nome. Ho continuato con quel nome per diciannove anni. A diciannove anni mi fu cambiato dal mio guru. Col cambiamento del mio nome cambiò il mio destino. La mia carta astrologica è una carta molto brutta. Ogni cosa è negativa. Viene detto che sarò un idiota, che sarò un fannullone, un vagabondo. Viene detto che sarò un distruttore di persone, che sarò indigente, che sarò malato per tutta la vita. Ma il guru mi diede un nome e il mio destino cambiò. E la mia vita astrologica, la vita che la natura mi aveva dato, fu completamente cancellata. Perciò quando do il nome ad un mio discepolo, sono consapevole di questo preciso aspetto. Il nome deve cambiare il destino dal peggiore al migliore.

C’è un altro punto. Il corpo ha un nome. Qual è il nome del vostro Sé interiore? Il Sé interiore è colmo di luce. Il Sé interiore è eterno. Il Sé interiore è beato. Il Sé interiore è coscienza. E perciò, quando do un nome ai miei discepoli, aggiungo sempre ananda. Ananda significa beatitudine. E beatitudine non indica né piacere né dolore, ma lo stesso atteggiamento nel piacere e nel dolore. Quando la mente non cambia dal piacere al dolere, quello stadio è chiamato ananda, e perciò li chiamo ananda.

Così, quando sentite di dover essere chiamati col nome interiore, col nome dello spirito, cambiate il vostro nome. Se sarò lì, vi aiuterò. Se non ci sarò e qualche saggio è lì, egli vi aiuterà. Ma è bene abbandonare l’abito vecchio, Avete indossato questo abito per trenta, quaranta, cinquant'anni. Ora avete un vestito nuovo. Il nome che avete avuto per così tanti anni è diventato vecchio. Prendete un nome nuovo.

 

Domanda: Ida e pingala si incrociano nei chakra? E quando la kundalini è risvegliata, il prana attraversa queste nadi, il prana fluisce in queste nadi?

Paramahamsaji: Bene, vi darò un concetto figurato. Immaginate la colonna vertebrale. Alla base della colonna vertebrale c’è il coccige. All’estremità del coccige c’è una piccola ghiandola. Da questo punto specifico si dipartano tre canali. Il sinistro è conosciuto come ida, il destro è conosciuto come pingala e nel centro c’è sushumna. Ida rappresenta la Shakti mentale, pingala rappresenta quella vitale, prana Shakti. Sushumna rappresenta l’energia spirituale, lo spirito. Nella maggior parte delle persone funzionano solo due nadi: ida e pingala. Sushumna non è attiva. Questo canale è un canale silente, noi lo chiamiamo canale inattivo.

Queste due nadi si intersecano l’una con l’altra nei diversi chakra. Scaturendo da muladhara, si incrociano una prima volta in swadhisthana chakra, poi in manipura, il chakra solare. Quindi il terzo incrocio è in anahata o chakra del cuore e la quarta volta si intersecano nel collo, vishuddhi chakra. Quindi si incontrano in agya chakra. Queste nadi sono attive. In ida scorre l’energia mentale, in pingala scorre l’energia pranica. Queste due energie sono distribuite, attraverso i chakra, ai diversi organi del corpo. E questo è il motivo per cui avete coscienza e vita in ogni parte del corpo.

Quando si ha il risveglio di kundalini allora l’energia passa attraverso sushumna. Quando questa energia passa attraverso sushumna, sushumna diviene attiva. Sushumna è un canale diretto, va direttamente da muladhara sino ad agya. Esso non crea nessuna connessione con nessun chakra. Il risveglio in muladhara è il risveglio in agya. Nel momento in cui si ha il risveglio in muladhara, l’energia si fa strada da muladhara in su, sino ad agya chakra.

Perciò ci sono due cose importanti da notare: una è il risveglio della kundalini, e la seconda è il risveglio di sushumna. Faccio un esempio: c’è un generatore, voi accendete il generatore ma non avete collegato il cavo, cosa succederà? Il generatore continuerà a generare elettricità ma la distribuzione non avrà luogo. Dovete inserire la spina nel generatore. Allora l’energia creata dal generatore passerà attraverso il cavo verso le diverse aree della casa.

