Satsang con Paramahamsaji a Firenze

Firenze, settembre 1982

D: Cosa è esattamente il mantra? È un buon mezzo per scoprire e comprendere il proprio sé? Qual è il momento migliore per praticare il mantra e come si combina con altre pratiche yogiche? Come ci si dovrebbe comportare col proprio mantra personale?
Paramahamsaji: Molte persone si domandano cosa è il mantra. Ci sono milioni do persone in tutto il mondo che, ora, hanno il loro mantra personale. Sentiamo dai nostri amici che avere un mantra è un bene perciò dobbiamo averne uno. Questo movimento del mantra non è un nuovo movimento, è la più antica cultura dell’umanità.
Naturalmente, l’India ha il merito di aver preservato e salvaguardato questa antica cultura dell’umanità. Quando il resto del mondo è stato travolto da guerre, disastri, esodi e migrazioni, sono stati gli swami, i sannyasin in India che hanno preservato questo tesoro di enorme valore per l’umanità.
La cultura del mantra è più antica del cristianesimo, più antica della cultura celtica e di Atlantide. La setta dei Cabalisti ha i propri mantra, le culture pre-elleniche avevano i propri mantra, e gli egiziani avevano i loro mantra. I Babilonesi avevano mantra e non è necessario dire che anche gli Ariani avevano i loro mantra. Ora si è perso tutto tranne la cultura che viene dall’India. Le antiche popolazioni conoscevano l’efficacia del mantra nella loro vita quotidiana.
Il mantra non è solo un suono. Non tutti i suoni possono essere mantra. Quando costruite un’automobile, non potete assemblare le parti in un modo qualsiasi, ognuna ha un posto specifico. Allo stesso modo, il mantra non è solo un suono. È un insieme scientifico di suoni. Nel vostro piano o armonium c’è un’ottava che ha la sua gamma di suoni. Ma per creare una melodia da essi, dovete avere un sistema. Non potete premere semplicemente un tasto o un altro. Così, non ogni suono può essere un mantra. Ma il mantra è l’insieme dei suoni in un ordine particolare.
Per il momento, non vi parlerò degli antichi testi. Pochi decenni fa, un gentiluomo britannico che prestava servizio come giudice in India, scrisse diversi libri piuttosto veritieri sul tantra. Sapete perché li scrisse? Lui era giudice alla Corte Suprema di Calcutta e stava dettando una sentenza. Quando era a metà, cambiò idea, mise da parte la sentenza e iniziò a scriverne un’altra. Quando era a metà, cambiò nuovamente idea. Pensò che qualcosa non funzionasse nella sua psicologia, ma lo stenografo che prendeva gli appunti notò il fatto e gli disse:: “Sir, non c’è niente di sbagliato nella vostra mente. Le due parti coinvolte in questo processo stanno praticando delle cerimonie tantriche. Quando una completa il proprio rito, influenza la vostra mente.”
Il giudice intelligente accantonò questa affermazione dicendo: “Sono tutte sciocchezze e cose senza senso.” Sorprendentemente, egli non riuscì a scrivere una sentenza completa. Decise di terminarla ma non vi riuscì. Quindi iniziò a far ricerche sul tantra. Si recò in molti luoghi dell’India e consultò i pandit, gli studiosi. Gradualmente arrivò a capire che c’era un processo di risveglio della forza attraverso il mantra.
Dopo anni di studi, scrisse diversi libri attendibili in inglese, che furono successivamente tradotti in molte lingue. Uno di questi libri è intitolato ‘Ghirlanda di lettere’. Tratta dell’efficacia del suono. Il suono ha frequenza, velocità, magnetismo e colore. È parte dell’elemento universale. Un suono non è soltanto una voce. Naturalmente, il suono che sto producendo ora ha una bassa frequenza, e poiché ha una bassa frequenza voi siete in grado di sentirlo. Se la mia voce avesse una frequenza più alta, non sareste in grado di sentirla. Forse potrebbero le zanzare.
Ora, in questo particolare contesto, il suono ha qualcosa a che fare con la manifestazione dell’ energia. Possiamo dire che il suono è energia, proprio come c’è l’energia elettrica e l’energia nucleare. E’ un’altra forma di energia chiamata energia del suono. Se un suono può essere prodotto per ottenere una frequenza molto alta, può agire esattamente come un oggetto. Questa è esattamente la filosofia alla base del mantra.
Quando un guru vi dà un mantra, egli trasferisce un suono, e questo suono diventa il vostro suono personale. Ogni mantra che viene dato da un guru è adatto alla personalità del discepolo. Inizialmente, quando ricordate o cantate questo mantra, le frequenze sono molto basse. Ma se praticate il mantra correttamente, nel corso del tempo, il vostro mantra può risonare e ottenere un’alta frequenza.
Secondo la scienza del mantra, si dice che quando il mantra viene mormorato o sussurrato, è 100 volte più potente del mantra cantato a voce alta.
Se praticate il mantra col ritmo del respiro, è 100 volte più potente del mantra ripetuto mentalmente. E quando praticate il mantra dentro sushumna nadi, all’interno della struttura della vostra colonna vertebrale, è 100 volte più potente del mantra praticato col respiro naturale. E quando scrivete il vostro mantra su un pezzo di carta o sul vostro taccuino, con attenzione e con lettere molto piccole, quello è il più potente. Questo significa che ciascuna ed ogni forma di mantra ha una frequenza più alta della precedente.198219
Il mantra che praticate ha molteplici scopi. È vero che il mantra è un metodo attraverso il quale potete trasmettere esternamente le energie della vostra mente, ma per chi è serio e sincero, il mantra diventa un riferimento. In effetti, le distrazioni e le depressioni della mente possono essere superate completamente con la pratica del mantra.
Quando ricevete un mantra dal vostro guru, la prima cosa è che dovete praticarlo ogni giorno per un certo periodo per il tempo che decidete voi. Dovete per prima cosa fissare, diciamo, 10 minuti di fila, al mattino o alla sera. Per un principiante, l’uso di un mala è di grande importanza. In 10 minuti potete essere in grado di completare uno, due o più mala, ma dovete usare il mala. Dopo uno o due mesi, vi sarà necessario praticare un po’ di più. 10 minuti sono per iniziare, ma infine dovete sedere per mezz’ora. Se non è possibile al mattino, fatelo la notte.
Durante quei 10 minuti o mezz’ora, cosa dovete fare? E quale dovrebbe essere il vostro atteggiamento verso la mente? Vi do un suggerimento preciso. Ci sono cinque categorie di mente: una è la mente ottusa. Le persone con la mente ottusa devono cantare il mantra a voce alta. Se non lo fanno, dormiranno durante la pratica. Un po’ meglio della mente ottusa, è la mente distratta, la mente scimmia. Manterrà l’attenzione per qualche tempo, giocherà un po’, poi la butterà via e non ci penserà più. La mente distratta non ha un centro. Tale mente dovrebbe praticare il primo stadio del mantra per qualche tempo e non dovrebbe meditare o concentrarsi. Le menti distratte non dovrebbero concentrarsi o meditare con il mantra, ma lasciar fluire la mente.
Talvolta potreste praticare il mantra per 30 minuti ma difficilmente ricorderete il mantra per 1 minuto. Non lasciatevi scoraggiare da questo, perché quando praticate il vostro mantra, tutti questi pensieri e vagabondaggi della mente non sono altro che un processo di purificazione della vostra mente subconscia. Se siete abbastanza pazienti per qualche tempo, allora la vostra mente migliorerà.
Poi c’è una terza categoria di mente chiamata mente oscillante. Questa mente è come un pendolo: continua a oscillare sullo stesso percorso. Anche queste persone non dovrebbero cercare di reprimere, trattenere o bloccare la mente. Ma, al termine della pratica del mantra, devono rimanere seduti tranquilli per 2, 3 o 4 minuti e concentrarsi su un punto.
Il quarto tipo di mente, è la mente focalizzata su un punto. Queste persone dovrebbero praticare il mantra e meditare insieme. Le persone con la mente focalizzata su un punto sono molto rare. Per lo meno, tra le persone normali non ne ho mai incontrate. I nevrotici, gli psicotici e gli yogi hanno menti unidirezionali. Ma se siete persone di questo tipo dovete praticare più meditazione e meno mantra. In effetti, la meditazione pura inizia solo quando avete una mente unidirezionale. Se avete una mente distratta o oscillante e state cercando di meditare, vi stancherete in pochi mesi.
Il quinto tipo di mente è la mente totalmente sotto controllo. Tali persone non hanno bisogno di mantra, yoga, meditazione o guru. Hanno il proprio guru interiore. Anche voi avete il vostro guru interiore; tutti hanno il guru interiore ma lui è muto e voi siete sordi. Non ha alcun senso dire ‘il mio guru è dentro di me’, se non potete sentirlo e lui non può parlarvi.
Per le persone ottuse è necessario un guru esterno. Per le persone distratte, sono necessari sia un guru che un insegnante. Per la mente oscillante è necessario il guru. Per la mente focalizzata il guru non è necessario. Le basta ascoltare qualcuno, leggere un libro e proseguire. E colui che ha la mente controllata, è egli stesso un guru.
Il Mantra dovrebbe essere praticato con spirito naturale. Non aspettatevi niente per mesi e per anni, perché la via del mantra agisce in modo molto sistematico e lento sulla costituzione spirituale. Prima di avere un’esperienza spirituale, dovete pulire il contenitore. Quando volete vedere il riflesso del vostro viso, non pulite lo specchio? Perciò, se avete un’esperienza spirituale con una mente piena di desideri, passioni, distrazioni e con tendenze schizofreniche, non la capirete o, se la capite, non sarete in grado di gestirla.
Molte persone hanno esperienze psichiche per molti anni, ma ciò non ha alcuna rilevanza nella loro vita. Le loro esperienze non diventano reali, non hanno un cambiamento qualitativo nello schema della loro natura, né diventano super intelligenti o super brillanti. E’ perché queste esperienze sono quelle che arrivano attraverso una mente impura.
Molte volte, le persone che hanno delle esperienze psichiche vengono da me. Io credo in una cosa. Se c’è un’esperienza interiore, essa deve portare qualcosa nella mia vita, un evento, il futuro. Ma quando praticate mantra e avete le vostre esperienze, quelle esperienze sono mutilate. Dunque, prima di praticare meditazione profonda, dovete purificare la mente subconscia dai suoi modelli psicologici anormali.
Non è una questione di fede. Alcune persone hanno un mantra che nasce dalla loro fede. Altri non hanno fede e si domandano perché dovrebbero prendere un mantra. Ci sono alcune cose che lavorano sulla fede, e quella è chiamata religione. Ci sono alcune cose che non lavorano semplicemente sulla fede, funzionano con la fede e senza la fede, funzionano in ogni modo. Quella è chiamata scienza. Questa è la differenza fondamentale tra religione e scienza.
Le religioni dipendono dalla fede, la scienza no. Dunque, la scienza del mantra non dipende dalla fede. Anche se non avete fede e lo praticate, esso funziona. All’inizio ho fatto riferimento a Sir John Woodroffe, il giudice britannico. Egli non aveva fede, ma i mantra avevano effetto su di lui. Così, il mantra che praticate dovrebbe avere un effetto su di voi. Anche se non avete fede, dovete praticarlo.

