Satsang con Swami Satsangi

Domanda: Swami Satsangi, può cortesemente parlare della fede?
Swami Satyasangananda: E’ molto difficile parlare della fede perché, per quanto se ne parli, è molto difficile da comprendere. Come si può spiegare l’amore? Qualsiasi cosa si dica sull’amore, sulla fede, non è sufficiente per quel sentimento. E’ un sentimento, un’esperienza che si risveglia in alcune persone. Proprio come ad una certa età, l’adolescenza, la pubertà, la passione si risveglia in voi, allo stesso modo, vi è uno stadio nell’evoluzione in cui la fede si risveglia in voi. Ci sono personaggi nella storia, grandi santi, che hanno dimostrato di avere avuto questa esperienza. Queste persone erano molto potenti. Il loro potere non era nelle loro ricchezze. Cristo era figlio di un carpentiere ma aveva una fede immensa, quello era il suo potere. Era nato in una famiglia umile, ma divenne molto potente grazie alla sua fede. Ci sono molti esempi simili. Rama Krishna Paramahamsa era un prete ordinario che guadagnava cinquanta rupie, ma divenne così grande grazie alla sua fede. La fede è la vostra ricchezza. E’ uno dei beni più grandi. Se non avete fede, siete poveri. E41
La fede ed il credo sono due cose differenti, non confondete la fede con il credo. Il credo è intellettuale, la fede non è intellettuale. L’intelletto non ha posto nel reame della fede, anzi, è un ostacolo. Nella fede si è innocenti come un bambino; per questo si dice "sii innocente come un bambino", non infantile ma innocente come un bambino. C’è una differenza tra essere infantile ed essere innocenti come i bambini. Quando si è innocenti, questa fede si risveglia in voi ed è una qualità superiore della mente. 
La base della fede è il guru. E’ il guru che risveglia la fede in un individuo. Serve avere una base per la fede, proprio come avete una base per l’amore: la vostra fidanzata, il vostro fidanzato, moglie, marito. L’amore si risveglia quando c’è una base. L’amore era dentro di voi, era dormiente ma quando avete trovato una base, ha cominciato a fluire in voi. Allo stesso modo, il guru diventa la base per la fede. Perché, in effetti, la base per la fede è Dio; per questo direi che la fede e Dio sono la stessa cosa. Se avete fede, allora conoscete Dio; e se conoscete Dio, allora avete fede. Sono la medesima cosa. E, anche se Dio è l’obiettivo della fede, il guru è il mezzo per raggiungerlo. Il guru diventa il mezzo per tirare fuori quella fede, per estrarla, per rendervi consapevoli di quella fede, per raffinarla e dirigerla nella direzione giusta. Non esiste essere umano privo di fede; anche se dite di non avere fede in Dio, per lo meno avete fede in voi stessi, nella vostra esistenza. 
Noi abbiamo fede, ma è probabilmente diretta a qualcosa per la quale non è intesa. Le qualità elevate come l’amore, la devozione, la compassione, la fede, la sincerità, l’onestà, devono essere canalizzate verso un obiettivo adeguato. Se avete fede, potete andare molto lontano nella vita. Un altro punto molto importante sulla fede è che se l’avete, allora nulla è impossibile. Sapete la storia di Pietro e Cristo. Quando Cristo gli ha detto di camminare sull’acqua, Pietro ha cominciato a camminare, e appena ebbe dei dubbi, cominciò ad affondare; finchè la sua fede era forte, riusciva a camminare sull’acqua. La fede può spostare le montagne, vi può curare dalla malattia più mortale. 
Swami Satyananda diceva sempre che è Dio a curare, il medico prende solo i soldi. Vengo da uno stato molto piccolo dell’India, Jharkhand, da un villaggio molto piccolo chiamato Rikhia, è lo stato più povero e più arretrato dell’India. Quando sono arrivata lì, vent’anni fa, non c’erano strade, non c’era elettricità, non c’era niente. Quel villaggio è vicino ad una cittadina chiamata Deoghar e Deoghar significa la casa di Dio, la casa dell’illuminazione. Lì c’è uno shivalingam molto famoso, conosciuto come jyotirlinga. Vi sono molti shivalingam ma di jyotirlinga ve ne sono solo dodici in tutta l’India. Questi jyotirlinga sono considerati molto sacri. E lo jyotirlinga si manifesta da solo, nessuno è andato a metterlo lì, si sono manifestati da soli. Lo shivalingam di Deoghar è molto, molto antico. Nel mese di luglio, a cominciare con la luna piena di luglio, per un mese, centinaia di migliaia di pellegrini vanno lì, portando l’acqua del gange per versarla sullo shivalingam. In quel periodo, nella città di Deoghar è tutto chiuso, i negozi, tutto, non potete fare niente perché la città è inondata dalle persone. E portano quest’acqua da una distanza di centoventi chilometri. Viaggiano a piedi, scalzi, senza mai poggiare l’acqua a terra e quando arrivano al tempio, devono aspettare ventiquattro ore prima di poter entrare a versare l’acqua sullo jyotirlinga. Vi sono delle code lunghissime, devono aspettare per dodici, quattordici ore, solo per entrare. E non sono degli yogi, sono persone comuni, anche anziane o malate. Vanno lì per chiedere di essere curati dalle loro malattie, vanno per chiedere una benedizione per un figlio, per un matrimonio, per un lavoro, per una casa, per qualsiasi cosa; e la ricevono, altrimenti non ci tornerebbero continuamente. Il numero di persone che va tutti gli anni è indicativo del fatto che le persone ricevono ciò che chiedono. La loro preghiera riceve risposta immediatamente. E’ un centro molto, molto potente. 
Dunque, la persona va lì, chiede qualcosa, offre le sue preghiere, e la sua preghiera viene ascoltata. Nella vita comune, se volete qualcosa da vostra madre, padre, moglie, potreste non riceverla. Mentre lì, stai chiedendo qualcosa a qualcuno che neanche vedi. E quello che viene espresso è qualcosa che viene dalla profondità della mente. Ed è proprio dalla vostra fede che generate la possibilità di ottenere ciò che chiedete. Tutto accade dentro di voi. Se tutto avviene dentro di voi, e voi siete le persone che fanno tutto, allora perché non succede quando siete a casa? Perché dovreste viaggiare per migliaia di chilometri, camminarne centoventi scalzi, versare l’acqua? Anche a casa potete generare la medesima fede. Perché avete bisogno di una base, avete bisogno di dirigere la vostra fede da qualche parte. Avete bisogno di un ambiente, avete bisogno di un campo energetico che risponde alle vostre preghiere, a quella fede che state proiettando. Perché quelle pesone che hanno fede, operano in un’altra dimensione. 
Conoscete la storia di Mirabai? Quando era piccola, un sannyasi che andò a casa sua le regalò una statuetta di Krishna; lei se ne innamorò, parlava con la statuetta e questa parlava con lei. Era una principessa di un regno molto grande. Quando si sposò con un uomo di un’altra famiglia reale, pensavano che fosse matta perché continuava a parlare con questa statuetta. Molte volte suo marito, che origliava fuori dalla sua porta, la sentiva parlare e chiedere quando sarebbe arrivato, quando l’avrebbe visto, quando sarebbero stati assieme; lui pensava che lei stesse parlando con l’amante. Ma lei era in un’altra dimensione, non sapeva cosa stesse facendo; per lei quella era realtà. Spesso, suo marito e sua suocera, tentarono di ucciderla, perché erano famiglie rispettabili e conservatrici, per loro era uno scandalo. Le diedero da bere del vino avvelenato, lei lo bevve e rimase intossicata, ma non morì. Provarono in molti modi, ma niente successe a Mirabai. Lei non è morta come moriamo noi, è entrata nel tempio e, di fronte alla statua di Krishna, si è trasformata in luce, il suo corpo si è dissolto. Certo, non possiamo essere come Mirabai, ma è sicuramente qualcosa da coltivare. Perché la fede dà sapore a questa vita, la rende dolce e molto gradevole. Quindi, la fede è qualcosa che tutti abbiamo, serve solo una base per farla uscire, e decisamente dovreste cercarne una. E con la fede si può andare molto in alto. Si può anche avere la visione di Dio. Se si ha fede, anche adesso, in questo momento, si può avere la visione.