9Allo stesso modo muladhara chakra è la sede di un grande e potente generatore. Per far partire il generatore avete bisogno di un qualche tipo di energia pranica. Questa energia pranica si genera tramite il pranayama. Quando praticate pranayama, generate energia. Poi questa energia è spinta in basso da una pressione positiva. E questa pressione positiva avvia il generatore in muladhara chakra. Poi questa energia generata in muladhara è spinta verso l’alto da una pressione negativa, che porta su l’energia attraverso sushumna sino ad agya chakra.

In agya chakra queste tre nadi si fondono, ma solitamente solo ida e pingala sono attive, mentre sushumna no. E' come un circuito elettrico. Se nel circuito ci sono solo il filo positivo e quello negativo, ma non il neutro, allora se ci fosse una tensione elettrica extra, il fusibile salterebbe. Quando il neutro diventa attivo, l'energia extra ha un canale. Allo stesso modo ida e pingala sono sempre unite. L’energia fluisce attraverso entrambe ma il voltaggio, il fulgore è molto basso. Sushumna è scollegata. L’energia non fluisce attraverso sushumna. Quando si ha il risveglio in muladhara chakra e questa energia è diretta in su verso agya chakra, allora c’è corrente in ida, in pingala, così come in sushumna. In quel momento si ha l’illuminazione. In quel momento la luce brilla e avete diverse esperienze. In quel momento la mente superiore inizia a lavorare. Questo è il modo in cui dovete intendere il risveglio della kundalini, il risveglio di sushumna e l’unione delle tre nadi in agya chakra.

Ora, come intendiamo questo noi indiani? In India ci sono due fiumi, il Gangee lo Yamuna. Lo Yamuna è di colore blu ed il Gange bianco. Il Gange rappresenta ida e lo Yamuna rappresenta pingala. Questi due fiumi sgorgano dall’Himalaya e confluiscono a Allahabad, una città dell’India del nord. Questo posto è conosciuto dagli Hindu come Triveni, che significa "unione di tre". Ma ci sono solo due fiumi, dov'è il terzo? Gli Hindu ritengono che il Gange e lo Yamuna sono canali percepibili, e c’è un terzo fiume conosciuto come Saraswati che scorre sotto terra. E' sotterraneo. Quello è il fiume impercettibile.

Lo Saraswati rappresenta sushumna. Saraswati è il flusso sotterraneo, mentre ida e pingala scorrono in superficie. I tre flussi confluiscono a Triveni. Gli Hindu ritengono che ci si debba fare il bagno in questa confluenza. Una volta ogni 12 anni, quando il sole è in acquario, c'è un momento speciale. Milioni e milioni di Hindu si immergono in quel punto particolare. Ciò deve essere interpretato come una simbolo. Ida, pingala e sushumna si uniscono in agya chakra. Se risvegliate la vostra coscienza e poi la dissolvete in agya chakra, allora la purificate.

Un altro concetto è molto importante: il sole in Acquario. È molto importante che quando si ha l’unione dopo il risveglio della kundalini, sia visualizzato il sole e il suo fulgore. Il risveglio della visione solare è un’indicazione che è il momento giusto per voi per fondere la vostra coscienza in agya chakra.

 

Domanda: Non è pericoloso cercare di risvegliare kundalini se non si è purificati e non si ha ancora una forte volontà?

Paramahamsaji: È una domanda molto divertente. Dovreste fare un’altra domanda accanto a questa. Uno dovrebbe cercare di avere un bambino? Perché? Forse la madre potrebbe morire, o il bambino potrebbe morire. Potreste avere un parto cesareo. Queste cose vi fanno pensare "Oh no, io non voglio assolutamente avere un bambino"? Allora perché pensate in questo modo alla kundalini?

Il risveglio della kundalini è la nascita di Cristo. Il risveglio della kundalini è la nascita di Krishna e Buddha. Il risveglio della kundalini è la nascita di Maometto. È uno dei più grandi eventi della vita. Non hanno importanza le conseguenze. Il risveglio della kundalini è uno dei più grandi eventi nella vita di uno yogi.

Quando avete un bambino, quando rimanete incinte, non pensate di essere inferme. Non pensereste mai di essere troppo grasse. Non pensate di non aver bisogno assolutamente di un bambino. Allo stesso modo, quando il risveglio di kundalini sarà il destino dell’umanità, dovrete farne esperienza.