D: Come può una persona che non è giovane e soffre di artrite praticare le asana dello yoga?
Paramahamsaji: La scienza dello yoga ha una branca chiamata delle posture yoga che è un parte dello hatha yoga. E’ risaputo che queste posture yoga sono 8.4 milioni. Non sono esercizi, ma posture che rappresentano l’evoluzione dell’uomo attraverso la natura. Nelle varie incarnazioni la vita è passata attraverso diverse manifestazioni. Le asana hanno preso il nome dopo quelle manifestazioni.
Alcune asana sono di tipo acrobatico e parecchie sono molto scientifiche, anche un po’ difficili. Possono influenzare i sistemi ormonali, possono creare equilibrio tra le secrezioni ghiandolari o endocrine. Possono aprire le riserve supplementari di cortisone, adrenalina e antibiotici dall’interno del corpo. Possono creare un ormone equilibrante per combattere il colesterolo ed altre tossine dell’organismo. Sopprimendo, esprimendo ed equilibrando queste secrezioni ghiandolari, le asana possono curare molti sintomi psicosomatici.
Naturalmente, ora non spetta a me darvi le prove. Centinaia di ricerche in tutto il mondo hanno dimostrato che il sistema delle yogasana è un sistema di terapia.
C’è un terzo gruppo di asana che non ha molto a che fare con ormoni e ghiandole endocrine. Ha più a che fare con i movimenti dell’energia nel corpo. Lo scopo di queste asana è mantenere l’afflusso dell’energia ad una frequenza adeguata. Ogni volta che c’è un qualunque tipo di blocco energetico, esse aiutano ad eliminarlo.
Questo particolare gruppo di asana è suddiviso ancora in due gruppi. Il primo gruppo è per quelle persone cui avete fatto riferimento nella domanda. Per coloro che sono totalmente invalidi, che non possono svolgere le loro faccende, c’è un piccolo gruppo di asana. È una serie molto semplice. Se ve le facessi vedere, mi ridereste in faccia e direste: “Che scemenza!” Sono detti esercizi per l’equilibrio dell’energia.
C’è un quarto tipo di asana, che rende la vostra colonna verticale e diritta, non eretta, solo diritta. Queste asana includono anche i mudra. Prendete le asana, mettete le mani in un mudra, yoni mudra, chin mudra o uno degli altri mudra e sedete semplicemente. Non è necessario meditare. Potete pensare ai fatti vostri, potete pensare a tutte le sciocchezze, ma non muovete il corpo, questo è tutto. Finita l’artrosi cervicale. L’artrosi cervicale si cura in questo modo. Non dovete fare nessun esercizio.
Poi c’è un altro tipo di esercizio per bilanciare gli effetti negativi di alcuni letti. È chiamata asana anti-gommapiuma. Sciatica, ernia del disco e altri disturbi dei dischi vertebrali sono causati dai vostri letti morbidi. I letti duri possono non essere così confortevoli, ma sono molto sani per la colonna vertebrale.
Ci sono vari modi di praticare le asana yoga. Uno è il metodo statico. Prendete una posizione e rimanete così per qualche tempo. Questo è particolarmente efficace per i problemi alla colonna vertebrale e può essere praticato assieme ad asana come bhujangasana, la posizione del serpente; shalabhasana, la posizione della locusta; dhanurasana, la posizione dell’arco; makarasana, la posizione del coccodrillo. Mantenetele per qualche tempo. Respirate normalmente. Di solito c’è una regola per il respiro, ma nella postura statica non c’è tale regola. Se rimanete nella postura per 2 minuti respirate leggermente e normalmente. Ogni asana yoga ha la sua versione statica. Serve a creare una maggior influenza sui muscoli e i dischi della colonna.
ut4Ho avuto alcune esperienze molto positive con l’artrite. La nostra sede generale in India è uno dei più grandi centri yoga del mondo. Possiamo mantenere da 700 a 800 studenti residenti. Ci sono circa 40 insegnanti. Alcuni di loro sono medici molto famosi ed eminenti. Arrivano persone per la terapia yoga da tutti gli angoli del mondo. Le malattie psicosomatiche in particolare rispondono bene alla terapia yoga.
Diabete, insonnia, ipertensione, artrite, ernia del disco, sciatica, prolasso dell’utero e molte altre patologie del genere che sono altrimenti considerate incurabili, possono essere gestite benissimo con la pratica delle posture yoga.
Nel nostro ashram ospitiamo anche pazienti con disturbi psichici, epilettici e, talvolta, pazienti con forme minori di cancro. La percentuale di successo è molto incoraggiante. Perciò, se volete un messaggio per qualsiasi persona che soffre di artrite, portatemelo che se conoscete lo yoga, potete liberarvi definitivamente della vostra artrite.
Sono sicuro che voi siete consapevoli del ruolo dello yoga nella terapia. La scienza delle posture yoga, la scienza del respiro yogico, la scienza dei sei sistemi di purificazione, la scienza del rilassamento yogico, la scienza della purificazione della mente e della mente subconscia, la scienza della concentrazione della mente, su tutto ciò sono state fatte indagini dagli scienziati di tutto il mondo negli ultimi quattro o cinque decenni.
Benché le ricerche siano ancora agli albori, il quadro è già emerso. E’ evidente che lo yoga è una scienza benefica. Dunque, io sono dedito completamente alla promozione dello yoga. Credo sia una scienza di benevolenza e compassione per tutti gli esseri umani.