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Swamiji, come possiamo dare ai bambini un’educazione spirituale, senza scegliere una religione in particolare?
Swami Satyasangananda: La religione è stata creata dall’uomo, lo spirito è universale. Per questo c'è una differenza, una distinzione fra la religione e la vita spirituale. Cristo non era un cristiano. Buddha non era un buddista e non ha creato il buddismo. Quello venne molto tempo dopo di lui, dai suoi discepoli che crearono quella religione, il buddismo. Queste religioni arrivarono dopo, sono creazioni dell’uomo, la vita spirituale è differente. Lo spirito è universale. Lo spirito non è né maschile o femminile, né cristiano o musulmano, né americano, indiano o cinese. Lo spirito è lo spirito. E quello è il seme universale con il quale siete arrivati in questo mondo; l’avete portato con voi. E’ molto importante familiarizzare con questo perché è la vostra fonte, il vostro seme. 
Quando un bambino nasce è spirituale, è vicino a Dio, i bambini sono divini. E’ solo quando si cresce che si coltivano qualità che ci allontanano dallo spirito. Diventiamo intelligenti, astuti, disonesti, secondo come siamo esposti all’ambiente; e continuiamo ad allontanarci sempre di più dallo spirito. E’ importante che i genitori creino un ambiente spirituale, così che i figli possano coltivare la spiritualità anche vivendo nel mondo e soddisfando le esigenze della vita. Per questo penso che essere esposti allo yoga sia una buona cosa. I bambini dovrebbero essere esposti ad asana e pranayama, fin da piccoli; all’età di sette anni, dovrebbero essere esposti alle pratiche di surya namaskara, nadi shodhana pranayama e gayatri mantra. Questo darà al bambino una forte base; un buon corpo ed una buona mente, buoni valori, per poter affrontare qualsiasi difficoltà nella vita. E’ così che dovete educare un bambino sin da piccolo, perché il bambino è come una tela bianca sulla quale potete dipingere qualsiasi cosa.
Ad alcuni bambini forse non piacerà, ma il vostro dovere è di esporli allo yoga, dovete esporre i vostri figli a qualsiasi tipo di vita e lasciar loro scegliere il proprio destino. Il bambino farà le sue scelte, non avete nessun ruolo in questo. Una volta c’era un padre, che voleva sapere cosa il figlio sarebbe diventato da grande, quindi mise in una stanza una banconota da un dollaro, una bibbia ed una mela, poi mandò il figlio nella stanza, chiuse la porta e guardò attraverso il buco della serratura. Il bambino prese la banconota da un dollaro e se la mise in tasca, si sedette sulla bibbia e cominciò a mangiare la mela. Il padre disse "sarà un politico". Il dovere di un genitore è di dare al figlio ogni tipo di esposizione. Non dovete forzarlo ad andare in chiesa, a pregare, a fare yoga, esponetelo. E lui farà la scelta giusta, secondo il suo destino, perché ogni bambino viene al mondo con un destino; ha i propri karma e si comporterà in conformità ai suoi karma, non potete cambiarlo. Se sono un medico, voglio che mio figlio sia medico o se volevo essere un architetto e non sono riuscito, allora voglio che mio figlio diventi un architetto. Non c’è bisogno di pensare così. Ai bambini bisogna dare la libertà, devono essere in grado di pensare da soli e devono essere resi indipendenti, forti e capaci, devono essere esposti a qualsiasi cosa. Anche se vogliono andare in discoteca, in giro, lasciateli andare. Io credo nella forza dello spirito umano, credo nel potere dello spirito; decisamente, prima o poi, quell’individuo si accorgerà della realtà della vita. Lasciate quel bambino al suo destino.

Swami Satsangi, per favore ci parli di Swami Niranjan, cosa fa adesso e quali sono i suoi piani per il futuro.
Swami Satyasangananda: Ieri avete ricevuto un libro dopo la havan, "Moving on". Ed è esattamente quello che sta facendo. Ed è così che funziona la vita, si deve andare avanti; niente è statico nella vita, tutto cambia. Un fiume fluisce continuamente, costantemente, non si ferma mai, neanche per un secondo. E questo è quello che ci viene insegnato nel sannyasa dal nostro guru - fluisci - sempre, e porta la conoscenza in luoghi nuovi, posti nuovi, non stagnare mai in un posto, in una situazione. A volte ci viene dato un compito ma, quella non è una situazione permanente. Questo si è visto nella vita di Paramahamsaji; avete visto come la sua vita progrediva, andando avanti e avanti. Non ha ristagnato come fondatore della Bihar School of Yoga, è andato avanti. Lo stesso con Swami Niranjan, non ristagnerà come il Presidente della Bihar School of Yoga o il capo di un’istituzione. Deve assumere anche altri ruoli. E questi ruoli sono un progredire, non un regredire. Si chiama evoluzione. Un momento si è bambini, poi si diventa ragazzi, poi adulti, poi mariti, poi padri, poi nonni, e poi un giorno, Hari Om Tat Sat. Si chiama evoluzione. Ora il ruolo di Swami Niranjan, non è più quello di amministratore, come in passato, ora il suo ruolo è più spirituale, dove può guidare le persone, può aiutare le persone, il massimo numero di persone. Perché quando guidava le istituzioni e viaggiava, aveva pochissimo tempo. Era difficile solo poterlo incontrare. E se volete aiutare le persone, allora dovete essere in grado di incontrarle ed ascoltare i loro problemi. Dunque, nell’anno 2009, Paramahamsaji ha fatto questo cambiamento e gli ha detto che ora deve smettere di viaggiare; nella vita di un sannyasi quello è lo stadio di parivrajaka, dove un sannyasi si deve muovere continuamente, deve viaggiare e viaggiare. E ora, è entrato nello stadio successivo di sannyasa, dove rimane in un posto e sviluppa e coltiva le sue capacità spirituali. Al momento vive sia a Munger che a Rikhia; e Paramahamsaji prese questa decisione l’anno scorso nel mese di maggio. E fu una grande sorpresa per tutti quanti ma, dopo il Mahasamadhi di Paramahamsaji in dicembre, guardando indietro, si può capire che Paramahamsaji aveva un progetto in mente; e lui è un maestro nel pianificare, tutto quello che pianifica, non è mai sbagliato; qualunque cosa lui faccia, ha un tocco divino, il tocco della volontà divina. In tutta la sua vita non ha mai fatto niente per un desiderio personale, ha sempre eseguito ciò che gli veniva chiesto di fare. E Swami Niranjanananda, come successore di Paramahamsaji, deve rientrare in quel piano divino, perché non era un suo desiderio, è stato diretto a fare questo. E dietro questo c’è uno scopo. Ed ora, se volete, potete andare a Munger o a Rikhia per vederlo, e per ricevere le sue benedizioni. Il libro "moving on", che avete ricevuto ieri ed è stato scritto da me, spiega pienamente il ruolo di Swami Niranjan e riporta tutta la sua vita. Perché lui non ha altra vita che per il suo guru, è nato per il suo guru. Quindi, qualsiasi cosa accada nella sua vita, dobbiamo prenderla come parte del progetto divino. E tutti beneficeremo di questo.DSC00548

Swami Satsangi, ha parlato del risveglio della kundalini come il potenziale della supermente che avviene attraverso anahata, ma ha anche parlato di due intelligenze superiori che sono nel nostro spazio del cuore; sono la stessa esperienza o una di queste porta all’altra che è oltre i guna?
Swami Satyasangananda: La kundalini della quale ho parlato, è il simbolo della Parashakti, l’energia suprema. Vi sono due principi nel tantra, uno è la coscienza suprema ed il secondo è l’energia suprema. E, secondo il tantra, sono entrambe manifeste e presenti nel corpo umano. La kundalini, in questo caso, si chiama Pranashakti, l’energia suprema. Ed è situata in muladhara chakra. La mente è una diretta evoluzione di pranashakti. Ed è pranashakti che poi si manifesta nei cinque prana: apana, prana, samana, udana, vyana, che controllano tutto il corpo. Ed è sempre pranashakti che si manifesta ulteriormente nei cinque tattwa, che costituiscono il corpo. Quindi, anche se avete la manifestazione grossolana dell’energia suprema nel corpo nella forma di terra, acqua, fuoco, aria ed etere, i tattwa, questa energia suprema è presente nel corpo anche nella sua forma originaria e risiede in muladhara.
E, allo stesso modo, la coscienza suprema è presente nel corpo come Jivatma, la coscienza individuale, perché abbiamo sia la coscienza suprema, sia quella individuale; quindi, questa coscienza, che è parte della coscienza suprema, che si trova nel corpo, risiede nello spazio del cuore. La potete chiamare con qualsiasi nome, sto usando le parole coscienza ed energia ma, la potete chiamare il sé, atma, la potete chiamare come volete, utilizzo dei termini che sono usati oggi, coscienza ed energia.
Quindi, ci sono la coscienza cosmica e l’energia cosmica e ci sono la coscienza individuale e l’energia individuale. Ed è così che siete connessi al cosmo. Ora, quando c’è il risveglio della kundalini, l’energia manifesta nel corpo, c’è il risveglio di una mente più elevata che è la mente umana. Al momento operiamo con una mente che è governata dall’istinto, quella ereditata dall’incarnazione animale. La mente umana è destinata a fare esperienza della divinità. Il risveglio della kundalini è il vostro destino. Questa vita è una scuola e, nascendo come esseri umani, vi siete già iscritti; quanto tempo rimanete nella stessa classe, dipende da voi. Quando la kundalini si risveglia, comincia a funzionare la mente superiore, che è piena di qualità divine. L’ascesa della kundalini, avviene attraverso la struttura dei chakra e della colonna vertebrale. E inizia a salire da muladhara, a swadhisthana, a manipura, ad anahata, e lì, per la prima volta, si unisce con la coscienza suprema dalla quale fu separata per il proposito della creazione. Sapete com’è quando due innamorati che sono stati separati per un lungo periodo si ricongiungono; questa è la voglia di spiritualità con la quale viviamo la nostra vita. Perché c’è stata questa separazione, viviamo con questo desiderio di riunirci. Quindi, quando si sveglia la kundalini, si veglia la mente superiore, viaggia verso l’alto, si unisce con la coscienza suprema e da lì, insieme, viaggiano fino a sahasrara, dove ha luogo l’unione finale. Diciamo che si incontrano in anahata, dopo una lunga separazione e si uniscono in sahasrara. Così è stato descritto nel tantra, in modo molto artistico e poetico. Hanno personificato questi termini astratti, così da poterci identificare con questa esperienza.
Dunque, nell’esperienza spirituale, vi sono tre punti: il risveglio in muladhara, l’incontro di due forze molto importanti in anahata, e poi, c’è l’unione in sahasrara; ed è di questo che ho parlato. Nella meditazione che vi ho dato su anahata con Shiva e Shakti, loro si erano incontrati dopo molto tempo e parlavano seduti sulla sponda del lago di anahata. Allo stesso tempo, hanno sempre vissuto lì, assieme, perché nel tantra c’è anche il concetto che, anche se si sono separati per la creazione, sono stati sempre uniti; sapete quella sloka che recitiamo sempre "om purnamadah purnamidam": anche se c’è una separazione, c’è sempre un unione. Quindi, nel tantra, quando descrivono anahata, ci sono sempre Shiva e Shakti, e parlano sempre di cose trascendentali, e se vi capita di raggiungere quel centro con la consapevolezza, allora riceverete la conoscenza perché sarete in grado di sentire i loro discorsi. E’ così che i rishi, i muni, i santi e i siddha hanno ricevuto la conoscenza trascendentale, perché hanno trasceso il corpo, i sensi, la mente, l’intelletto, l’ego e sono stati in grado di raggiungere quell’area. Hanno imparato i mantra, lo yoga e tutte le cose che vi connettono con lo spirito. Perché nel tantra Shiva è il guru originale, l’Adiguru; tutta la conoscenza è emanata da Shiva e Shakti ne è il mezzo. E’ lei che pone le domande e lui risponde. Vi sono anche degli altri tantra, dove Shiva pone le domande e Shakti risponde. Perché sono uguali ed opposti. E lo fanno per il beneficio dell’umanità, non è che Shiva non conosce le risposte o Shakti non le conosce, ma parlano con la speranza che qualcuno li ascolti. E se uno li sente, può riferire a qualcun altro. Non è uno scherzo. E’ così che la conoscenza viaggia; il primo giorno vi ho detto che la conoscenza si acquisisce attraverso la trasmissione, e dovete prepararvi per ricevere quella trasmissione, dovete migliorare la vostra ricettività, dovete sintonizzare il vostro strumento. Spero che questo seminario vi dia degli strumenti, dei metodi con i quali poter cominciare questo cammino.