Conoscono molte persone che dicono, "Se siete impuri non dovreste risvegliare la kundalini’". Molte volte l’ho detto anche io a causa della mia ignoranza. Ma il risveglio di kundalini è il risveglio del potere della Madre nell’uomo. Quando il sole sorge, cosa accade all’oscurità? Quando la kundalini si risveglia non ci saranno impurità. L’impurità e la purezza sono solo dei concetti. Nessuno è puro e nessuno è impuro. È un concetto sociale. È un concetto religioso. È un concetto etico e morale. Voi non siete sporchi o impuri, ma solo perchè la religione lo dice allora voi credete di essere impuri. La religione non può decidere la vostra personalità.

Il risveglio di kundalini è il risveglio della grande luce nell’uomo. E nel momento in cui essa sorge all’orizzonte, sorge come il sole. Non ci sarà oscurità, nessuna sofferenza, nessuna colpa, nessuna impurità, tutto sarà splendente.

Di quale rischio state parlando? Bene, uno può anche impazzire. Avete mai pensato ai rischi nella vita? Avete così tanti desideri, passioni, progetti e ambizioni. Avete così tanto nervosismo. Se non pensate che questi sintomi siano rischiosi, allora perché pensate che il risveglio della kundalini sia rischioso? Questa vita è un rischio. Quando vado in aereo dall’India al Sud America è un grande rischio che mi sto assumendo. Quando siate nati dal grembo di vostra madre è stato un grande rischio. Qualsiasi cosa può succedere in qualsiasi momento.

Con il risveglio di kundalini la vita diventa più facile. I vostri programmi, i vostri progetti nella vita diventano chiari. Le vostre decisioni sono precise. La vostra personalità è energica e potente. Cosa volete di più? Ma quando c’è un risveglio della kundalini ci sono determinati sintomi e talvolta sono molto difficili da comprendere.

Si sente una sensazione bruciante in muladhara chakra. Sentite l’energia che passa attraverso sushumna e va su e giù, su e giù. Molte volte sentite tamburi, flauti, uccelli, musiche di natura celestiale. Talvolta sentite dei pavoni che cantano. Talvolta sentite che il vostro corpo è diventato leggero. Talvolta visualizzate la vostra colonna vertebrale come una luce fluorescente. Molte volte sentite l'illuminazione dentro di voi. Sembra che centinaia e centinaia di piccole luci stiano bruciando. Questo è un aspetto.

Poi c’è un altro aspetto. Tutta la rabbia viene fuori. Tutta la passione viene fuori, tutto ciò che è stato represso viene fuori. Talvolta siete spaventati per tutta la notte. Talvolta, per giorni interi, non avete in mente nient'altro che il sesso. Talvolta non pensate ad altro che al cibo. Ma tutti questi sintomi passano in pochi giorni o settimane. Molte volte insorgono tentazioni - ottenete alcuni poteri psichici. Sviluppate chiaroveggenza, telepatia, chiaroudienza, psico telecinesi o potere di guarigione. Questo vi porta molte tentazioni. Anche questa è una fase e questa fase passa. Talvolta non avete voglia di mangiare per giorni interi. Per quindici o venti giorni non avete fame, nessun appetito. Per giorni vivete una vita completamente priva di passioni. Niente vi interessa nella vita. Tutto sembra arido come il deserto. Queste che vi ho raccontato sono solo alcune delle esperienze, ma passano velocemente.

Poi arriva un momento in cui la tempesta si placa, e quando la tempesta si placa, allora lo yogi vive una vita molto normale. La sua vita esteriore è come quella di qualsiasi altro ma la sua consapevolezza interiore è molto maggiore e molto più vasta. Perciò, non abbiate paura di alcun rischio. Che riusciate ad osservare il celibato o no, che la vostra mente sia pura oppure no, che abbiate un corpo malato o un corpo sano, praticate il vostro yoga ogni giorno. E se il risveglio della kundalini si verifica tutte le vostre limitazioni saranno superate, poiché l’oscurità non può esistere davanti alla luce. L’impurità non può esistere davanti al risveglio della kundalini.

 

Domanda: Alcuni dicono che le pratiche yogiche sono benefiche, ma le pratiche tantriche possono essere pericolose. Per piacere puoi chiarire.

Paramahamsaji: Ogni volta che sento le persone parlare negativamente del tantra, ritengo debbano essere corrette. Persino in India molti swami pensano che lo yoga sia una cosa e il tantra qualcos’altro. Di fatto, il tantra spiega l’espansione della coscienza e la liberazione dell’energia, ma il modo di attuarlo è attraverso le pratiche di yoga. Perciò, tutti quelli che insegnano yoga in realtà insegnano tantra.