Come domare la mente tramite lo yoga

Rimini, settembre 1982

Molte volte è stato detto che la mente di ciascuno è come una scimmia. La scimmia è molto irrequieta per natura. Se le date una bottiglia di whisky, allora diventa più irrequieta e se uno scorpione morde quella scimmia, allora potete immaginare quanto potrà diventare irrequieta quella scimmia. Questa è esattamente l’analogia con una mente molto distratta. Ma questa non è l’analogia con la mente di un aspirante. Io penso che la mente di un aspirante o ricercatore non sia come una scimmia. È come un cavallo. È come un cavallo, un cavallo selvaggio.
La mente è molto bella, sapete, molto bella. Non è un peccatore o Satana. Una persona ha bisogno di una sorta di tecnica per domare la mente. Se potete domare la mente, potete domare l’impossibile nella vita. In effetti, tutti i grandi yogi, santi e profeti hanno domato la loro mente. Lo scopo di ogni forma di yoga, in definitiva, è domare le energie della mente. Questo è il tema che voglio sviluppare durante questo seminario.
Voi avete una mente, attraverso la quale agite, ma quella mente è capace solo di pensare, ricordare, provare sensazioni, ecc. È per mezzo di questa mente che siete preoccupati, ansiosi, ambiziosi, appassionati, ecc. Queste manifestazioni della mente sono manifestazioni inferiori. Esse sono le manifestazioni istintive. Se questa mente può essere allenata adeguatamente, allora questa mente può manifestare una qualità molto migliore e un prodotto molto migliore.
Una grande opera poetica, una meravigliosa opera d’arte, una bella architettura sono tutti prodotti della mente. Anche un’azione violenta, un’azione criminale è una manifestazione della mente. Perciò, la prima cosa importante che dobbiamo capire nello yoga è come addestrare la mente. Il processo di allenamento della mente può essere un po’ diverso da individuo a individuo, poiché la mente non è in tutti un cavallo selvaggio. La mente di uno yogi è un cavallo. Egli può far danzare la sua mente con la melodia dell’Assoluto. Quando siete capaci di ammaestrare la vostra mente, migliaia di persone verranno a vedervi. Una volta ho sentito questa storia dal mio guru. C’era un re che aveva quattro cavalli totalmente selvaggi, indisciplinati e indomabili. Egli aveva dichiarato che colui che avesse dominato e disciplinato quei cavalli, avrebbe avuto in sposa sua figlia e ricevuto metà del suo regno.
Principi dopo principi, comandanti dopo comandanti giunsero per domare quei cavalli per sposare la principessa ed ottenere metà del regno, ma furono tutti uccisi dai cavalli. Nessuno riusciva a sposare la principessa ed ottenere metà del regno.
Gli anni passarono ed un giorno arrivarono quattro persone dicendo che volevano domare i cavalli selvaggi. Furono consegnati loro i cavalli, e tre dei cavalli ritornarono dopo aver ucciso i cavalieri. Il quarto cavaliere non ritornò. Passarono i mesi e gli anni, ma egli non tornava. Fu dato per certo che fosse morto.19829
Un giorno, dopo molti anni, quel giovane ritornò cavalcando quel cavallo. Tutti si meravigliarono perché videro, per la prima volta, qualcuno che cavalcava quel cavallo. Gli diedero il benvenuto e gli chiesero di raccontare ogni cosa. E il giovane raccontò la storia in questo modo.
Egli disse: “Quando il cavallo fu liberato, egli corse a velocità folle. E io lo seguii. Per giorni e giorni, egli corse in modo sfrenato ed io lo seguii. Durante questo periodo, quando il cavallo si riposava, anche io riposavo. E quando lui pascolava, anche io mangiavo. Ma io non mi avvicinavo a quel cavallo. Gradualmente, nel corso del tempo, io andavo più vicino al cavallo, ed anche il cavallo si avvicinava a me. Quando io andavo verso il cavallo, esso scappava. E quando io gli giravo le spalle, il cavallo mi seguiva. Poi presi una manciata di erba e andai verso il cavallo ed egli scappò. Ma quando mi fermavo con il fascio di erba accanto a me, il cavallo veniva e mangiava quell’erba.”
“Nel corso del tempo, il cavallo sviluppò una grande attrazione per me. Quando io dormivo, il cavallo rimaneva sveglio per proteggermi. E quando io mi muovevo, anche il cavallo si muoveva, come se mi seguisse. E per molti anni abbiamo camminato in questo modo per le foreste selvagge. Gradualmente il cavallo iniziò a sedersi molto vicino a me. Una volta toccai il suo corpo, il cavallo tremò e scappò. Ma successivamente, mentre dormivo, mi odorava. Gradualmente fui in grado di toccarlo e montargli in groppa.”
Questa è la storia che lui raccontò sul come lui ed il cavallo si avvicinarono l’uno all’altro.
Quando fu in condizione di addestrare il cavallo, egli fu in grado di cavalcarlo e viaggiare attraverso ogni tipo di terreno. Quando ritornò col cavallo salutò la gente e disse: “Ecco il cavallo domato. Egli mi capisce. Io l’ho accudito. Non è più un cavallo selvaggio.” Questa è solo una storia, ma succede alla maggior parte di noi.
Quando cerchiamo di controllare la mente con metodi violenti, allora falliamo e ci facciamo male. Quando meditate o praticate il vostro mantra, o fate introspezione, vi vengono alla mente molti pensieri. Allora cosa fate? Per quanto ne so, cercate di reprimerli. Non permettete loro di esprimersi. Supponiamo che stiate cercando di meditare. La meditazione non arriva spontaneamente. Nel momento in cui chiudete gli occhi, non meditate, non potete meditare. Invece, molti pensieri casuali vagano per la vostra mente, e quando questi pensieri vi vengono alla mente, immediatamente li respingete. Questo non è bene, ed è il motivo per cui ci facciamo male.
So che negli ospedali psichiatrici sono finite molte persone religiose, perché era stato loro detto di non pensare questo ma a quello. E sapete,vengono alla mente solo quei pensieri che ci viene detto di non pensare. Se li reprimete, verranno nei vostri sogni. Se non vengono nei vostri sogni, verranno fuori nel vostro comportamento. Questo è il motivo per cui la maggior parte delle persone non riesce ad educare la mente ed utilizzarla adeguatamente. Ho incontrato molte centinaia di persone che hanno cercato di meditare per gli ultimi 45 anni, ma tuttora combattono con la loro mente.
La prima ipotesi, che dovete controllare ogni impulso della mente, non è scientifica. Va bene per la vostra famiglia e la società, ma non va bene per la vostra crescita spirituale, perché la mente ha bisogno di esprimersi. La mente è così potente, che non potete controllarla con la forza. Tutti i grandi miracoli di cui avete letto sono operati dalla mente. Molti grandi uomini che sono discesi in questo mondo, sono prodotti della mente. Quelle persone che hanno conquistato terre e mari sono i prodotti di questa mente. Swami, santi, profeti, sono i prodotti della mente.
Immaginate di avere un bambino che è molto brillante, molto intelligente, un genio, forse un bambino prodigio, ma è molto birbante. Prende a calci il telefono, sbatte le ante delle credenze, distrugge le porte e le finestre, dà fuoco al tappeto, Cosa fareste? Ogni volte che fa i dispetti gli date una sberla e lo sgridate: “Se lo rifai ti picchio,” Lui strilla e si comporta meglio per un attimo. Poi sbaglia di nuovo, e lo picchiate più forte. Lo mettete fuori dalla porta, non gli date cibo da mangiare. Lui cosa fa, lo sapete? Andrà con i ragazzi di strada e farà dispetti. Vi è sfuggito di mano.
Facciamo le stesse cose con le nostre menti bambine. La vostra mente non ha bisogno di crudeltà. La vostra mente non ha bisogno di pentimento.. La vostra mente non ha bisogno di punizioni. Ha bisogno di infinita tolleranza. Infinita pazienza. Se siete un bravo genitore dovrete avere pazienza con il bambino. – che, lo sapete, è speciale. Persino i bambini che sono ritardati o sottosviluppati, lo sono perché sono stati maltrattati.
Arriviamo, quindi, allo yoga. Reprimere le espressioni e le energie della mente non è lo scopo dello yoga. È vero che ad un certo punto, o ad un certo livello, dovete concentrare la mente solo su un punto. Nello stato di meditazione, quando state visualizzando ‘Om’ o la fiamma della candela, non vi deve apparire altro che la fiamma della candela o ‘Om’. Nessun pensiero di io, lui, voi. Solo quella forma di ‘Om’ e niente altro. Ma quello è l’obiettivo ultimo della pratica di yoga e questo obiettivo finale non deve essere ottenuto con la forza.
Perciò, diciamo sempre: “quando praticate il vostro mantra, non preoccupatevi minimamente di ciò che succede alla vostra mente”. Quando praticate il vostro mantra e la vostra mente si distrae, lasciate che si distragga. Dovete, allo stesso tempo, cercare di vedere ciò che la vostra mente sta manifestando.
Ci sono diverse tipologie di persone. Alcuni pensano in modo molto distratto ed altre persone pensano in modo coerente. Le persone che pensano in modo distratto non pensano a un’idea per molto tempo. Supponiamo che desiderate possedere un’automobile. Ci pensate per un po’, poi la vostra mente si allontana ed iniziate a pensare a qualcos’altro. Penserete diverse idee, una dopo l’altra, senza essere coerente con nessuna di esse. Questo è un tipo di mente. C’è un altro tipo di mente che è più evoluta. Essa inizierà a fantasticare. Costruirà castelli in aria e penserà grandi cose. E questi pensieri vengono alla mente quasi in continuazione. Questo è un diverso tipo di mente.
Questi sono i due tipi di mente, con cui avrete a che fare nelle vostre pratiche di yoga. Per relazionavi con loro, dovrete utilizzare due differenti tipi di pratica. Noi chiamiamo questi due tipi di mente, mente distratta e mente oscillante. Sapete cosa è una mente oscillante? La mente oscillante è come un pendolo. Va avanti e indietro. Ha un centro ma girovaga. Si allontana e ritorna a quel centro in modo automatico. Questa è una mente più elevata, una mente migliore. L’altra mente è una mente distratta. Essa non ha un centro; non ha un nucleo. Avanza saltando da oggetto a oggetto e da pensiero a pensiero, ed infine non sa dove stare.
Ora, per dare un nucleo alla mente distratta, un ricercatore deve avere un mantra, uno yantra o un mandala. Potrebbe averli tutti e tre o solo uno di essi. Mantra significa un suono, gli yantra sono modelli geometrici, il mandala è il modello di un idolo, o il modello di una figura. Queste tre cose, mantra, yantra e mandala, o uno qualsiasi delle tre, agiscono come centro per la mente distratta. Aiutano la mente a focalizzarsi su un punto.
È qualcosa come avere una casa. Potete andare a fare la spesa o ad una regata, al cinema o a casa di un amico, ma sapete dove tornare. Se non avete una casa, dove andate dopo il cinema? State sul marciapiede. Una persona che non ha un nucleo nella mente è detto un uomo distratto, ma colui che ha un centro per la mente è detto uomo oscillante. Nello yoga noi stiamo cercando di sviluppare la qualità della mente oscillante.
Non ci preoccupiamo dei vagabondaggi della vostra mente, ma riteniamo che la vostra mente debba avere un appiglio. Se la mente ha un punto d’aggancio essa, automaticamente, ritornerà lì, presto o tardi. Come ho già detto, nello yoga e nelle pratiche tantriche, abbiamo tre tipi di casa per la mente: mantra, yantra e mandala.
Se avete uno qualsiasi di questi, non significa che siete stati capaci di domare quel cavallo selvaggio. Domare l’energia non è uno scherzo e anche domare la mente non è uno scherzo. Dovete essere molto cauti e non dovreste assolutamente comportarvi male con la vostra mente. Non dovreste insultare le vostre manifestazioni. Non dovreste sentirvi in colpa per nessun atteggiamento mentale. E dovete praticare mantra, yantra e mandala insieme con antar mouna.
La pratica di antar mouna è qualcosa di cui voglio parlarvi durante questo seminario, benchè vi saranno insegnate anche altre cose. Antar mouna è lo stesso atteggiamento che quel principe aveva tenuto verso quel cavallo selvaggio. L’obiettivo è domare il cavallo, la mente, ma la tecnica è qualcos’altro. Avrete a che fare con la vostra mente secondo le sue idiosincrasie.
Se state praticando la vostra meditazione o il mantra e la vostra mente sta pensando tutt’altro genere di cose, cosa fate? La maggior parte delle persone cercherà di ritrarre la mente da ciò. Ma io voglio che voi non la ritraiate. Voglio che permettiate alla vostra mente di fare ciò che vuole, ma dovete osservare la mente con molta attenzione. Non cercate di ignorare i suoni che disturbano la vostra mente. Invece identificatevi con i suoni. Non ritirate la mente dalle persone che disturbano la vostra mente. Piuttosto identificatevi con esse. Allo stesso modo, non ritirate la mente dai pensieri empi Identificatevi, invece, con essi. Osservate l’intero funzionamento della mente. Cosa sto pensando? Cosa vedo? Sto provando paura? Provo rimorso? Provo solitudine? Provo passione? Provo rabbia?
Dovete conoscere tutte queste manifestazioni della mente che si presentano a voi ogni giorno. Sarete sorpresi di scoprire dopo qualche tempo che non conoscete la vostra mente. Sarete sorpresi di scoprire quanto eravate ignoranti riguardo la vostra mente. La mente esiste su tre livelli: conscio, subconscio e inconscio. La mente è come un iceberg – ne vediamo poco ed il resto è sommerso. Nessun uomo ha visto l’omogeneità della mente. Ciò che conoscete della vostra mente è solo una parte. Ma prima di apprestarvi a domare la mente, dovete conoscere la mente. E questo è il motivo per cui si pratica antar mouna.
198220In India, la pratica di antar mouna era integrata con ogni pratica. Gli Indù sono persone molto religiose, come i Cristiani. Ad essi viene insegnato di non pensare cose cattive. Ai bambini viene detto: “Non fare brutti pensieri”. Nonostante la formazione religiosa degli Indù, la pratica di antar mouna era integrata nella loro disciplina spirituale. Quando recitate le vostre preghiere o il mantra o lo yoga, dovreste sempre guardare la mente. All’inizio è molto difficile, perché siete disturbati dalle piccole cose, in particolare le persone in occidente.
In India, quando pratichiamo il nostro mantra, intorno a noi c’è molto rumore, qualcuno fa suonare un giradischi, un altro una radio e noi non ce ne curiamo. Ma qui, se qualcuno usa lo sciacquone del bagno, c’è una denuncia alla polizia. Questo non è l’atteggiamento giusto che dovete mantenere con la vostra mente.
Sedete tranquillamente. Lasciate che la vostra mente faccia esperienza dei suoni, qualunque suono possiate sentire. Non siate disturbati dagli altri suoni, cercate di assorbirli, cercate di ascoltarli. Questo migliorerà la capacità del vostro senso dell’udito. Poi, qualunque pensiero vi venga alla mente, cercate di visualizzarlo come se lo vedeste attraverso uno schermo televisivo.
So che vi sto dicendo qualcosa di molto diverso da quello che sentite da molti secoli. So anche che ciò che sto dicendo è qualcosa che per voi è molto difficile assimilare, perché abbiamo una linea di demarcazione: ‘Questo è male, e non dovreste pensarlo’. Ci siamo sempre mossi tra bene e male senza essere capaci di trascendere nessuno dei due.
Una volta che lasciate libera la vostra mente, le espressioni sono illimitate, allora la mente diventa splendente. La mente diventa consapevolezza, allora il mantra diventa dinamico, lo yantra diventa potente ed il mandala diventa reale, voi potete indirizzare la vostra forza pensiero, potete trasmettere le vostre onde pensiero. La mente può produrre onde che possono viaggiare per migliaia e migliaia di miglia in un istante. E naturalmente noi non vogliamo questo.
Con questa mente possiamo entrare anche nel samadhi o stato spirituale. Con questa mente possiamo amare i nostri bambini, marito, moglie e vicini. Con una mente non addestrata, non potete amare i vostri vicini. Questa mente indisciplinata non può avere compassione per gli esseri umani. Noi parliamo di amore e compassione, è tutto intellettuale, non reale. Noi parliamo di amore e compassione. E’ tutto frutto della mente, non reale. Sono tutte parole false. E’ solo una mente disciplinata che prova compassione e amore.