DSC00738Vorrei ringraziare Swami Anandananda, Swami Shaktidhara e tutte le persone che hanno aiutato a realizzare questo meraviglioso seminario. Sono stata profondamente toccata dall’amore e devozione che tutti voi provate per Paramahamsaji. Posso vederlo nei vostri occhi, nei vostri sorrisi; è molto toccante e molto travolgente. Il primo giorno, Swami Anandananda ha detto che Rikhia è venuta qui, e che Paramahamsaji è venuto qui; penso che aveva ragione. Questo è stato il sentimento per tutta la durata del seminario. Perché l’unità, l’amore, la devozione, le sensazioni di cui tutti abbiamo goduto qui, sono state la grazia di Paramahamsaji. Ed ora andate a casa con le sue benedizioni e, l’unico modo per esprimere la vostra gratitudine e poterlo ripagare, è quello di praticare lo yoga.
Quindi vi saluto, Namo Narayana.

Trasformare la mente

Nei due giorni passati abbiamo parlato e cercato di capire com’è possibile espandere l’area della consapevolezza e come migliorare la qualità della nostra esperienza. Per raggiungere questo, uno degli ingredienti più importanti è la mente e abbiamo discusso anche su come questa sia onnipotente. Nelle scritture, la mente è conosciuta come Kalpa Vriksha.
Kalpa Vriksha significa "albero che esaudisce i desideri". Le scritture dicono che siete seduti sotto l’albero che esaudisce i desideri. Da questo possiamo capire che il tantra non è una religione, è una scienza della mente. Come poter fare esperienza della mente nella sua totalità? Al momento ne state facendo esperienza di una piccola frazione e quest’albero che esaudisce i desideri, sotto il quale siete seduti, lo state utilizzando per cose insignificanti. E’ buono comprendere l’importanza della mente, così da poter utilizzarne tutti i benefici. In inglese vi è un detto: “Come tu pensi, così tu divieni”. Qualunque cosa voi pensiate, quello è ciò che vi accadrà, questo intende il detto. E cosa pensiamo tutto il giorno? Solo pensieri negativi. Se vostro figlio va a scuola e tarda a rientrare, la prima cosa che pensate è: “Oh, spero che non abbia avuto un incidente”. Se sentite parlare di una malattia mortale o vedete qualcuno malaticcio, subito pensate: “Oh spero di non avere contratto quella malattia”. Tutte le cose che possedete, i vostri averi, non li potete godere perché trascorrete metà del tempo nella paura di perderli. Questo è ciò che succede, perché questo è quello che pensate. Per questo ho insistito, anche nei giorni passati, nel dirvi di cambiare la qualità dei vostri pensieri. E’ quello che dovete fare per avere delle esperienze migliori nella vita. Questo è molto difficile.F155
La mente si esprime attraverso i pensieri, le emozioni, i sentimenti. Ogni pensiero ha una sua frequenza, vibrazione e forma, e voi diffondete questi pensieri nell’ambiente. Non solo le azioni, ma anche i pensieri influenzano il vostro stato mentale. Un pensiero è energia; un’emozione è energia. Utilizzate queste energie in modo tale da non avere un’esperienza di qualità elevata. Il corpo e la mente operano sulla base di una fonte molto importante di energia chiamata prana. Tutto ciò che fate e pensate, utilizza questo prana. Le azioni fisiche, non usano tanto prana quanto le azioni mentali; quando siete preoccupati, agitati, ansiosi, depressi o tristi, usate ancora più prana. Quindi bisogna avvicinarsi alla mente con cautela, perché questa mente potente, non vi ascolterà.
Swami Satyananda spesso diceva che se provate a ordinare alla mente di fare qualcosa, essa si ribellerà esprimendosi in forma di malattia o patologia mentale. Questo è ciò che accade, tutte la soppressioni e le repressioni alle quali siamo sottoposti causano una divisione nella personalità perché se siamo arrabbiati non lo possiamo esprimere, se ci sentiamo in colpa non lo possiamo esprimere, queste sono energie mentali e noi le reprimiamo. Cos’è la schizofrenia? E’ una divisione nella personalità, dove ci sono due pensieri forti che si oppongono. La religione vi dice di fare una cosa e la società vi dice la cosa opposta; questo vi lascia intrappolati nel mezzo, in uno stato di conflitto, e questo causa una divisione. E quest’apertura in voi, diviene sempre più profonda e larga.
Ma il tantra dice che non c’è bisogno di soppressione, non c’è bisogno di repressione, la risposta a questo problema sta nella trasformazione dell’energia mentale. Dopo tutto, l’energia fluisce continuamente; come può fluire nei canali negativi, può fluire in quelli positivi, bisogna canalizzarla in una direzione positiva. Dunque, la risposta è nella canalizzazione, nella sublimazione; questo è quello che avete fatto negli ultimi due giorni, avete canalizzato le vostre energie mentali in modo positivo, avete sublimato quell’energia in un modo positivo e costruttivo. Ora, mentre siete seduti qui, se la vostra mente vi dice: “Dai, andiamo in discoteca, ne ho avuto abbastanza di questo yoga”, allora voi direte alla vostra mente: “Va bene, ma non andrò oggi, andrò lunedì”; questo è il modo in cui Swami Satyananda ha detto di gestire la mente. Si chiama diventare amici della mente. Non vi opponete, non la reprimete ma fate amicizia con questa grande forza che è la mente. Supponiate di conoscere una persona molto potente, vi opporreste a questa persona? No, perché questa vi risponderebbe: “Stai zitto e siediti”. Dovete fare amicizia con le persone potenti, altrimenti potrebbero distruggervi. Allo stesso modo dovete fare amicizia con la vostra mente.
Una volta, alla corte di un re, arrivò un uomo che vendeva cavalli selvaggi e nessuno riusciva a montarli. Erano cavalli bellissimi e molto forti, però nessuno riusciva a cavalcarli. Dunque il re disse: “A chiunque riuscirà a domare questo cavallo, darò tante ricchezze”, ed una persona si alzò e disse: “Lo farò io, datemi il cavallo ed un anno di tempo”. L’uomo tornò alla corte dopo un anno cavalcando il cavallo. Il re gli domandò come avesse fatto e l’uomo rispose: “E’ stato facile, ho portato il cavallo in un posto isolato e per i primi sei mesi, quando il cavallo dormiva, io dormivo; quando il cavallo mangiava, io mangiavo; quando pascolava, facevo qualcosa lì vicino. Qualsiasi cosa facesse, lo seguivo, non ho mai cercato di oppormi o di sovrastarlo. E un giorno, per caso, mi capitò di toccarlo, e lui me lo permise; poi l’ho portato al mare e gli ho fatto il bagno; e poi mi permise di montarlo, perché eravamo diventati amici. Da quel giorno, mi permise di montarlo e cavalcarlo tutti i giorni”. Quell’animale selvaggio non si oppose all’uomo, perché era diventato suo amico. La vostra mente è come un animale selvaggio.
La mente umana inizia nel punto dove termina l’incarnazione animale. Esistiamo tutti al livello istintivo. Quali sono gli istinti? Maithuna, la riproduzione; bhaya, la paura; ahara, il cibo; nidra, il sonno. Questi quattro istinti governano la nostra vita, e tutto ciò che facciamo nella nostra vita è soddisfare questi quattro istinti. Ma la mente umana è destinata a qualcosa di più, è destinata a fare esperienza della sua grandiosità. Per fare esperienza della grandiosità e dell’enormità della mente, questo libro, Vijnana Bhairava Tantra, espone centododici pratiche di dharana.
F135Se avete già praticato yoga, saprete cosa significa dharana, è uno dei rami più importanti dello yoga, quello che vi porta all’interno del vostro essere. Vi sono yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana. Yama, niyama, asana e pranayama costituiscono lo yoga essoterico ed eseguono un ruolo molto importante perché vi preparano per il viaggio interiore. Yama e niyama armonizzano il proprio ruolo nella società e l’interazione con se stessi; perché se non c’è armonia con l’ambiente circostante e con se stessi, come si può pensare di concentrarsi? Ogni volta che proverete a concentrarvi, sarete disturbati dall’ambiente attorno a voi e da voi stessi. Asana e pranayama regolano il flusso pranico nel corpo. Vi sono due importanti flussi di energia, come sapete, quello mentale e quello fisico, e devono essere armonizzati. Devono essere bilanciati, e le nadi devono essere purificate in modo da poter permettere a quell’energia di raggiungere ogni parte del corpo, dalle dita dei piedi alla sommità del capo. Asana e pranayama servono anche per aumentare il livello di prana perché, per le pratiche di dharana, occorre un livello alto di prana. Per mantenere un flusso stabile di consapevolezza, il prana deve essere molto alto, altrimenti la mente viene disturbata.