Dobbiamo essere onesti con noi stessi. Il tantra ci insegna ad essere onesti ed accettare noi stessi per ciò che siamo. Dobbiamo accettare ciò a cui non possiamo rinunciare o abbandonare. Se non possiamo smettere di bere, dobbiamo accettarlo. Se non possiamo abbandonare una dieta non-vegetariana, dobbiamo accettarlo.

 

Domanda: Perché ci vengono i funghi e come guarire?

Paramahamsaji: C’è una particolare malattia creata dalle infezioni fungine. La prima cosa importante da fare è un regolare iter di digiuno e poi pratiche dinamiche di yoga con le purificazioni dell'hatha yoga. In aggiunta a questo, c’è una pratica nota come amaroli. Abbiamo pubblicato un libro su questo soggetto. Potete leggerlo. La pratica di amaroli è molto importante nel trattamento dei funghi. Potete applicarla ed anche berla.

 

Domanda: Come superare il desiderio del cibo, specialmente delle cose dolci che molte persone provano? 8

Paramahamsaji: Mangiare dolci non è male. Anche mangiare cibo speziato non è male. Perciò, coloro che sono dipendenti dal mangiare molti dolci, lasciate che continuino. Ma sapete che c’è una dolcezza superiore e quel gusto si può ottenere tramite khechari mudra. Come praticare khechari mudra?

I ragazzi e le ragazze di dodici e tredici anni possono praticarlo in modo diverso. Ma la pratica per gli adulti è differente. Sedete in vajrasana, poi assumete simhasana, la posizione del leone, tirate fuori la lingua, proprio come la lingua di un cane. Praticate ogni giorno. Due volte ogni mattina, dopo aver lavato i denti, quando siete davanti al lavandino, tirate fuori la lingua. Afferratela con due o tre dita poi emettete il suono ah. Fatelo ogni giorno.

Terzo punto. Ripiegate la lingua e attaccatela al palato, vicino all’epiglottide. Tenetela lì. Continuate con queste pratiche ogni giorno. Un bel giorno sentirete un gusto dolce e vi domanderete: “cosa è successo? Ho mangiato zucchero col naso?” È molto dolce, è dolce. Ma c’è una differenza. Nel momento in cui iniziate a gustare questa dolcezza, inizierete ad andare in alto. Sapete cosa vuol dire alto, vi sentite colmi di piacere interiore. La mente rallenta, il corpo diviene calmo e c’è un punto in cui la coscienza rimane sospesa. Non è ebbrezza, e anche se lo è va bene. Non importa, è un’ebbrezza spirituale.

Alcuni la chiamano ambrosia,altri amrita ed altri con nomi diversi. Alcuni la chiamano acqua divina. E quando gli apostoli battezzavano, essi non versavano l’acqua dall’esterno. Conoscete il battesimo, è un procedimento in cui si versa acqua. No, non era acqua di fonte. Era esattamente la stessa pratica. Gli apostoli insegnavano ai loro discepoli a praticare khechari. E quando praticavano khechari mudra, questa amrita, questo nettare, l’acqua, l’acqua divina scendeva. E quando ciò accadeva egli era considerato battezzato. Ora tutti l’hanno dimenticato.

Ma noi lo ricordiamo. Il battesimo non può mai avvenire se l’acqua non sgorga. Praticate khechari mudra, lasciate che il nettare coli, e allora sarete battezzati. Dove è la sede del nettare? Il punto è esattamente qui. È conosciuto come passaggio cranico. Sapete cosa è questo punto? Avete visto i ragazzi di Hari Rama? Essi hanno un ciuffo di capelli qui. Quello è il centro ma loro non lo sanno. Essi pensano sia un marchio settario, ma questo è il simbolo. Essi pensano che se tengono un ciuffo di capelli diventano Hindu. E’ una sciocchezza, nessuno può diventare Hindu. Voi dovete diventare yogi. Quello è importante. Che scopo c’è a diventare Hindu, poi Cristiano, poi Mussulmano e poi Buddista. Essere quello che siete va benissimo. L’importante è che dovete essere illuminati.