Il vero scopo dello Yoga

Trieste, settembre 1982


Grazie per il vostro caloroso benvenuto. Sono stato anche in precedenza nel vostro bel paese, ma questa è la prima volta che sono qui in questa città e trovo bellissimi sia voi che la vostra città. Negli ultimi trent’anni ho girato il mondo, solo per far conoscere una piccola parola di quattro lettere ad ogni religione, ad ogni nazione e a tutti. E ho scoperto che le persone in ogni Paese comprendono e accettano questa piccola parola, yoga, nelle loro vite.
C’è stato un tempo in cui i filosofi facevano delle grandi ricerche nello yoga, ma negli ultimi tre o quattro decenni gli scienziati hanno dedicato le loro menti all’indagine dello yoga sia In India che in Europa, America, Australia e Giappone. Molti dottori importanti stanno lavorando sui possibili effetti delle pratiche dello yoga sul corpo, la mente ed il comportamento umano.
In Australia, i medici stanno lavorando sul possibile effetto e sull’influenza dello yoga sul cancro.
È questo lo yoga che io porto nel vostro paese, non una religione e non misticismo, non occultismo e non stregoneria. Una scienza che è così pratica che chiunque abbia voglia può mettere in pratica. Le pratiche di hatha yoga sono così efficaci, così scientifiche, così meravigliose, che possono cambiare la natura fisiologica di una persona. I cambiamenti che avvengono durante le pratiche di hatha yoga nel cervello, nel sistema cardiovascolare, la temperatura del corpo, GSR e EMG sono stati studiati.
Ora, riguardo me, è perché sono un’autorità in questo campo che parlo queste cose. Lasciate che mi presenti. In India, con il sostegno finanziario del Governo Centrale dell’India, ho condotto e coordinato una ricerca molto importante sullo yoga vicino alla città dove vivo. Questa ricerca è continuata per un periodo di cinque anni con l’aiuto di molti medici che erano eminenti cardiologi. Più di 1000 pazienti che soffrivano di disturbi coronarici furono indirizzati alla sezione di yoga.
Il tema era ‘L’effetto delle posture yoga sui disturbi coronarici’. È con questa autorità che vi parlo di yoga.
Per anni sono stato uno studente appassionato di scienze mediche. Per anni ho studiato fisica perché, prima, io stesso devo capire lo yoga e poi insegnarlo agli altri.
Negli ultimi trent’anni, ho girato il mondo e ho scoperto che le persone si sono convinte degli effetti positivi dello yoga nelle loro vite.
Adesso lo yoga è arrivato nella vostra città. Ma dobbiamo capire cos’è lo yoga. Molte volte pensiamo che hatha yoga sia la definizione di yoga. Non intendo criticare. Lo hatha yoga è una branca dello yoga ma lo yoga intende correggere, migliorare e far evolvere l’uomo nella sua totalità.
Voi avete teorie mediche, avete una scienza terapeutica. Lo yoga non è soltanto una scienza terapeutica. Quando soffrite di qualche malattia, prendete qualche medicina e state bene. O avete qualche problema, sciatica o ernia del disco, fate agopuntura e state bene. O andate da un guaritore e state bene. Guarire una malattia è una cosa e guarire il paziente è un’altra cosa. Non c’è praticamente alcuna scienza al mondo che cura il paziente.
Quando vi dico ‘cura del paziente’, intendo cura dell’uomo, l’uomo nella sua interezza. Da dove viene l’infelicità e da dove viene la malattia? E da dove viene questa irrequietezza? Proviene dall’esterno o l’infelicità e l’angoscia sono insiti nella personalità dell’uomo? Lo yoga dice che la malattia, l’infelicità, la frustrazione, l’angoscia, la depressione e la sofferenza sono insiti nella vostra personalità e non al di fuori. Se è così, allora lo yoga non è una scienza terapeutica ma una scienza della personalità.
Ora, cosa intendo con yoga? Una combinazione di pratiche che si occupano del vostro corpo, del vostro razionale, con le vostre emozioni e col vostro dinamismo. Questo è conosciuto come yoga integrale. Ci sono varie branche dello yoga – karma yoga, bhakti yoga, raja yoga e gyana yoga sono gli yoga principali. Poi ci sono branche dello yoga come kriya yoga, tantra yoga, kundalini yoga, laya yoga, hatha yoga, ecc.
Lo scopo di tutti questi yoga è allenare, riformare, far evolvere i diversi aspetti della personalità umana. L’uomo non è solo cuore, mente, cervello o corpo. Testa, cuore e mani, questo è l’uomo. Se curate la testa dell’uomo e ignorate il suo cuore e le sue mani, egli rimarrà ammalato.
Tra tutti questi yoga, il più importante è lo hatha yoga perché controlla il corpo e le due forme di energia nel corpo: vita e coscienza, vita e mente. Il vostro corpo è formato da due forme di energia, due forme di shakti. Una è conosciuta come prana, la forza della vita e la forza vitale. L’altra forma di energia è conosciuta come coscienza, la mente o chitta.
Queste due forme di energia controllano i vostri organi motori e i vostri organi sensoriali. Devono essere equilibrate. Se c’è uno squilibrio, allora vi ammalate o impazzite. L’equilibrio tra le due è conosciuto come hatha yoga.
Nei paesi occidentali, quando praticate asana e pranayama, dite hatha yoga ma lo hatha yoga è più di questo. Ha significa vita; Tha significa mente.
Vedete, in questo cavo ci sono due fili. Essi sono conosciuti come positivo e negativo. Quando questi due fili si uniscono, c’è una manifestazione elettrica. Lo stesso principio si applica al vostro corpo. All’interno della colonna vertebrale ci sono due canali nervosi o nadi. Quella che scorre sul lato sinistro, trasporta il flusso di coscienza e l’altra che scorre sul lato trasporta il flusso della vita. Queste due forze sono distribuite in tutto il corpo da quattro centri di distribuzione. Quando c’è un qualsiasi blocco nella distribuzione dell’energia, allora vi ammalate o fisicamente o mentalmente. Le posture yoga, il pranayama e gli esercizi nello hatha yoga, rimuovono questi blocchi energetici.19827
Tuttavia, c’è un altro fatto collegato allo hatha yoga. Lo scopo dello hatha yoga non è curare le vostre malattie, poiché quando lo hatha yoga è stato scoperto, le persone non erano così ammalate come al giorno d’oggi. L’intenzione dello hatha yoga era preparare il corpo e la mente per la meditazione profonda e la consapevolezza suprema.
È molto importante per tutti sapere che non si entra nel regno superiore semplicemente chiudendo gli occhi. Quando volete meditare, quando volete praticare dhyana e quando volete rendere la vostra mente quieta, quando volete guardare dentro voi stessi, non è sufficiente chiudere solo gli occhi. Ogni mattina, o la notte, migliaia di persone in tutto il mondo, chiudono gli occhi e cercano di concentrare la mente. Cercano di pregare in pace, vogliono pensare con totale concentrazione mentale, ma non sono in grado di farlo.
Non c’è alcun dubbio che la meditazione sia la più alta conquista dell’uomo. Dormire non è la più alta conquista dell’uomo. Lavorare non è la più alta conquista dell’uomo. Quando siete in grado di uscire da questa esperienza oggettiva e siete in grado di fare esperienza della luce interiore, della mente interiore o del sentimento interiore, quella è la conquista dell’uomo. Questa mente esteriore tramite la quale agite nella vostra vita ha le sue limitazioni. Coloro che sanno come liberarsi da questa mente e, allo stesso tempo, sviluppare quella mente interiore, sono le persone che hanno creato la storia.
Quando viaggiate dentro voi stessi, scoprite che dentro di voi c’è un grande flusso di energia e che non siete l’uomo limitato e ammalato. Ma il punto è, come meditare? Quando chiudete gli occhi, la mente corre. Potete chiudere gli occhi, potete tappare le orecchie, potete irrigidire il corpo, ma non potete fare niente con la mente. Anche se cercate di concentrarvi intensamente, essa entra lo stesso nel piano subconscio e vaga.
Per migliaia di anni, le persone hanno continuato a soprire metodi, modi e mezzi per meditare. Le persone hanno scoperto metodi meravigliosi, metodi assurdi, metodi osceni, metodi pericolosi. Le persone hanno cercato di influenzare chimicamente la mente. Ma, eccetto lo yoga, tutto ha fallito. È facile ipnotizzare la mente, anche influenzare la chimica del cervello è facile. Prendete una qualsiasi droga e succede. Ma la meditazione non è chiudere la mente. La meditazione non è influenzare la chimica del cervello. La meditazione è una pratica in cui create un processo evolutivo nella mente, nel cervello e nella coscienza.
Ricordate, la meditazione non è chiudere la mente. Lo ripeto ancora, la meditazione non è chiudere la mente. La meditazione è un processo attraverso il quale fate evolvere la mente. La mente diventa una mente migliore. Una mente migliore diventa una mente superiore. Una mente superiore diventa una super mente, e una super mente diventa il Sé. Questo è detto evoluzione. E cosa è chiudere la mente? Se chiudete la mente è finito tutto. Io sono finito, voi siete finiti, tutto è finito. Non c’è luce, non c’è conoscenza.
Per praticare la meditazione, ci deve essere una pratica sistematica di tutte le forme di yoga. È necessario karma yoga, altrimenti non potete equilibrare gli archetipi del vostro cervello. Senza karma yoga non potete trattare la mente schizofrenica. Questa mente schizofrenica si manifesta nella meditazione, nei sogni. C’è solo un modo per poter curare una mente schizofrenica e quello è karma yoga, lavoro altruistico. Poi vengono altre pratiche.
Allora, quando volete praticare yoga, per piacere ricordate che state praticando yoga per cambiare la qualità della vostra mente, la qualità del vostro corpo, la qualità della vostra manifestazione.
C’è un’altra cosa importante. Ci sono molte cose trascendentali, e Dio è tra esse. Anche la migrazione trascendentale è tra queste. Noi parliamo molto di Dio, parliamo molto di trasmigrazione. Parliamo molto di karma, parliamo molto dei processi universali e della mente universale. Ma chi ne ha esperienza? Lo yoga porta quell’esperienza. La conoscenza potete ottenerla dai libri. La conoscenza potete ottenerla da me. Potete ottenere la conoscenza dai professori di filosofia e dai professori di yoga. Ma la conoscenza non è la soluzione ultima alle vostre domande.
Se dite che c’è la trasmigrazione, ne avete fatto esperienza? Se dite che c’è karma e un processo di reazioni a catena, lo avete visto? Voi parlate di Dio, ne avete avuto il minimo assaggio? C’è soltanto un modo attraverso il quale l’esperienza diretta di ciò. Devo ripetervi quale è la differenza tra conoscenza ed esperienza?
Una volta viaggiavo in aereo. Era l’Air India. Sul sedile accanto al mio, c’era un professore inglese. Egli aveva svolto una ricerca sui dolci indiani. Ne stavamo parlando perché anche io so molto riguardo i dolci indiani, benché non ne abbia mangiati molti. Il pranzo iniziò. Al termine, la hostess portò alcuni dolci - rasagulla, che è considerato il miglior dolce indiano. Egli ne prese uno e disse: “Swamiji, cosa è questo dolce?” io risposi “Tu hai fatto la ricerca, perché non me lo dici tu?” Lui disse: “Si, lo conosco, ma non ne ho fatto esperienza, perciò non sono sicuro.” Questo uomo colto aveva scritto pagine e pagine sul rasagulla, ma non era capace di riconoscerlo quando lo aveva in mano. Questa è la differenza tra conoscenza ed esperienza.
Andate dagli swami e avrete conoscenza. Leggete i libri di grandi autorità e avrete conoscenza. Ma l’esperienza non si può ottenere da nessuna fonte esterna, se non da dentro di voi. Per fare esperienza non dovete dipendere da prove esteriori. Tutti qui, tutti all’esterno, tre miliardi di persone al mondo, tutti hanno quel seme di esperienza dentro se stessi. L’esperienza non ha bisogno di essere importata da persone, libri ed eventi. Dovrete esplorarla voi stessi. Questo è lo scopo dello yoga.
Sono d’accordo che lo yoga cura le malattie. Questo è ciò che vi ho detto all’inizio. Io lavoro sulla terapia yoga, su molte malattie. Circa l’89% delle malattie psicosomatiche sono curabili con le pratiche di yoga. Non è una mia conclusione: è la conclusione dei medici; è la conclusione degli scienziati. E anch’io so che le pratiche di yoga migliorano la mente e il cervello e creano un genio.
19828So che lo yoga viene insegnato in molte prigioni in Australia. So che lo yoga viene insegnato nei paesi Scandinavi negli ospedali psichiatrici. Ma quello non è lo scopo ultimo dello yoga; quello è un effetto collaterale dello yoga. Accettiamo l’effetto collaterale dello yoga, ma dovremo ricordare che siamo esseri umani, dedicati alla scoperta delle questioni trascendentali.
Non vi è mai venuto in mente ‘Chi sono io? Da dove vengo? Cosa è questo cervello? Cosa è questa intelligenza? Perché quest’uomo è mio padre e quell’uomo non è mio padre? Perché sono nato il 13 dicembre 1925? Perché non prima, perché non dopo?’ Queste e molte altre domande continuano a venirci in mente di tanto in tanto, perché siamo esseri umani analitici. Per questo leggete libri, per questo frequentate molti circoli di studio.
Se volete una risposta, il modo è lo yoga. Se volete che lo yoga si integri nel sistema della vostra religione, potete farlo. Se volete che lo yoga rimanga nei secoli, potete farlo rimanere. Se non volete che Dio di intrometta – va bene. Lo yoga può vivere con un ateo e con un teista.