Quindi, yama, niyama, asana e pranayama vi conducono allo yoga esoterico, lo yoga interiore, lo yoga della vita interiore. Se praticate yama e niyama anche solo un minimo, oggi giorno sarebbe quasi impossibile praticarli nella loro interità, ma anche solo un poco, sarebbe un passo nella giusta direzione. Anche se ne scegliete uno, per esempio santosha, vi sentirete sempre soddisfatti e contenti: “Io sarò soddisfatto e contento in qualunque situazione e in qualunque circostanza” e questo vi aiuterà tantissimo in dharana. Supponiate di scegliere aparigraha, che significa non accumulare troppe cose. L’altro giorno, in Spagna, ho aperto l’armadio di una persona e c’erano cento paia di scarpe. Ne avete bisogno? Non ne avete bisogno. Quindi aparigraha è dove si tiene ciò che serve, non ciò che si vuole, questo vi aiuterà in dharana. Se ho cento paia di scarpe devo pensare a dove metterle, a come mantenerle pulite, in ordine; la mia mente sarà distratta e occupata da questo pensiero. Queste sono piccole cose, ma vanno lontano e dimostrano come lo yoga abbia una visione completa della vita. Non è sufficiente starsene seduti per dieci minuti e chiudere gli occhi, per cercare di vedere qualcosa dentro, l’intera vita deve essere trasformata.
Nello yoga e nel tantra tutto è importante, dalla punta del naso al sistema digestivo, a quello respiratorio, ogni cosa è importante. L’intera vita deve essere trasformata; come vi lavate, come dormite, quello che mangiate, cosa indossate, cosa pensate. Tutto deve essere sottoposto ad una trasformazione, non è sufficiente starsene seduti dieci minuti e fare asana e pranayama. Avete sentito parlare dell’alchimia, vero? Cos’è l’alchimia? L’alchimia è prendere una sostanza, sottoporla ad un processo ed il risultato è completamente differente dalla sostanza originale, quella è alchimia. E quella nuova sostanza è più raffinata e pura. Il tantra è un processo alchemico, l’alchimia del corpo e della mente. Voi siete gli alchimisti e state facendo un esperimento su voi stessi. Il successo dipende da quanto siete esperti. Quindi, in questo tutto è importante.
Ho parlato di quattro cose, la quinta è pratyahara. Quando includete qualche yama e niyama, e praticate asana e pranayama per un lungo periodo di tempo, allora scoprierete che la vostra mente si interiorizza più facilmente, quasi spontaneamente. Comincia ad avvenire in modo naturale; in questo senso, anche asana e pranayama possono condurvi allo stato di pratyahara e dharana. Se siete in un punto dell’evoluzione dove siete pronti, dove la vostra vita è pura, i vostri pensieri sono puri, anche solo un’asana può condurvi allo stato di pratyahara e dharana, senza bisogno di meditare. Sono sicura che molti di voi hanno fatto questa esperienza. E quel pratyahara è il ritiro dei sensi. La vostra mente è sempre estroversa, i sensi sono una continua distrazione ma quando si ritirano, quello è pratyahara. Anche pranayama è una tecnica molto efficace per condurre allo stato di pratyahara. Anche la pratica di trataka. Attraverso pranayama si può sviluppare pratyahara quasi immediatamente ma quel pratyahara ha vita breve; avviene, dura poco e poi si ritorna estroversi. E questa è la mente oscillante di cui parlavo questa mattina, si trova un equilibrio, e poi ci si distrae. Quindi, innanzitutto, dovete trovare il metodo per pratyhara; sono molti i metodi, alcuni li ho appena nominati, anche il kirtan conduce allo stato di pratyahara. E dipende anche dal tipo di temperamento che avete e in base a questo, si sceglie la pratica. Se avete un temperamento dinamico, usate il karma yoga; se avete un temperamento emotivo, usate il bhakti yoga; se avete un temperamento razionale, usate jnana yoga; se avete un temperamento psichico, usate il raja yoga. Ma la maggioranza di noi è una miscela, non siamo solo dinamici o psichici o emozionali, siamo una miscela di tutto, per questo dobbiamo integrare varie componenti yogiche per indurre lo stato di pratyahara in maniera naturale. E ricordate, qualsiasi yoga pratichiate è con questa finalità, fare esperienza di pratyahara. Pratyahara è il ponte fra l’esperienza esteriore e quella interiore.
Quando si riesce a mantenere lo stato di pratyahara per un periodo esteso, lo stato di dharana avviene da solo, sponteneamente. Che cosa significa dharana? Dharana significa tenere qualcosa. In questo caso, tenere qualcosa nello spazio della mente. Trattenere qualcosa nella mente quando questa è introversa, si chiama dharana. Dharana è lo stadio preliminare di dhyana, la meditazione. Ci sono molte tecniche di dharana, ma non ci sono tecniche di dhyana. Fino a dharana, ci sono delle tecniche e, se seguite queste tecniche, dhyana emerge spontaneamente. Questo libro, che è l’argomento di questo seminario, espone centododici tecniche di dharana con lo scopo di conseguire l’espansione della mente e fare esperienza della consapevolezza trascendentale. Queste tecniche di dharana coprono un vasto campo di esperienze.
Il motivo per il quale questo libro è così importante è che questo vasto campo di esperienze è basato sulle nostre esperienze quotidiane. Utilizza un’azione compiuta ventiquattro ore al giorno, dal momento della nascita a quello della morte, non stop, costantemente e questa è respirare. C’è un momento quando non state respirando? La cosa più vicina a voi è il vostro respiro. Se si ferma in questo momento, siete finiti. Ma non siete consapevoli che state respirando, respirate, ma non ne siete consapevoli. La differenza in dharana è che state respirando, sapete che state respirando e siete consapevoli del respiro. Inspirate, espirate, siete consapevoli. Siete consapevoli della dimensione del respiro, la lunghezza del respiro, siete consapevoli della temperatura del respiro, siete consapevoli di tutto ciò che è in relazione al respiro; questo è dharana sul respiro. Questo dharana prescrive la durata del respiro che è ideale per dharana. E parla anche di quel preciso momento in cui l’inspirazione diventa espirazione e l’espirazione diventa inspirazione; avete mai pensato a quell’istante? Quando inspirate, c’è un breve istante quando l’inspirazione sta per trasformarsi in espirazione, ed il seme o l’inizio dell’espirazione è in quel punto. E se potete connettere la consapevolezza in quel punto, con quell’istante, si può trascendere. Quanti di questi momenti sono passati nella nostra vita e non ce ne siamo accorti? Dunque, questo è dharana su una funzione ordinaria, la respirazione. Lo fate tutti i giorni, lo potete utilizzare per trascendere questa consapevolezza. F94
Poi, c’è dharana sul suono, mantra; e ne sapete qualcosa del dharana sulla frequenza sonora. Dharana su un simbolo; di cui la maggior parte di noi ha bisogno. Perché, per canalizzare le energie della mente, avete bisogno di un punto di concentrazione. E questo è il proposito del simbolo. Per questo con il mantra ricevete un simbolo. Se non lo avete, allora le energie verranno dissipate. La vostra consapevolezza esterna è focalizzata sul vostro lavoro, sulla famiglia, sulle vostre cose, ci sono molte cose sulle quali focalizzate la mente. Allo stesso modo, all’inizio, quando la mente è interiorizzata, avete bisogno di un punto sul quale focalizzarla. Quindi c’è dharana sul mantra, sul simbolo, la forma. E per quelli che hanno bisogno di un simbolo, possono usare quello. La maggior parte di noi rientra in quella categoria. Ma ci sono persone che possono praticare dharana su un’idea. Abbiamo un’idea, come quella di appartenere ad una nazione; abbiamo un’idea sulla religione, su Dio; abbiamo anche idee astratte, tipo sull’energia, sulla coscienza, sulle realtà superiori; abbiamo idea sulla musica o sull’arte. Deve essere un’idea che può totalmente immergere la vostra mente, che annulla tutti gli altri pensieri. Un pittore appassionato alla pittura, nel momento in cui siede davanti a una tela, si dimentica persino di mangiare. Uno scienziato che ha un problema da risolvere in mente, può passare giorni seduto su una sedia a pensare e si dimentica di tutto il resto. Un problema di matematica, può assorbirlo al punto che si dimentica di mangiare, dormire, bere, vedere gli amici, socializzare. Quelle sono persone che possono praticare dharana su un’idea. Se hanno quell’attenzione filosofica. Quella si chiama attenzione filosofica. Archimede era nella vasca da bagno, ed il livello dell’acqua aumentava, lì scoprì il fenomeno del