L’illuminazione è importante, non la religione. Bene, questo khechari mudra è praticato anche in un altro modo. Ma non tutti dovrebbero farlo. Si prende un pezzo di cristallo e lo si sfrega, ogni giorno, contro la radice della lingua. Per mesi. Non si tratta di tagliare, ma di sfregare. Si deve solo creare una frizione. E poi si applica un po’ di polvere di curcuma. Poi si prende del burro vaccino fresco e lo si mette sulla lingua. E si sfrega la lingua ogni giorno. Dopo alcuni mesi applicate il burro sulla lingua e mungete la lingua proprio come mungete una mucca. E’ detto massaggio della lingua.

Quando massaggiate la lingua essa si allunga. Più lunga della lingua di un cane o di una tigre. Quindi con la lingua sarete in grado di toccare quest’area. Quando è in condizione di toccare il centro della fronte, allora la rivolgete internamente. Ora girate la lingua internamente, e la inserite nell’epiglottide. L’epiglottide è il passaggio nasale e lo bloccate, lo tappate e fermate il respiro. Questo è un trucco, una tecnica.

Avete sentito che alcuni yogi rimangono sotto terra per molti giorni? Si, essi vanno sotto terra e sono completamente sigillati col cemento. Non entra niente ossigeno. Essi bloccano il cuore e sopravvivono. Come? Khechari mudra. Questo khechari mudra è praticato dagli yogi dall’età di 10 o 12 anni poiché allora nel corpo ci sono pochissime tossine. In quel periodo il corpo è molto flessibile e adattabile. Ora questa lingua, quando è inserita nell’epiglottide, stimola determinate ghiandole nervose nell’epiglottide. Questa stimolazione è portata ai centri superiori del cervello e nel corso del tempo il nettare inizia a fluire da questo centro. Questo chakra è conosciuto come binduvisarga chakra.

Bindu significa goccia di nettare, visarga significa fluire. Il centro da cui il nettare sgorga, fluisce. E si dice che questo particolare fluido nel passaggio sacrale è molto, molto poco. Non è neanche una goccia. Quella quantità è ciò che può rimanere nella cruna dell’ago quando lo mettete in acqua. E questo nettare inizia a fluire nel corpo. E’ molto dolce. Quindi, se volete superare la vostra brama di dolce dovreste praticare khechari mudra.

 

Domanda: In che modo lo yoga può alleviare bronchiti e raffreddori allergici?

Paramahamsaji: Qui posso suggerire due pratiche. Una è vastra dhauti e la seconda ujjayi pranayama. Cosa è vastra dhauti? Si prende un lungo pezzo di tessuto e lo si mangia ogni mattina sin quanto può entrare nel vostro canale alimentare. Se avete difficoltà ad ingoiarlo, allora bevete un po’ di acqua salata, vi aiuterà. Ogni giorno aumenterete un poco. E poi tiratelo fuori. Non mangiatelo completamente. Praticate ogni giorno.

Quindi praticate ujjayi pranayama. Ujjayi pranayama si pratica con la gola. Spero ve lo abbiano insegnato. Dovreste praticare queste due tecniche ogni giorno. Penso che andrà bene.

 

12Domanda: Cosa suggerisci ad un allievo cui piacerebbe praticare sirshasana per il sistema nervoso e mantenere sukasana o padmasana per la meditazione ma non può a causa di artrosi cervicale o costipazione e infiammazione del nervo sciatico?

Paramahamsaji: Prima di tutto dovresti praticare makarasana, la posizione del coccodrillo, e bhujangasana, la posizione del serpente. Questo ti aiuterà nella sciatica. Cosa è makarasana? Lei, per esempio, è là che scrive con la penna in makarasana. Quello è makarasana. Questo makarasana dovrebbe essere praticato da chi ha il nervo sciatico infiammato. Non solo per alcuni minuti, di tanto in tanto durante tutta la giornata, quanto più puoi. Ti aiuterà.

In secondo luogo, non usare cuscini di gomma o gonfiabili. Usa letti e materassi duri. Questo è assolutamente necessario per chi ha il nervo sciatico infiammato.

Quindi passiamo al disturbo numero due. Ogni giorno pratica l’immobilità per circa dieci minuti, senza il minimo movimento in qualsiasi asana come sukhasana. Rendi la tua colonna diritta col collo leggermente indietro. Inspira ed espira ma non fare alcun movimento. Ti aiuterà secondo il principio della trazione. Pratica ardha matsyendrasana, la torsione spinale. Questo ti aiuterà nel secondo disturbo. Successivamente puoi iniziare subito sirshasana. Nel giro di tre mesi sarai pronto per sirshasana.