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Satsang con Paramahamsaji a San Sicario 2

 

D: Fino ad ora hai parlato del mantra come processo di purificazione. Ci puoi parlare del mantra come ponte tra guru e discepolo?
Paramahamsaji: Penso che il ponte tra guru e discepolo sia la devozione. Naturalmente, il mantra può aiutare.

D: Perché dai sannyasa a persone che sono sposate e che sono dei capifamiglia?
Paramahamsaji: Sannyasa è un’idea o una filosofia. Solo perché vivi con tua moglie o tuo marito non significa che sei un miserabile. Non tutti gli scapoli sono sinceri e non tutte le persone sposate sono peccatrici. Marito e moglie rappresentano due poli opposti chiamati Shiva e Shakti. Non potete avere elettricità se i due poli, positivo e negativo, non si uniscono assieme.
Quando do sannyasa alle persone sposate, mi aspetto da loro che pratichino la filosofia spirituale dell’unione tra i due poli in maniera molto sistematica e corretta. Entrambi possono vivere la vita di un sannyasin e aiutarsi l’un l’altro. Ciò significa che devono essere molto responsabili riguardo sannyasa.

D: Come possiamo applicare la pratica del kriya yoga nella vita quotidiana?
Paramahamsaji: Non è assolutamente necessario applicare le pratiche di yoga alla vostra vita quotidiana. Quando praticate yoga per qualche tempo, la vostra consapevolezza cambia. Questo cambiamento di coscienza non è improvviso. È molto graduale. Voi vivete la vostra vita con questa qualità di coscienza cambiata. Ecco come potete applicarla.

D: Qual è la differenza tra kundalini yoga e kriya yoga?
Paramahamsaji: Lo scopo del kriya yoga è risvegliare la kundalini preparando l’aspirante. In effetti, ogni forma di yoga tende a risvegliare kundalini. Potete risvegliare la vostra kundalini con l’azione altruistica (o karma yoga). Penso che questo sia il sentiero più facile. Analogamente, anche bhakti yoga, raja yoga, gyana yoga e altre forme di yoga tendono a risvegliare la kundalini. Ma la pratica del kriya yoga influenza direttamente il risveglio di kundalini. Noi non lo chiamiamo kundalini yoga, lo chiamiamo kriya yoga perché c’è un sistema yogico separato chiamato kundalini yoga che è diverso dal kriya yoga.

D: L’illuminazione è un evento graduale o avviene all’improvviso? Quale percorso seguono le varie tecniche yogiche per raggiungere l’illuminazione?sansicario009
Paramahamsaji: Dipende dalla persona. Di solito, è un processo graduale. In varie vite raggiungi gradi di illuminazione. Il centro dell’illuminazione è principalmente ajna chakra.

D: Cosa succede dopo la morte ad una persona illuminata rispetto ad una persona non illuminata?
Paramahamsaji: Entrambe si reincarnano. Devono lavorare per la loro ulteriore evoluzione. Quando uno ottiene la sua evoluzione finale allora esce dal ciclo.