galleggiamento. Voi fate il bagno tutti i giorni, ma non vi vengono queste idee. Newton vide una mela cadere ed elaborò la legge della gravità. Voi potete vedere le mele cadere tutti i giorni, ma non avete queste idee. Poi, ci sono persone che possono praticare dharana sul vuoto, lo spazio. Perché dharana esige che si diventi privi di pensieri. Questo è il concetto di dharana, che tutti i pensieri che emergono, che vengono fuori dalla mente, tutti quei pensieri devono essere fermati. Pertanto, quando praticate dharana e vi focallizzate sul vuoto, la mente non ha nessun supporto, ed entra in quello stato di vuoto. I pensieri, le emozioni, sono un supporto per la mente; e quando distogliete la mente dal supporto e rimane senza sostegno, allora, guarda dentro lo spazio. E in quel momento si può fare quell’esperienza. Poi, vi sono dharana sulle emozioni; si può fare dharana su qualsiasi emozione umana ed oltrepassare quella dimensione di esperienza, rabbia, amore, passione, odio, sono delle emozioni così forti che catturano completamente la vostra mente. Se amate molto qualcuno, questa persona sarà sempre nella vostra mente, quando mangiate, quando dormite, al risveglio, il pensiero di quella persona è sempre nella mente. Tutti abbiamo fatto questa esperienza. E se odiate qualcuno, passate tutto il tempo a pensare a quella persona, a come fargliela pagare. Quando vi arrabbiate, quella è un’energia molto intensa, un’emozione molto intensa e se quell’energia, generata in quel momento può essere utilizzata per dharana, potete entrare in un’altra zona. Ma quante volte ci siamo arrabbiati e abbiamo sprecato quell’energia? Quante volte avete amato e odiato perdendo quei momenti? Se conoscete il trucco, allora potete utilizzare quel momento di intensa energia per entrare in un altro livello mentale; uscire da questa dimensione ed entrare in un’altra. Perché l’energia è sempre la stessa, che sia positiva o negativa, è la stessa energia.
Pertanto, Vijana Bhairava Tantra dice di usare quell’energia intensa, che generate su cose futili, usatela non sprecatela. Il tantra non dice "non odiate" ma, usate quell’energia per trascendere la mente. A cosa serve dire "non odiate", quando siete pieni di tamas, avrete emozioni negative. Le religioni non sono realistiche, ci chiedono di smettere di odiare e di essere buoni; come si può essere sempre buoni, la natura ci ha dato delle qualità tamasiche. E le qualità tamasiche sono più forti di quelle rajasiche o sattwiche. La natura non fa niente senza scopo, c’è uno scopo in quella rabbia. Ci si può elevare da essa. Non dovete smettere di odiare, dovete trasformare quel momento in un’esperienza superiore. E questo, si chiama dharana. Dharana significa, tenere qualcosa per diventarne consapevoli.
Ora questa pratica di dharana, deve essere utilizzata per trasformare la mente. Non solo per fare soldi, diventare ricchi o per diventare famosi, no, oltre a questo, dovete utilizzare le pratiche di dharana, di consapevolezza, per trasformare la qualità della vostra mente. Quando siamo arrabbiati, non siamo consapevoli di essere arrabbiati. Se vi chiedo perché vi siete arrabbiati, subito mi risponderete che non siete arrabbiati. Questa è la reazione di tutti. Non abbiamo consapevolezza della nostra rabbia, non abbiamo consapevolezza del nostro odio, non abbiamo consapevolezza del nostro senso di colpa, non siamo neanche consapevoli di avere queste emozioni. Se al culmine della passione, dell’odio, della rabbia, siete consapevoli dell’esperienza che state facendo, potete utilizzare quell’energia e dirigerla in centri più elevati. Il risultato di quello, è lo stato di meditazione, dhyana. Quello stato di dharana vi porterà ad essere tutt’uno con l’esperienza.
Dharana è una pratica che ristruttura il cervello. Fino a poco tempo fa, i neuroscienziati pensavano, credevano che il cervello fosse come un computer gigante. Si forma con l’adolescenza e rimane con voi tutta la vita, non potete cambiarlo. Ma oggi, stanno scoprendo che il cevello può essere cambiato, con un certo tipo di pensiero. E questo vuol dire che se una persona è ritardata, ha la possibilità di ristrutturare il proprio cervello attraverso le pratiche di yoga. Un bambino stupido, che non ha molta intelligenza, non deve rimanere così tutta la vita, può ristrutturare il proprio cervello, può sviluppare l’intelligenza, può divenire perspicace. Con le pratiche di dharana, di focalizzazione, la percezione e la cognizione migliorano e si sviluppano enormemente; anche la parte emotiva, le emozioni primitive, vengono integrate con la percezione e la cognizione. Al momento le nostre emozioni e l’intelletto, non sono integrati. Sembrano due settori distinti della nostra vita; quando usiamo l’intelletto, sopprimiamo le emozioni e, quando usiamo le emozioni, sopprimiamo l’intelletto. Ora stanno scoprendo che la continua pratica permette al sistema limbico, dove risiedono le emozioni primitive, di integrarsi con quello razionale. Non so se realizzate quanto questo sia importante nella vostra vita. Facciamo di tutto per sviluppare l’intelletto, perché ne abbiamo bisogno per sopravvivere in questo mondo; ma non facciamo niente per lo sviluppo delle nostre emozioni. E queste emozioni rimangono nascoste da qualche parte, ed ogni tanto vengono in superficie e sovrastano il nostro intelletto e la nostra intelligenza. Anche una persona molto intelligente, se ha una crisi emozionale, è finita; e questo succede. Le emozioni possono portare al suicidio; possono condurre alla depressione; portano persone a commettere omicidi. Una persona molto razionale ed intelligente, si può comportare in modo irrazionale se dominato dalle emozioni. Quindi è pericoloso ignorare le emozioni e lasciare che rimangano nascoste da qualche parte nel nostro cervello.
Anche se non siete interessati ad elevarvi ed avere esperienze di qualità superiori, dovete vivere una vita integrata. Ed anche per questo, sono molto importanti le pratiche di dharana. Lo yoga ed il tantra dicono che le pratiche di dharana possono anche alterare la struttura del DNA. Quello che gli scienziati fanno oggi nei laboratori, gli yogi ed i tantrici, l’hanno fatto tanto tempo fa, attraverso l’analisi della mente, attraverso le pratiche che hanno elaborato. Ci sono numerosi esempi di santi e siddha, di com’erano prima che cominciassero le pratiche, e di come divenirono dopo esguito le pratiche. Uno dei più grandi rishi in India, Valmyki, era un criminale; ma con le pratiche di dharana, di pratyahara, di yoga, ha illuminato il suo essere, ed oggi è riverito. Poco tempo fa, quand’ero in Francia, ho incontrato una persona che era stata in prigione per un crimine comune. E quest’uomo aveva una forte volontà. Provò a scappare due o tre volte dalla prigione, la sua fidanzata arrivò con un elicottero, lui ci salì e scappò. Ma fu trovato e riportato indietro. E poi cambiò la fidanzata, perché non aveva risolto il suo problema! La seconda fu più fortunata, e lui riuscì a scappare. Dopo qualche tempo fu trovato nuovamente, e fu messo in una cella. E’ una storia vera, ho appena incontrato quest’uomo in Francia che teneva un seminario e raccontava della sua trasformazione. Dunque, fu portato in una cella d’isolamento. Si sedette sul pavimento e fece un punto sul muro, e cominciò a praticare dharana su quel punto. E disse che un giorno, mentre fissava il punto, entrò in una dimensione completamente differente. Oggi è una celebrità, tutti lo intervistano, tutti gli chiedono l’autografo.
F105Quindi, questo libro, Vijnana Bhairava Tantra, è molto importante, espone dharana di tutti i tipi, dovete leggerlo, ora è anche tradotto in italiano, un grande conseguimento. Intanto leggetelo e poi, in futuro, Swami Anandananda terrà altri seminari come questo; perché queste pratiche devono essere fatte con una guida. I libri e questi satsang, vi danno una direzione, un’ispirazione ed una prospettiva differente. Ma per scegliere una pratica per voi stessi, avete bisogno di qualcuno che vi guidi. Questo serve in qualunque campo, e anche per questo. Non cominciate a praticare appena aperto il libro, può essere pericoloso. Potreste bruciare qualche fusibile. Sapete, il cervello passa costantemente segnali ai vari punti neurali nelle differenti aree del cervello, e con le pratiche di dharana, questi segnali aumentano e nuovi canali si aprono. Per questo, insieme alla pratica, è importante la preparazione e la propria guida.