Sciatica e ernia del disco, o artrite o artrosi cervicale; tutte queste cose possono essere alleviate perfettamente con le posture yoga. Dovete ricordare una cosa. Ogni volta che sedete con la colonna eretta e il collo leggermente indietro, non è una postura religiosa. E’ molto importante per le ossa delle spalle e del collo.

Quando soffrite di artrosi cervicale i medici vi mettono in trazione. Bhujangasana attua lo stesso principio, makarasana attua lo stesso principio come shalabhasana e dhanurasana. E questo mudra è noto come akashi mudra. Vedete, è un mudra del kriya yoga. Questo particolare mudra che vi sto mostrando è un mudra del kriya yoga. È detto akashi mudra che significa guardare il cielo. Rimanete 10 minuti senza alcun movimento. Non muovete neanche le palpebre, aiuterà ad allegirire il vostro collo. Vi aiuterà anche ad eliminare il dolore nelle articolazioni delle spalle ed allo stesso tempo il dolore nella schiena.

Poi praticate sirshasana. Sirshasana può essere praticata anche senza spostare il carico sulla testa. Può essere praticata sui palmi. Equilibratevi sui palmi e sollevate le gambe; tutto il carico è sostenuto dalle braccia e non dalla testa. E se non riuscite da soli, chiedete a qualcuno di aiutarvi. Se il vostro guru è forte, sirshasana è molto facile: egli vi può tenere per le gambe e voi rimanete appesi in questo modo.

Io lo faccio molte volte. Li afferro e li tengo così e dico: “ok, rimanete quanto volete.”

 

Domanda: La meditazione tantra è statica, la vita è movimento. Come armonizzare questa contraddizione nella vita quotidiana?

Paramahamsaji: La meditazione tantra è sia attiva che passiva. Se leggete il mio libro sulla meditazione avrete una risposta adeguata a questo interrogativo. Ci sono due tipi di meditazione, passiva e dinamica, attiva. Naturalmente hai ragione per quanto riguarda le meditazioni passive. Ma ci sono tipi di meditazione dinamica e attiva. Ma, per cortesia, ricordate che nell’aspetto attivo della vita, la qualità passiva della meditazione è un adeguato equilibratore.

Se lavorate sodo tutto il giorno, se dormite bene tutta la notte, si crea un equilibrio. Se lavorate tutto il giorno e non dormite la notte, quello è uno squilibrio. Se non lavorate tutto il giorno e dormite e poi dormite anche la notte, quello è uno squilibrio. Allora, quando partecipate dinamicamente alle attività della vita, se vi esponete ad un tipo di meditazione tranquilla per qualche tempo, ciò vi aiuterà soltanto ad equilibrare le tensioni.

E quando le tensioni sono equilibrate e normalizzate potete essere più dinamici.

 

Domanda: Perché l’uomo cerca di distruggere se stesso? Se sta male, è depresso, cercherà di suicidarsi. Se sta bene, condurrà una vita che lo danneggia psichicamente e fisicamente. Quale è la causa di questa ricerca della morte prima di aver vissuto?

Paramahamsaji: Le persone si suicidano quando comprendono che la vita è infruttuosa. Bene, anch’io lo farei se pensassi che la vita non ha alcuno scopo. Perché mangiare? Perché divertirsi? Perché lavorare? Perché sposarsi? Essi non vedono alcuno scopo perché vedono che moriremo. Se un giorno morirò allora, perché non oggi? Perché costruire una famiglia? Perché costruire questa casa? Perché guadagnare tanti soldi se io lascerò tutto ciò?

Ci sono persone che pensano in questo modo e quindi fanno un passo molto drastico nella vita. Perciò è necessario che a tutti possa essere dato uno scopo più elevato. Questa vita da sola non può essere lo scopo. Questa vita è un anello di una lunga catena perciò è necessario avere fede nella filosofia della reincarnazione. Perché la filosofia della reincarnazione dà un senso a questa vita, poiché capite che questa vita non è la prima né l’ultima, ma un anello in una lunga catena.

È anche necessario che una persona sia resa consapevole dello scopo spirituale. Questi problemi si presentano se date solo un obiettivo materiale perché esso è molto illogico. Perché siamo nati? Per vivere. Perché vivi? Per mangiare. Perché mangi? Per vivere. Perché guadagni tanti soldi? Beh, ho una famiglia. Tutte queste cose ridicole sono completamente illogiche per alcune persone. Esse ci pensano troppo. Ed improvvisamente decidono: “Oh, no. È bene porre fine a questa vita.” Perciò, per eliminare queste cose da un complesso sociale abbiamo alcuni suggerimenti.