D: Swamiji, abbiamo appena saputo che Anandamaya Ma ha lasciato il suo corpo mortale. Tutti sappiamo che la conoscevi da quando eri molto giovane. Ci puoi dare qualche notizia riguardo lo straordinario fenomeno che lei incarnava?
Paramahamsaji: Questa è una novità anche per me. Non lo sapevo. La incontrai quando avevo dieci anni e lei mi incoraggiò molto spiritualmente.
Era nata in quella parte dell’India conosciuta come Bangladesh e sin dall’infanzia ha vissuto una vita di estasi spirituale. Durante la sua vita ha ispirato milioni di persone verso il sentiero della bhakti. Il suo mantra era ‘solo le parole di Dio sono parole, tutto il resto è doloroso.’
Lei aveva un ashram nella stessa città dove io sono nato ed era solita visitare quel luogo una o due volte l’anno. Gli Indiani sono molto religiosi e bhakti marga per temperamento. Ogni volta che sentono di un santo o di qualche discorso divino, vanno sempre a vedere. E davanti ad un vero santo, davanti ad un vero sadhu in India, il più ricco ed il più povero, il re ed il suddito, non hanno nessun tipo di distinzione.
In occidente molto pochi sanno che in India un santo o guru è considerato sopra Dio, non sotto Dio. In presenza di un vero sadhu, o un santo realizzato in Dio, sia un Mussulmano o una prostituta, un Cristiano o un carnivoro, o un grande capo, o un re, chiunque vada, tutti sono considerati uguali, e devono comportarsi come fossero uguali. Questo è precisamente il motivo per cui in India sono nati particolari tipi di sannyasin, ma gli Indiani sono molto attenti a non offenderli.
Ananadamay Ma era tra questi. Dovunque andasse, ci fosse stato un grande uomo o uno spazzino di strada, essi sedevano davanti a lei, fianco a fianco. Lei era rispettata da ogni ceto sociale, il politico, l’intellettuale, il commerciante e la classe operaia. Lei non discuteva mai di religione, ma parlava sempre, con ogni respiro, di Dio.
La religione e Dio sono due cose diverse, non la stessa cosa. Dio ha a che fare col cuore di un devoto e non con il sancta sanctorum. Il cuore di un vero devoto è il tempio mobile di Dio e il sancta sanctorum è la casa morta di Dio. Non è un male andare al sancta sanctorum, ma uno dovrebbe ricordare che se qualcuno tra di noi vive con Dio nel cuore, egli è il vero tempio.
Ogni volta che Anandamayi Ma arrivava, migliaia e migliaia di persone povere e ricche si recavano per avere il suo darshan. C’è un’altra credenza tra gli Indù, che i veri santi non hanno bisogno di pubblicità. Non vi serve soffiare in una conchiglia per annunciare l’alba. Allo stesso modo, quando c’è molta pubblicità intorno ad uno swami o a un sadhu, gli Indiani diventano molto vigili e cauti. Coloro che aspirano alla vita spirituale, coloro che intendono condurre una vita più elevata, dovranno scoprire le cose da sé senza leggere materiale pubblicitario.
Un santo realizzato in Dio non dovrebbe essere trattato come un annuncio pubblicitario.
Anandamayi Ma è vissuta sempre in trance, in estasi; perciò, ovunque andasse, il suo arrivo non era mai annunciato a suon di tromba. Nonostante questo, la sera, trovavate migliaia di persone che affollavano l’appartamento in cui viveva. Ovunque lei vivesse, in qualunque casa abitasse, diventava un tempio. Parlava molto poco, ma dal suo sguardo, i suoi devoti ottenevano un messaggio di conforto, consolazione e la risposta a ciò per cui erano andati. Anandamaya significa pieno di beatitudine e Ma significa madre.

D: L’uomo accetta con difficoltà alcune cose come solitudine, morte etc. Cosa può fare lo yoga per aiutare?
Paramahamsaji: Quando praticate lo yoga, allora migliorate la qualità della vostra mente e delle vostre emozioni, ed iniziate ad accettare molti avvenimenti inevitabili. Molte persone in questo mondo, sono preoccupate per tutto perché l’uomo è perfezionista e vuole che ogni cosa sia perfetta. Se vede qualcosa di assurdo, non lo accetta, non lo capisce.
La filosofia dello yoga è connessa al processo di evoluzione. Noi crediamo che ci saranno sempre idioti in questo mondo, fianco a fianco con i saggi. Prevarranno forze positive e negative, esisteranno fianco a fianco. Quando avrete realizzato questo, niente di male potrà disturbarvi.
L’esistenza è una miscela dei tre guna, ed essi ci saranno sempre. Se fate una legge governativa per cui tutti i criminali devono essere uccisi ora, nel giro di cinque anni ci sarà un’altra banda di criminali. Non potete eliminare il processo sempre fluttuante della natura. Non potete eliminare la morte, e se metà della popolazione mondiale diventasse immortale, sarebbe un grosso problema.
Una volta c’era un problema di mortalità. Ora c’è il problema della sovrappopolazione. Perciò la morte e altre circostanze avverse non dovrebbero causare squilibrio nella mente.
La filosofia più importante dello yoga è: voi percepite il mondo secondo la qualità della vostra visione. Quando crescete, oltre i limiti del sé inferiore, interpretate diversamente le azioni e le reazioni che avvengono nella vostra mente.
Sappiamo dello hatha yoga e del raja yoga, ma lo yoga è interessato principalmente alla profondità della coscienza umana. Aiuta una persona ad evolversi e ad avere una migliore realizzazione del mondo.

sansicario008D: Santi e mistici occidentali sono diventati quello tali senza praticare yoga. Può, quindi, lo yoga essere considerato un modo spontaneo e naturale dell’evoluzione umana?
Paramahamsaji: Nella tradizione antica, anche nel Cristianesimo, c’erano le pratiche di yoga. Queste tradizioni si sono adesso perdute perché i santi non vivono più, sopravvivono solo i preti. Questo non è successo solo nel cristianesimo ma anche nell’Induismo. Anche i preti Indù pongono la stessa domanda.
Nella Bibbia c’è un riferimento molto chiaro a kriya yoga, nada yoga e samadhi: ‘Per Dio, io giuro che muoio ogni notte.’ Questa morte non è la morte ordinaria. Qui “morte” indica l’assenza totale di consapevolezza oggettiva.
Non è importante re-interpretare la Bibbia, poiché non sono un’autorità a riguardo, ma i Santi del Cristianesimo sicuramente praticavano yoga. Essi cantavano i nomi, essi cantavano inni (kirtans), essi praticavano penitenza, bhakti yoga, yama e niyama e dormivano sul pavimento. Tutte queste sono forme di yoga.
Hatha yoga è una branca o facoltà dello yoga. Quando questi santi meditavano, cosa accadeva al loro corpo? Diventava immobile. Quella è la definizione di asana. Negli yoga sutra di Patanjali, la definizione di asana è immobilità totale del corpo.
Quando cresci nella consapevolezza spirituale, le tue pratiche cambiano. Ci sono molti santi in India che non praticavano asana, non praticavano kunjal, shankaprakshalana o neti, ma solo perché non lo praticavano, non significa che noi non dovremmo praticarlo. Se volete seguire i santi, dovete seguirli totalmente.
Noi siamo creature della convenienza. Quando il guru beve whisky, il discepolo dice: “Il mio guru beve whisky, anch’io posso berlo perché devo seguire il mio guru.” Quando il guru parla alle donne, le abbraccia, anche noi possiamo farlo perché dobbiamo seguirlo. Ma se il guru tocca i fili dell’alta tensione, non lo farete. Direte: “Oh, lui è un santo, può farlo. Io non posso.” Questo è un modo di pensare molto inopportuno che accade in rapporto a guru e chela.
I santi della tradizione cristiana erano grandi yogi. Una cosa dovreste ricordare, né Cristo né quei santi erano occidentali. Avevano origini orientali. Non erano cattolici di Roma. Erano nai ebrei, ma la divinità non appartiene a una religione. Le incarnazioni di Dio, dei santi e degli apostoli sono esseri universali.

D: Puoi parlare della testimonianza del rapporto corpo/mente facendo riferimento a un’esperienza passata?
Paramahamsaji: Noi ricordiamo le esperienze del passato, ma non possiamo farne esperienza esattamente allo stesso modo. Se hai gustato un certo cibo una volta, hai avuto un’esperienza in quel momento. Puoi richiamare la stessa esperienza oggi, senza avere quel cibo? Per questo scopo devi prima praticare antar mouna, rendere la tua mente un osservatore; qualunque cosa ti venga in mente, tu ne sei testimone. Non ritirare la mente da nessun tipo di esperienza. Non impegnare la mente in nessun processo di pensiero. È un po’ difficile.
Quando sollevi la mano, devi sapere che stai sollevando la mano. Quando respiri, devi sapere che stai respirando. Quando stai oscillando, devi sapere che stai oscillando. Quando sei stabile, devi sapere che sei stabile. Per vedere tutto ciò che succede, per vedere tutto ciò che esiste, per vedere che vedi ciò che vedi. Talvolta pensi cose orribili. Non esserne tormentato. Talvolta vedi il tuo guru, Krishna, Cristo, non importa, non è importante.
Se c’è un dolore nell’addome, devi sapere che c’è un dolore nell’addome – non piangere, non gridare. Se ti stai addormentando, devi sapere che ti stai addormentando, che stai andando, che sei andato. L’atteggiamento deve essere, ‘io sono l’osservatore, non l’attore, non colui che pensa. Io non sono il karma, io non sono il pensiero, io non sono l’emozione, io non sono il sentimento. Io sono soltanto il testimone di tutto ciò che sta accadendo nel mio corpo, nella mia mente.’
Se vi accade di vedere un grande fantasma con denti e corna, una grossa pancia e un viso orrendo che viene verso di voi, dite semplicemente, ‘Bene, lo vedo.’
Un discepolo stava praticando antar mouna. Iniziò a vedere un fiume che sgorgava sempre più vicino a lui e lui stava per essere trascinato via. Iniziò a pensare ‘Oh, sono solo testimone di tutto ciò che sta accadendo’. La volta successiva vide una bella fanciulla che andava verso di lui in atteggiamento amoroso. Egli pensò che egli era l’osservatore e non un partecipante. Un giorno mentre praticava antar mouna andò molto in profondità ed ebbe una visione in cui riceveva un telegramma che gli comunicava la morte di sua madre e, di colpo il suo antar mouna si ruppe.
Uno può praticare antar mouna, rimanere testimone a tutti gli stadi, ma ci sono certe tendenze nell’essere umano che sono le sue debolezze. Esse lo disturberanno sempre. A questo dovete fare attenzione.