Namo Narayana

Cambiare la qualità della mente

Swami Anandananda: Namo Narayana.
Pubblico: Namo Narayana.
Swami Satyasangananda: Come state oggi?
Pubblico: Bene.
Swami Satyasangananda: Bene o molto bene?
Pubblico: Molto bene.
Swami Satyasangananda: Molto bene o molto, molto, molto bene?
Pubblico: Molto, molto, molto bene!
Swami Satyasangananda: Fatemelo sentire!
Pubblico: MOLTO, MOLTO, MOLTO BENE!!
Pubblico: E tu?
Swami Satyasangananda: Io sto sempre bene.

Vedete l’importanza di cominciare la giornata molto bene! Quindi, questa mattina, siete stati introdotti ad uno dei dharana di Vijnana Bhairava Tantra; dopo di questo avete fatto dei kirtan, e kirtan è un modo molto semplice per trascendere la mente. Swami Satyananda lo ha chiamato lo yoga del futuro. Perché quando cantate dei kirtan, non cantate solo il nome di Dio ma create delle vibrazioni; e se immaginate seicento persone che creano una vibrazione, quanto forte sarà quella vibrazione? E quando seicento persone chiamano Shiva, allora Shiva deve venire, perché lo state chiamando con emozione, un livello molto elevato di emozione, con emozioni pure, con devozione. E anche se state piangendo, non sono lacrime di dolore, sono lacrime di gioia. Un’altra cosa importante è che quando cantate i kirtan vi dimenticate chi siete. Vi dimenticate di essere un professore, un ingegnere, uno scienziato, vi dimenticate di essere una persona importante. Anche gli acharya dimenticano se stessi! Questo è molto importante, dovreste dimenticare voi stessi qualche volta durante la giornata. E’ un modo molto efficace per gestire la mente, per eliminare le tensioni.
E dopo questo, ci siamo ricordati dei nostri guru, Swami Satyananda, Swami Shivananda, aprendo loro le nostre menti ed i nostri cuori e invitandoli dentro il nostro spazio per ricevere le loro benedizioni. Sono persone come loro che hanno portato queste pratiche nelle nostre vite, se non fosse per loro non ne sapremmo nulla. Le pratiche del tantra, le pratiche di yoga, sono molto profonde. Sono molto importanti e preziose per noi. E sono stati loro a portare alla luce queste pratiche; sono stati loro a renderle accessibili a noi. E quindi, quando praticate yoga dovete seguire questa sequenza e ricordare le persone che hanno reso questa conoscenza disponibile a voi; questi vi darà dei risultati migliori. Essi hanno mostrato la via per avere una mente sana ed un corpo sano e questo è il più grande patrimonio. DSC01167Copia
Ditemi, se doveste scegliere tra tutte le ricchezze del mondo, tutti i comfort, tutti i benesseri ed una mente pacifica e contenta, cosa scegliereste? Non potete avere tutte e due, vi ho detto che dovete scegliere! Se avete scelto le ricchezze del mondo, allora siete nel posto sbagliato. Ma se siete saggi, allora scegliereste una mente tranquilla e pacifica; perché una mente pacifica e tranquilla può ottenere qualsiasi cosa al mondo, anche tutte le ricchezze. Ma se avete tutte le ricchezze ed una mente agitata, allora non vi potete godere quelle ricchezze, dunque a cosa vi servirebbero? Quindi, la pace mentale è più desiderabile, perchè la mente è una grande forza.
Dentro di voi c’è questa grande potenza, questa grande forza, la mente, e non lo sapete. Pensate che la mente vi serva per avere un po’ di felicità e tanto dolore, ed è così che state abusando di questa forza. State sprecando questo grande potere, questa grande energia, su piccole cose, in banalità. La mente ha un grande potere. In un secondo con la mente potete raggiungere l’America; il corpo non può raggiungerla ma, la mente sì, penso all’America e sono là. A qualunque cosa pensiate, qualsiasi cosa la mente tocchi, siete lì. Dimenticate l’America, potete raggiungere le dimensioni più elevate dell’esistenza, i loka, solamente connettendo la mente a questi, ananda loka, satya loka, tapo loka; potete raggiungerli attraverso il potere della mente. Questa è la mente di cui sto parlando.
Il tantra e lo yoga affermano, anche gli scienziati lo dicono, che state utilizzando solo una frazione della vostra mente, un decimo della mente. Immaginate che solo con un decimo della vostra mente avete realizzato così tante e grandi cose. Immaginate quello che potreste realizzare scoprendo e risvegliando le altre aree della mente. Per questo dico che la mente è questo grande potere ma noi non ne siamo consapevoli. In psichiatria, in psicologia ci parlano della mente, e tutti gli sforzi cercano di portare l’individuo alla normalità; a curare la schizofrenia, a curare le neurosi, a curare le psicosi. Ma il tantra e lo yoga non mirano ad una mente normale, mirano ad una mente elevata, superiore. Non solo normale, sovra-normale. Quando ho accesso ad uno stato di mente più elevato, la normalità viene da sola. E questo è lo scopo del tantra. E per questo, serve conoscere un poco la propria mente.
In effetti, non sapete nulla della vostra mente. Siete schiavi della vostra mente. Qualsiasi cosa la mente vi dica, la accettate come finale. Se la mente vi dice di essere arrabbiati, siete arrabbiati; se vi dice di essere tristi, siete tristi; se vi dice di essere depressi, siete depressi. Tutta la vita, siete controllati da una mente che è molto limitata, molto grossolana e guidata dai sensi. E per questo la qualità delle vostre esperienze è sempre molto limitata. Dovete capire i livelli della vostra mente, ed elevarvi oltre questi livelli inferiori, ed è possibile. Lo potete fare senza sforzo alcuno. Proprio come senza sforzo alcuno avete trasceso la vostra mente durante i kirtan, senza sforzo potete trascendere i livelli inferiori della mente. E’ avvenuto naturalmente con i kirtan, non avete provato a farlo, è accaduto. Questo è lo scopo dello yoga, riportarvi allo stato naturale della vostra mente. Quello è lo stato naturale della vostra mente. Non dovete importare un’altra mente da fuori, questa mente che avete, attraverso la quale vi preoccupate e pensate, la stessa mente deve essere riportata al suo stato naturale di purezza. DSC09522Lo yoga si aspetta da noi, che la nostra prospettiva della vita sia naturale. Se non è così, allora non è yoga. La vostra prospettiva della vita vi è stata imposta. L’avete aquisita, secondo il vostro stile di vita, la vostra società, le vostre credenze. La vostra casta, credo, nazionalità, genere, tutto si impone su di voi e su come vedete la vita. Ma lo yoga è molto più di questo; dopotutto, solo mezz’ora fa, quando cantavate i kirtan, vi sentivate felici e contenti. Quello è uno stato mentale; la stessa mente che si preoccupa, che diventa depressa, che diventa triste, che diventa ansiosa, agitata, stava facendo esperienza di felicità e contentezza: santosha. Senza fatica, stavate facendo esperienza di un nyama molto importante. Santosha è uno dei nyama che lo yoga consiglia per indurre la pace mentale. Il punto che sto evidenziando, è che non serve fare degli sforzi enormi, ma dovete trovare le pratiche che vi conducono allo stato di pace e tranquillità mentale in modo naturale e spontaneo. Non dovete ripetervi: “Devo raggiungere santosha” o “Devo avere santosha” o “Non devo essere ansioso”, piuttosto dovete praticare ed esporvi alle pratiche che automaticamente vi conducono a quello stato. Perché la mente non è materia statica ma dinamica in continua evoluzione, cambia sempre.
La mente non è una sostanza omogenea, è costituita da diversi elementi e questi sono soggetti a cambiamenti. Il vostro stato mentale cambia continuamente. Questi stati mentali sono definiti molto chiaramente nel tantra e sono cinque. Dicono che vi siano cinque stati mentali, e questa è una classificazione molto vasta. C’è la mente che è ottusa, molto ottusa. C’è la mente che è dissipata, che non ha l’energia o la forza di volontà per seguire un pensiero. Poi vi è la mente oscillante; pensa una cosa molto chiaramente, poi si sposta ad un altro pensiero con la stessa chiarezza e poi, nuovamente, torna al pensiero originale, oscilla come un pendolo, e questo è lo stato in cui si trova la maggior parte di noi. C’è la mente che è unidirezionale, focalizzata; vi sono persone che hanno quel tipo di mente ed hanno conseguito grandi cose, se volete realizzare qualsiasi cosa nella vita, dovete essere in grado di rendere la mente unidirezionale e focalizzata, altrimenti non vi sarà possibile. Anche nei doveri quotidiani, se fate delle commissioni, anche se cucinate o badate ai vostri figli, avete bisogno di focalizzare la mente e prestare attenzione a ciò che fate. Spesso, mettete del pane a tostare e ve lo dimenticate, ed il pane si brucia. State sorridendo tutti, penso che molti di voi l’abbiano fatto! A volte capita di mettere il sale nel tè al posto dello zucchero, perché la mente è da un’altra parte. Questo accade quando la mente non è focalizzata. E poi, c’è la mente che è completamente controllata; ovunque voi la vogliate dirigere, la potete guidare come la vostra auto; se volete dirigere la mente verso la rabbia, lo potete fare; se volete dirigerla verso l’amore, lo potete fare; potete dirigere la vostra mente verso un obiettivo e poi riportarla indietro. E questa è la mente che realizza grandi cose. Una mente unidirezionale è una mente sotto completo controllo. Questi sono i cinque stati mentali che abbiamo ereditato, ciascuno di noi li possiede. Non sto parlando di qualcuno da un altro pianeta, voi avete ereditato questa mente che può essere ottusa, dissipata, oscillante, unidirezionale ed in completo controllo.