Primo: uno scopo spirituale senza. Secondo: la filosofia della reincarnazione. Terzo: la possibilità di evoluzione della mente superiore. Penso che con ciò si possano superare questi sintomi mentali.

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Domanda: Ogni saggio insegna ai propri discepoli l’unico mezzo sicuro per raggiungere la felicità. Se la realizzazione è una, perché ci sono tanti saggi?

Paramahamsaji: La realizzazione è una, ma i saggi sono molti perché ci sono molti sciocchi. Come puoi sperare che un saggio insegni a generazioni e generazioni? Ogni volta è sceso un maestro per insegnare poiché le persone sono diverse in diversi periodi e, secondo la diversa qualità degli studenti, l’insegnante deve insegnare loro la saggezza. Perciò non c’è alcuna differenza nell’insegnamento. La realizzazione ultima è una, ma un maestro non è sufficiente. Perciò, di volta in volta, arrivano diversi maestri per insegnare a persone diverse la stessa cosa.

 

Domanda: Ieri hai parlato del Kriya Yoga. È lo stesso Kriya Yoga insegnato da Paramahamsa Yogananda e la Self Realization Organization o è diverso?

Paramahamsaji: Il kriya yoga è una pratica tantrica. La pratica del kriya yoga si può trovare nei testi tantrici. E la stessa tradizione del kriya yoga continua da migliaia di anni. Vari guru l’hanno insegnata ai loro tempi ai propri discepoli. Anche nella Bibbia, nel Nuovo Testamento ci sono chiari riferimenti alle pratiche di kriya yoga. Questo significa che erano conosciute anche prima di Cristo. Ma per alcune centinaia di anni siamo passati attraverso un periodo oscuro quando tutti i valori spirituali non erano incoraggiati. In anni recenti Paramahamsa Yogananda ha parlato di nuovo del kriya yoga a tutto il mondo. In quel periodo lui era negli Stati Uniti. Successivamente quando noi iniziammo a parlare del kriya yoga, che io insegno o che il mio guru ha insegnato, non era differente da ciò che Swami Yogananda insegnò. Allo stesso modo, in futuro, quando alcuni guru insegneranno kriya yoga, anch’essi insegneranno lo stesso. Ma c’è una piccola differenza. La differenza non è nel kriya yoga, la differenza è nell’arte dell’insegnamento.

Quando Swami Yogadanda insegnava kriya yoga agli americani, gli americani non sapevano neanche come sedersi in una postura. Per loro lo yoga era una novità perciò, egli semplificò un po’ le pratiche per loro. Ma quando io iniziai ad insegnare kriya yoga le persone erano già pronte. Essi avevano praticato asana, pranayama, hatha yoga, perciò il mio sistema di kriya yoga non è un sistema semplificato. È esattamente lo stesso sistema che è scritto nei libri tantrici.

Anticamente la conoscenza era trasmessa oralmente e il raja yoga era insegnato oralmente. Io ero, io sono la prima persona che lo ha messo nero su bianco. In effetti, io sono lieto di informarvi che ora si sta stampando in India, come edizione internazionale, un corso completo di kriya yoga. Sarà disponibile tra circa tre mesi. È un sistema completo di kriya yoga dall’a alla z. Asana, pranayama, mudra, bandha, pratiche di kriya yoga, regole, norme, restrizioni, c’è tutto in dettaglio. È un volume molto grosso. 

Dunque, coloro che stanno seguendo gli insegnamenti di Paramahamsa Yogadanda, stanno facendo tutto bene, ma sarebbe un po’ meglio se migliorassero le pratiche allineandosi un po’ più alle scritture originali.

Nel kriya yoga, c’è una pratica chiamata khechari mudra nella quale girate la lingua e la puntate contro il palato superiore, ma molte persone non riescono mai a farla. Essi la trovano molto difficile e dolorosa. Dunque, cosa fare? Paramahamsa escogitò un metodo applicando olio d’oliva perché si doveva giungere allo scopo, la gola doveva essere irrigata. Ma khechari mudra e l’olio d’oliva non possono essere equiparati. Dunque, ci sono alcune differenze nel metodo di insegnamento, non nel sistema.

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