D: La tradizione stabilisce che i bambini siano iniziati alle pratiche importanti di yoga all’età di otto anni, ma ora alcuni insegnanti di scuola materna desiderano applicarle a bambini più piccoli, iniziando appena il bambino incomincia la scuola. Lo yoga si può applicare loro? E in questo caso, come?
Paramahamsaji: I bambini prima di otto anni hanno un diverso sistema, e perciò l’insegnamento dello yoga dovrebbe essere dato loro in maniera tale che possano assorbirlo piuttosto che impararlo. Dall’età di due anni, si dovrebbero dare dimostrazioni con lo scopo di farle assimilare. I modelli dovrebbero essere forniti loro allo stesso modo in cui date loro i giocattoli con cui giocare.
La maggior parte delle posture yoga hanno nomi di animali e uccelli. Le strutture delle asana dovrebbero essere preparate in modo da assomigliare a un animale, a un essere umano e anche la postura.
I bambini piccoli hanno un cervello fotografico, qualsiasi cosa vedono è registrata in modo fotografico. Perciò qualunque conoscenza di yoga vogliate fornire ai bambini dovrebbe essere audio-visiva.
Molte volte i bambini di due o tre anni vedono i loro genitori; non possono analizzarli intellettualmente né rispondere emozionalmente. Essi, semplicemente, li vedono e li registrano. Successivamente, quando crescono, verso i diciotto anni, c’è un processo di sviluppo di quelle impressioni. Dopo lo sviluppo di quelle impressioni, essi sviluppano una personalità basata sulle impressioni fornite dai genitori.
Un bambino di un anno, o anche quando ha sei mesi, non comprende cosa fanno i suoi genitori, ma registra le impressioni. Questo è certissimo e nessuno dovrebbe dubitare di questo fatto. Non potete nascondere niente ai vostri bambini in nessun momento, neanche durante la gravidanza.
La coscienza funziona a vari livelli. La vostra coscienza sta funzionando a livello intellettuale. Se io uccido qualcuno, voi lo capite e poi giudicate che questo non è giusto. Molte volte la vostra coscienza funziona a livello spirituale, a livello emozionale ed anche a livello schizofrenico. A due, tre, quattro anni, o perfino prima di due, la vostra coscienza funziona a ciò che chiamerei livello fotografico. Questo è detto samskara.
Ora, se volete che i vostri bambini assimilino lo yoga, e poi sviluppino le impressioni più avanti negli anni, dopo diciotto, diciannove o venti, e influenzare così la loro mente, il loro carattere, la personalità e il destino, allora dovete praticare voi stessi.
Oltre che con figure, supporti visivi, ai bambini si può insegnare anche raccontando storie. In tenera età, i bambini possono non essere capaci di rispondere o reagire, ma sicuramente inspirano tutta la storia, e da ciò essi traggono il meglio o l’essenza. Perciò, a livello di scuola materna, attraverso figure, dimostrazioni e narrazione di storie, potete sicuramente far imparare lo yoga ai bambini.
Quando narrate una storia ad un bambino, ci sono certi aspetti importanti della storia ed una struttura generale, che i bambini registrano ma, più tardi verso i venti anni, possono liberarsi della struttura e conservare l’essenza. Questa è la funzione peculiare dell’intelligenza umana.

D: Ti prego, parla del controllo delle emozioni da parte di un praticante yoga?
Paramahamsaji: Se con la parola yoga intendi raja yoga, allora penso sia meglio dire che le emozioni non dovrebbero essere controllate. Yoga significa karma yoga, bhakti yoga, raja yoga e gyana yoga. Ciascun yoga ha qualcosa per completare la vostra vita.
Bhakti yoga canalizza le vostre emozioni. Dovrebbe essere praticato prima del raja yoga o insieme al raja yoga. Il karma yoga vi aiuta ad equilibrare le impurità della mente, le distrazioni della mente. Se praticate gli yoga sistematicamente, allora non vi imbatterete mai nei problemi dalla mente e dalle emozioni nelle vostre pratiche di meditazione.
Il motivo per cui, nella meditazione, affrontiamo la mente è perché non l’abbiamo curata tramite bhakti yoga e karma yoga. In yoga, la meditazione è considerata il punto più alto ma, tuttavia, io penso che nei paesi moderni la meditazione sia troppo enfatizzata e enfatizzata in modo errato. La meditazione è uno stadio molto alto e perciò ha bisogno di molta preparazione. Se non praticate le altre forme di yoga, allora dovrete affrontare difficoltà nella meditazione.
Il karma yoga è la filosofia del vostro rapporto con la vita. Qual è il vostro rapporto con tutto ciò che vi circonda, e quale dovrebbe essere il vostro atteggiamento nei confronti del vostro lavoro, della vostra famiglia, dei figli, dei problemi, dei nemici e tutto il resto? Come dovreste reagire al successo o al fallimento, all’amore o all’odio, alla vittoria o alla sconfitta? Questo è molto importante. Il karma yoga è la filosofia che fissa il vostro rapporto con tutto il resto nel mondo, in modo tale che niente disturbi la vostra mente, in nessun momento, non importa ciò che vi è successo.sansicario010
Allo stesso modo, il bhakti yoga è così importante che senza di esso, non potete equilibrare adeguatamente le vostre emozioni. Dunque, dobbiamo scoprire chi amare, chi può accettare tutto il nostro senza reagire in malo modo. La maggior parte dei problemi di cui soffre la gente attuale sono i problemi causati dall’amore o dall’assenza di amore.
Perciò è necessario sapere come allenare le vostre emozioni, quando allenate la vostra mente. Una mente non addestrata, emozioni non addestrate, e conduttori non addestrati, provocano incidenti. Dunque, nel bhakti yoga le emozioni sono canalizzate verso una divinità, nella forma di Dio, in forma di deva, in forma di guru.
Se amo qualcuno, lui non dovrebbe sfruttarmi. Se non mi sfrutterà, lo amerò sempre di più. Dio non sfrutta i suoi devoti. Allo stesso modo, anche il guru non dovrebbe sfruttare i suoi devoti.
Quando avete praticato karma yoga e bhakti yoga, e praticate raja yoga, la mente diventa quieta automaticamente. E’ perchè non pratichiamo bhakti yoga e karma yoga che ci sono problemi emozionali e mentali in meditazione. Dovete dire: ‘Bene, lasciamoli venire’. Non bloccateli, perché bloccarli sarebbe il disastro più grande.

D: Puoi spiegarci il significato del Shanti Path e la storia di come è stato hanno iniziato a praticarlo a Munger, anche qual è il significato di Guru Sharanam Gachami e Yogam Sharanam Gachami?
Paramahamsaji: Shanti path significa letteralmente ‘canto di pace’. Ce ne sono dieci. Essi sono tratti e compilati dai vari Veda. Con questo shanti path noi stiamo risvegliando la nostra forza di volontà dinamica. Al termine della meditazione è necessario che il processo di estroversione sia graduale.
Le strofe, Guru sharanam, Satyam sharanam e Yogam sharanam non sono una mia composizione ma una creazione dei discepoli. ‘Guru sharanam gachami’ significa ‘trovo rifugio nel guru’, ‘Satyam sharanam gachami’ ha due significati ‘trovo rifugio nella verità’ o ‘trovo rifugio in Satyananda’ e ‘Yogam sharanam gachami’ significa ‘trovo rifugio nello yoga’.
Circa 2500 anni fa in India, nacque Buddha. Migliaia di persone, intellettuali e laici lo seguirono. C’erano migliaia di sannyasin del suo ordine. Ed essi avevano la preghiera ‘Buddham sharanam gachami, Sangham sharanam gachami, Dhammam sharanam gachami’: ‘Trovo rifugio in Buddha, trovo rifugio nel Sangha, trovo rifugio in Dhamma’. Queste preghiere venivano cantate tre volte, e dopo di ciò ripetevano i loro giuramenti o impegni: ‘Mi astengo da vino, carne e donne’. Per chi aveva famiglia c‘erano cinque giuramenti e impegni e per i rinuncianti dieci. Naturalmente, oggi tutti i Buddisti non mantengono i giuramenti.
I discepoli possono essere di Buddha, di Cristo, di Sivananda o di Satyananda. Sono tutte persone strane. Essi per primi promuovono l’immagine del guru. Quando la sua immagine diventa molto celebre, allora essi si prendono il merito del suo successo dicendo: “Io sono discepolo di Buddha”.

Satsang con Paramahamsaji a San Sicario 1


San Sicario, Italia

D: Come posso praticare il mantra?
Paramahamsaji: Quando hai ottenuto un mantra dal tuo guru devi praticarlo correttamente e sistematicamente. Si dovrebbe ripetere il mantra con l’aiuto di un mala seduti nella postura del loto (padmasana), o in siddhasana.
Quando praticate il mantra col vostro mala, non dovreste cercare di concentrarvi eccessivamente. In effetti, vi consiglierei di praticare il vostro mantra e lasciare che la vostra mente si purifichi completamente. Il mantra purifica la mente, purgandola dei suoi contenuti. Se durante il mantra vi concentrate molto, allora la vostra mente sarà repressa. Perciò, fino a quando non sarete in grado di ottenere una buona concentrazione senza difficoltà, dovete pronunciare o cantare il vostro mantra a voce alta. Se la vostra mente non vi crea troppi problemi, nel corso del tempo, allora dovete praticare il mantra mormorandolo, o sussurrandolo o mentalmente.
Ci sono vari modi di praticare il mantra. Potete ripetere il vostro mantra a voce alta, potete sussurrare il vostro mantra, o ripeterlo mentalmente. Potete anche praticare il vostro mantra con il respiro naturale e potete anche praticarlo col respiro un po’ più profondo del normale. Potete praticare il vostro mantra con la respirazione ujjayi, potete praticarlo in khechari mudra ripiegando la lingua, attaccandola al palato e dove la lingua preme sul palato dovete sentire il vibrare del mantra. Potete praticare il mantra in vari chakra. Potete anche praticare il vostro mantra sentendo la vibrazione al centro tra le sopracciglia. Potete praticare il vostro mantra percependo il vostro battito cardiaco e ripeterlo con ogni battito. Potete cantare il vostro mantra, potete anche praticare il mantra scrivendolo. Ci sono ancora molti altri modi per praticare il mantra. Se ne praticate un tipo un minuto, un altro tipo un altro minuto, potete praticare tutti i tipi in mezz’ora senza difficoltà.
In India, c’è una tradizione. L’iniziazione al mantra si prende in un modo particolare quando si sta svolgendo qualche culto o cerimonia religiosa. Le persone cantano, suonano diversi strumenti, e in quel momento, colui che vuole il mantra va dal suo guru, china l’orecchio sinistro verso il guru e il guru gli canta il mantra nell’orecchio. Il discepolo sente quel suono e si concentra su quel suono.
La cosa più importante è che in aggiunta alle vostre pratiche quotidiane, 10 o 20 minuti, come vi è più comodo, una volta all’anno, dovete riservare alcuni giorni - 2 giorni, 3 giorni, 5 giorni, 9 giorni - per una speciale pratica di mantra.
Supponiamo che decidiate di praticare il mantra per 9 giorni. Durante questi 9 giorni dovete isolarvi e rimanere appartati. Dovete consumare una dieta leggera e semplice e alimenti facili da digerire come latte o frutta. Durante questo periodo non bisogna assumere cereali, granaglie né carne di alcun genere, neanche pesce o uova.
Dovete stabilire quattro periodi di due ore ciascuno al giorno per la vostra pratica. Ci dovrebbe essere un buon intervallo tra le sessioni. Dopo nove giorni di pratica, la mattina del decimo giorno dovete solo meditare. A quel punto dovete controllare completamente la mente. Comunque, durante questi nove giorni non dovreste meditare ed anche se la meditazione avviene, dovete interromperla.
Queste pratiche non dovrebbero essere fatte con clima rigido. Dovreste praticare quando non è troppo caldo né troppo freddo, né troppo umido. In India, abbiamo tale clima due volte l’anno, in marzo ed ottobre. Dovete scoprire quando c’è tale condizione climatica nel vostro paese.