Questa mente è un prodotto della natura, non l’avete creata voi, la natura l’ha creata. La vostra mente è un prodotto della natura, non dei vostri genitori. E’ parte di un sistema ancora più grande, non è indipendente. Nel tantra si chiama Antah Karana; karana significa strumento, e antah significa interiore; strumento interiore. Dovete sapere che la mente non funziona indipendentemente. Quando provate a renderla unidirezionale, dovete sapere che è sotto l’influenza di molti fattori. Come fare per renderla unidirezionale? Questa mente funziona assieme ad altre tre importanti componenti; uno è l’intelletto, buddhi; il secondo è l’ego, ahamkara; ed il terzo è la memoria, chitta. Per esempio adesso sto parlando e la vostra mente riceve, il vostro intelletto sta analizzando se quello che dico è giusto o sbagliato, buono o cattivo attingendo dalla memoria: “Questo lo so, lo conosco” oppure “Ricordo questo esempio”. State estraendo memorie dal passato e l’ego si sta identificando con le esperienze personali fatte. Accade tutto istantaneamente e simultaneamente, senza nessuno sforzo. Questo è antah karana, dove queste componenti agiscono assieme, la mente, l’intelletto, l’ego e la memoria. E ieri vi ho detto che per ricevere la conoscenza, che è tutt’attorno a voi, dovete accordare il vostro strumento; è di questo strumento che parlavo, dovete raffinare, sintonizzare l’antah karana sulle frequenze della conoscenza.
E come si fa questo? Dovete sapere un’altra cosa importante, questi quattro strumenti sono soggetti ad un'altra influenza quella della natura primordiale, la natura immanifesta. Vi è la natura manifesta e la natura immanifesta. La natura manifesta siamo io, te, gli alberi, le montagne, l’aria, il sole, la luna, questa è la natura manifesta; la vostra mente, il vostro ego, il vostro intelletto, la vostra memoria, questi sono parte della natura manifesta; ma non è indipendente, è influenzata dalla natura immanifesta. E la natura immanifesta è rappresentata dai guna: tamas, rajas e sattwa. Questi guna, pervadono l’intera creazione. E pervadono anche il vostro antah karana. Lo stato mentale ottuso è lo stato tamasico, dove la mente è statica e non si muove, dove vi è oscurità e non si può capire nulla. Anche lo stato mentale dissipato è tamasico, dove non si può generare la forza di volontà per fare nulla. Nello stato mentale oscillante si è sotto l’influenza di tamas, rajas e sattwa, come in un orologio a pendolo che si muove da una parte all’altra, oscillando da tamas a rajas, e fermandosi al centro nello stato di sattwa. La mente unidirezionale è una combinazione di rajas e sattwa ed in fine la mente controllata è puro sattwa. Dunque, quando parliamo di evoluzione della mente, dobbiamo tenere presente che siamo sotto il controllo e l’influenza di questi elementi. Come negare queste influenze? A volte vi svegliate al mattino e vi sentite molto tamasici, quindi, cosa fare per influenzare quello stato? Oppure ci si deve arrendere e tornare a dormire? A volte vi sentite molto rajasici, e vi sentite aggressivi e volete fare, realizzare, conseguire cose e questo crea molta tensione e stress in voi; come bilanciare questo stato? O lasciate accumulare lo stress? Ovviamente se la vostra mente fosse sotto completo controllo, non avreste bisogno di opporvi a questo stato, anzi, lo dovreste accentuare di più. Se non avete una comprensione della vostra mente da questa prospettiva, non potete domarla.
E poi dovete mettere in relazione questa mente con l’esistenza della supermente dentro di voi, che il tantra ha chiamato Kundalini. Nel corpo umano, avete una mente superiore che il tantra chiama kundalini. Il tantra dice che in questa incarnazione umana ci siamo evoluti al livello della mente. Prima di questa, nell’incarnazione animale, non avevate questo livello mentale. Tra la mente umana e quella animale vi è una chiara distinzione; gli animali non hanno menti individuali, operano sulla base degli istinti. E' con l’incarnazione umana che nasce la mente individuale. Dunque, per un’ulteriore evoluzione, che è il proposito della vostra vita, dovete guardare alla mente, non tanto al corpo; perché il livello di evoluzione a cui stiamo sottostando è al livello mentale, non fisico. Non svilupperete altre mani, piedi o occhi, no, fisicamente rimarrete come siete; l’evoluzione avverrà dal livello istintivo, la mente animale, alla mente umana, alla supermente e anche a livelli superiori. E al momento, lo stato dell’evoluzione umana si trova in muladhara chakra; i chakra al di sotto di muladhara, appartengono all’incarnazione animale.
Vi sono chakra sottostanti a muladhara, e questi chakra non sono mentali, non appartengono al reame della mente. I chakra che vanno da muladhara fino a sahasrara, appartengono al reame della mente. Muladhara è anche la sede della kundalini. Quindi, muladhara è il primo gradino dello stato mentale, dopo quello animale, ed è anche la sede della supermente, kundalini. Anche oltre la supermente vi è uno stato mentale, che è quello della non-mente; dove si è trasceso il livello mentale che è sotto l’influenza dei guna. Vi ho detto che la mente è influenzata dai tre guna, tamas, rajas e sattwa. Ma c’è un livello mentale che non è più sotto l’influenza dei guna, e quello è lo stato di non-mente. Questo è il livello dei santi e degli esseri illuminati; essi operano al livello di non-mente. Non sono condizionati dai guna; i loro pensieri, le loro azioni e le loro parole, non sono influenzati dai guna. C’è armonia totale tra la testa, le mani e il cuore.
DSC00715Noi non operiamo così; c’è sempre disarmonia tra i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni. Pensiamo una cosa, ne diciamo un’altra e ne facciamo un’altra ancora. Molte persone pensano che fumare faccia male; lo pensano e lo dicono, ma fumano comunque. Perché a volte la vostra mente è sattwica, e pensate "non dovrei farlo"; poi siete rajasici e cominciate a pensare "forse posso farlo" o "forse non dovrei farlo"; e quando la mente è tamasica, tirate fuori il pacchetto e fumate. Alcune volte pensate "domani mattina mi alzerò presto e praticherò yoga, poi andrò a farmi una bella passeggiata o a correre, poi andrò in chiesa ad offrire le mie preghiere, e poi andrò al lavoro", però quando vi svegliate la mattina, vi sentite tamasici e dite "al diavolo, me ne torno a dormire"; oppure vi sentite rajasici e litigate con vostro marito o con vostra moglie, vi arrabbiate con i vostri figli e li picchiate, o entrate in auto correndo via, ed avete un incidente. Dopo, quando tornate allo stato sattwico, vivete un conflitto, perché pensate "oh, volevo fare tutte quelle cose e non le ho fatte", e poi provate un senso di colpa, vi create dei complessi, avete delle nevrosi, avete la schizofrenia; avete una mente divisa in due, una parte di voi vuole fare quelle cose, l’altra non ve lo permette. E’ così che viviamo la nostra vita, l’intera vita in questo modo.
Dipende da noi, se desideriamo vivere la vita con una mente normale, o con una supermente, o con una mente umana, o vogliamo vivere la vita con una non-mente. Supponiamo che abbiate una carrozza, potete decidere se mettere un asino a tirarla, un bue, un cavallo, un motore od un motore nucleare, dipende da voi. Allo stesso modo, potete condurre la vostra vita con una mente più elevata, conseguendo grandi cose, dando qualcosa al mondo, restituendo ciò che avete ricevuto dal mondo; potete vivere la vita con una non-mente, per il bene dell’umanità, della creazione, creando armonia, pace ed equilibrio, incrementando il livello di sattwa; o potete vivere la vita con una mente ordinaria, sentendovi felici, infelici, tristi, poi depressi, agitati, preoccupati. La scelta è vostra; non incolpate le circostanze, non incolpate il marito, la moglie, non incolpate il lavoro, non incolpate niente e nessuno. La radice delle esperienze di felicità, infelicità, dolore, piacere è in voi. E questo dipende dalla qualità della vostra mente. Se volete migliorare la qualità delle vostre esperienze, non dovete cambiare nulla; non dovete cambiare famiglia, non dovete cambiare lavoro, non dovete cambiare paese, non dovete cambiare religione, non dovete cambiare nazionalità, non dovete cambiare vestiti, tutto quello che dovete fare è cambiare la qualità della vostra mente. Per questo dovete intraprendere le pratiche di yoga. La prossima volta spiegherò quali siano queste pratiche e come applicarle nella vita. Finchè non cominciate a praticare, quello stato mentale rimarrà molto lontano.
Namo Narayana.