D: Se la mattina si ha poco tempo, è meglio praticare pranayama e meditazione e lasciare le asana per la sera, o iniziare con le asana e continuare con le pratiche finché c’è tempo?
Paramahamsaji: I principianti dovrebbero praticare asana e pranayama insieme. Ma quando siete abbastanza progrediti, potete scegliere a vostro piacere.

sansicario005D: Lo yoga nidra è una pratica meditativa?
Paramahamsaji: Yoga nidra non è una pratica meditativa. In effetti, yoga nidra è più una pratica per quelle persone che non sono in condizione di meditare. La definizione di meditazione negli Yoga Sutra di Patanjali è ‘In meditazione la mente assume una continuità’. Un’altra definizione di meditazione negli Yoga Sutra è che in meditazione la mente si libera dalla consapevolezza oggettiva. In Yoga nidra, non c’è né il flusso di un oggetto, né c’è continuità. Yoga nidra è la più potente pratica di rilassamento.

D: Swamiji, cos’è l’illuminazione?
Paramahamsaji: La parola “illuminazione” significa illuminare un oggetto o un’area. Talvolta usiamo anche la parola rivelazione. Il che significa diventare consapevoli della coscienza interiore.
Il mondo esterno degli oggetti è illuminato dal potere e dalla facoltà della mente. Se la mente perde quella facoltà, allora non conosciamo gli oggetti esterni. La mente illumina ogni cosa al mondo e ne fa esperienza attraverso i sensi. Una persona cieca può avere la conoscenza delle percezioni, ma non può vederle. Una persona sorda può avere la conoscenza dei suoni ma non può sentirli.
La parola illuminazione, nello yoga, è conosciuta come deva. Deva significa illuminazione. Ora, come vedere gli oggetti interiori, le esperienze interiori e la consapevolezza interiore? Quando sognate una parte della vostra mente subconscia si illumina. Quando meditate, vedete certe forme, udite certi suoni e avete certe sensazioni. Questo è a causa dell’illuminazione.
La mente è ciò che illumina. Essa ha il potenziale di illuminare gli oggetti esterni oltre quelli interni. Voi conoscete il mondo attraverso la mente, quella è chiamata illuminazione. Quando la stessa mente è introversa o ritirata, allora essa illumina la coscienza interiore.
In una Upanishad, c’è un bellissimo dialogo su questo argomento. Il discepolo chiede al guru: “Come cammina l’uomo?” Il guru risponde che con l’aiuto del sole, egli cammina. Il discepolo chiede ancora: “Se il sole è tramontato, come camminerà?” Ed il guru risponde: “Camminerà con la luce della luna.” Il discepolo chiede ancora: “Se il sole è tramontato e la luna è tramontata, come camminerà nell’oscurità?” Il guru risponde: “Alla luce del fuoco camminerà attraverso l’oscurità”. Il discepolo chiede ancora: “Quando il sole è tramontato e la luna è tramontata ed il fuoco è spento, come camminerà nell’oscurità?” Il guru risponde: “Alla luce delle stelle”. Ed ancora il discepolo chiede: “Se il sole è tramontato, ed anche la luna, il fuoco è spento, e le stelle non si vedono a causa delle nubi, come farà allora a camminare nell’oscurità?” Infine il guru risponde: “Alla luce del proprio sé”.
Il sé proietta se stesso all’esterno ed illumina gli oggetti ed in tal modo li conoscete. Questo sé è conosciuto come mente in relazione agli oggetti. Quando, attraverso lo yoga, ritirate la vostra mente dagli oggetti esterni, e la fissate sull’oggetto interiore, allora questo sé illumina la coscienza interiore.
Il primo stato di illuminazione è la consapevolezza esterna. Attraverso questa illuminazione voi avete conoscenza del tempo, dello spazio e di tutti gli oggetti. Il secondo stadio di illuminazione è la mente interiore. Quando la mente interiore è illuminata, potete vedere forme, sentire suoni, percepire beatitudine, avete conoscenza di oggetti extra terrestri. In questo modo, ci sono sette stadi di illuminazione, iniziando dalla consapevolezza oggettiva e terminando con la suprema consapevolezza del sé.

D: Potresti chiarire gli effetti del mudra?
Paramahamsaji: Vi parlerò in breve dei mudra. Sarebbe bene che leggeste il libro ‘Asana Pranayama Mudra Bandha, in cui ci sono maggiori dettagli.
In India abbiamo vari tipi di mudra. Nella scienza della danza abbiamo centinaia di mudra. Attraverso questi mudra il danzatore cerca di esprimere l’attitudine interiore. Questi mudra esprimono la qualità della sua emozione, del suo sentimento e della sua intenzione. Quando un danzatore esegue la danza, egli fa questi mudra con l’aiuto delle sue dita, degli occhi ed il corpo in generale. C’è una famosa scrittura chiamata ‘Bharata Natya Shastra’ in cui sono spiegati sessantaquattro mudra di base della danza.
Bene, oltre che dalla scienza della danza, ci sono i mudra del bhakti yoga. Quando praticate le vostre preghiere, praticate vari mudra davanti alla vostra divinità, esprimendo la vostra devozione, l’emozione, la pietà, la resa e molte altre cose.
In India, bhakti yoga non significa solo recarsi a un altare, pregare da un libro e cantare una canzone. Quando andate in un tempio per praticare un culto, o anche prima di questo, inizia la scienza dei mudra. Durante il periodo del vostro culto, praticate centinaia di mudra in vari momenti. Praticando questi mudra, state permettendo ai vostri sentimenti interiori di venire fuori.
Poi ci sono i mudra tantrici e questi sono infiniti. Ci sono certi mudra che praticate spontaneamente quando entrate in uno stato di trance. E questi mudra sono molto importanti nelle pratiche tantriche, perché sono connessi ai flussi di energia nel corpo.
Ci sono due cose importanti che dovete notare a questo riguardo: 1. voi praticate un mudra ed esprimete l’energia; 2. voi sentite l’energia e poi praticate il mudra. All’inizio voi praticate il mudra ed aiutate l’energia ad esprimere sé stessa. Successivamente, l’energia inizia ad esprimersi spontaneamente e quindi voi praticate il mudra automaticamente.
Nel tantra, il mudra è considerato la forma esteriore di una particolare energia. Secondo il tantra, ogni emozione ed espressione è una manifestazione di energia, talvolta positiva e talvolta negativa.
sansicario003Supponiamo siate arrabbiati, Cosa fate? Lo esprimete attraverso un mudra. Allo stesso modo, quando amate qualcuno, esprimete il vostro amore attraverso un mudra. Queste di cui vi ho appena parlato sono cose esterne, solo per spiegare. Quando state praticando sadhana, deve accadere qualcosa interiormente. E’ un’interazione dell’energia dentro di voi. E voi la esprimete attraverso vari mudra.
Ci sono i mudra della hatha yoga. Sono connessi alla realizzazione della triplice energia interna al corpo: ida, pingala e sushumna, che rappresentano rispettivamente la mente, il prana e lo spirito. I mudra elencati dettagliatamente nello hatha yoga rappresentano, perciò, la posizione della forza mentale, della forza pranica e di quella spirituale.
Per chiarire meglio, vi parlerò solo di chin mudra. In questo mudra unite il pollice e il dito indice e lasciate libere le altre dita. Queste tre dita rappresentano i tre guna e Prakriti (o Natura): tempo, spazio e oggetto. Il pollice rappresenta la coscienza suprema e l’indice rappresenta l’ego. Quando mantenete il chin mudra, significa che state separando i tre guna e state ponendo l’ego ai piedi dell’Essere Supremo.
Questo mudra può essere eseguito anche in altri modi. Potreste unire il pollice con il medio. Questo indica il sé che interagisce con il principio sattwico.
I mudra nello hatha yoga sono praticati in diversi modi. Non sono praticati solo con le dita. Noi sappiamo che l’energia scorre attraverso le dita, attraverso il corpo e attraverso le dita dei piedi e tutta quell’energia è duplice e non unica.
Nel kriya yoga abbiamo un mudra molto importante conosciuto come viparita karani mudra. L’intento di questo mudra è invertire il flusso dell’ambrosia dal centro inferiore verso il centro più alto. Perciò, nelle varie scuole, come la danza, bhakti yoga, tantra e hatha yoga, i mudra intendono esprimere il flusso dell’energia interiore.