Vijnana Bhairava Tantra - L'Ascesa

Luce sulla pratica della concentrazione

 

Sono molto felice di essere qui in Italia e di essere in mezzo a tutti voi. Prima di venire qua ero in Francia per un seminario. In Francia l’esperienza avuta è stata quella di ajna chakra. Sapete, vi sono dei centri di conoscenza nel corpo e uno di questi è ajna chakra e l’esperienza avuta lì, è stata l’esperienza della conoscenza di ajna chakra. Sto parlando di una conoscenza esperienziale. Vi è una differenza tra conoscenza ed esperienza. Una persona sa una cosa, ma quando fa esperienza di quella cosa allora si chiama conoscenza esperienziale. E lì l’esperienza che ho avuto, e penso che anche altre persone l’abbiano avuta, è stata l’esperienza di ajna chakra. E qui l’esperienza che sto avendo sin da quando sono arrivata è l’esperienza di anahata chakra. Questo non vuol dire che i francesi hanno più conoscenza degli italiani, vi sono differenti centri attraverso i quali si ottiene conoscenza, e ogni individuo assorbe la conoscenza in modo differente, alcuni attraverso la mente, alcuni attraverso i sensi, alcuni attraverso l’intelletto, alcuni attraverso l’intuizione.DSC00659
La conoscenza che avremo qui in questo seminario sarà attraverso il centro di anahata chakra, attraverso il cuore. Questo è un modo molto elevato, superiore, per avere e ottenere conoscenza, perché la conoscenza che si acquisisce con il cuore è una conoscenza attraverso il sentimento, la sensazione. Il cuore è puro, il cuore è sempre puro. Questa è la conoscenza che si acquisisce attraverso la trasmissione. La conoscenza è dappertutto intorno a voi. Anche in questo momento la conoscenza sta fluendo attorno a voi. Così come ci sono le onde radio di bassa, alta e media frequenza, allo stesso modo la conoscenza si muove come onde. Così come vi sono differenti strumenti per captare le onde radio, i transistor e gli amplificatori, allo stesso modo ognuno di voi è uno strumento che cattura, assorbe e riceve la conoscenza e le onde. La quantità di conoscenza che si può acquisire dipende dalla qualità e le condizioni dello strumento e da come è finemente sintonizzato, perché questa conoscenza è di un’alta, altissima frequenza, una frequenza molto raffinata e molto sottile. Per poterla captare anche la vostra frequenza deve essere elevata e bisogna avere uno strumento raffinato. Se il vostro strumento è denso, grossolano, allora non potete acquisirla.
Per tantissimi secoli nella storia l’uomo ha pensato solo di essere mente, corpo e sensi e niente più di questo. Se si crede di essere solo corpo, sensi e mente, questa è l’esperienza che si avrà dal momento della nascita fino all’ultimo compleanno. In questo modo la vita non avrà nessun altro significato se non quello di bere, mangiare, dormire e divertirsi, perché questo è il livello del corpo, della mente e dei sensi. Si fa di tutto per soddisfare i sensi, per soddisfare la mente, per soddisfare il corpo. E adesso, in questo momento, la vostra mente funziona al livello dei sensi. Qualunque cosa i vostri sensi vi dicano, la vostra mente ci crede, quindi la vostra fonte di conoscenza sono i sensi. Se questo è quello che crediamo, allora né lo Yoga né il Tantra hanno alcun posto nella nostra vita. Però se credete che in voi vi sia una forza superiore, vi sia una conoscenza superiore, una fonte superiore, vi siano potenzialità superiori al corpo, alla mente e ai sensi, allora lo Yoga e il Tantra hanno un significato ed hanno un senso.
Quando mi riferisco alla conoscenza che si può acquisire tramite la trasmissione, sto parlando della conoscenza superiore. Non parlo della conoscenza che si riceve nelle scuole o nelle università riguardo la geografia, la storia, la matematica, le scienze, parlo di una conoscenza trascendentale, la conoscenza che ci porta a quella fonte superiore, a quell’energia superiore che è in noi, perché questo libro, Vijnana Bhairava Tantra, che è anche il titolo di questo seminario, parla proprio di quella conoscenza, quella trascendentale. E il centro dove questa conoscenza è ricevuta è anahata chakra.
DSC00728In anahata chakra vi è un bellissimo lago azzurro, pacifico e immobile, e nel lago vi sono anatre e cigni che galleggiano, e seduti sulla sponda del lago vi sono Shiva e Parvati che sono sempre presenti nel lago di anahata, anche adesso sono lì dentro di voi. Dovete crederci. E proprio adesso sono lì seduti sulla riva del lago e stanno parlando l’uno con l’altro, e cosa si dicono? Parlano della conoscenza superiore. Loro non parlano come noi, il loro linguaggio è quello del silenzio, che non si sente attraverso le orecchie ma attraverso il cuore. Questa conoscenza è la conoscenza trascendentale.
Quando la mente diventa silenziosa, anche se per una piccola frazione di secondo, non parlo di minuti o ore, e si è in grado di andare dentro se stessi, allora li potete udire, li potete sentire parlare, e questo è proprio l’obiettivo, il senso di questo libro, di portarvi in contatto con quell’esperienza. È un libro meraviglioso. Non è solo un libro di filosofia, è un’opera d’arte, è poesia, che descrive in maniera meravigliosa come poter fare esperienza di quello stato. Adesso voi pensate che quello stato sia qualcosa di molto lontano, forse qualcuno pensa che sia un’esperienza meravigliosa però vi dite: “Forse non sono pronto, forse non è per me, forse è qualcosa di troppo lontano o irraggiungibile”. Però questo libro dice che non è una conoscenza molto lontana, è una cosa molto vicina a voi, perché Shiva e Parvati sono in voi, nel vostro cuore, in anahata chakra ed è lì che risiedono. Questa è l’essenza del libro: un dialogo fra Shiva, che nel Tantra è simbolo della coscienza suprema, e Parvati, che nel Tantra è simbolo dell’energia suprema. In questo libro è descritto il dialogo fra l’energia suprema e la coscienza suprema, dove l’energia suprema chiede alla coscienza suprema com’è possibile per gli uomini fare la sua esperienza. Che cos’è esattamente questa coscienza suprema? Sono i chakra? È il respiro? È forse la kundalini? In questo modo l’energia suprema fa molte domande alla coscienza suprema per avere tutte queste risposte, perché l’esperienza dei chakra è un’esperienza molto elevata.
Secondo le scritture, il risveglio dei chakra, il risveglio della kundalini sono esperienze molto elevate che portano a trascendere lo stato attuale della mente. Quindi la Shakti suprema chiede a Shiva se è questa la coscienza suprema. Che cos’è la coscienza suprema? È forse nada, il suono trascendentale? È forse bindu? Penso abbiate già sentito questi termini, questi sono differenti centri psichici o esperienze psichiche nel corpo. La risposta di Shiva è: “No, non è niente di tutto ciò, è qualcosa al di là di tutto questo”. Quindi Lei chiede: “Ma se la coscienza suprema è qualcosa che è al di là di nada e bindu, allora come possiamo conoscerla e che cos’è?”. E Shiva risponde: “No, non si può conoscere, se ne può fare solo esperienza”. P
er poterne fare esperienza bisogna fare qualcosa, fare degli sforzi, passare attraverso un procedimento di formazione, di disciplina. Quindi Shiva inizia ad elencare le differenti pratiche attraverso cui si può avere quell’esperienza, e queste sono le centododici tecniche riportate nel libro. Questo è il sunto e la sostanza del libro Vijnana Bhairava Tantra e sono molto contenta che adesso sia anche in italiano e vi consiglio di averlo e di leggerlo. Questo libro è un testo preso dal Rudrayamala Tantra e fa parte di una scrittura ancora più ampia. Rudrayamala indica l’unione della coscienza e dell’enrgia, rudra è la coscienza e yamal è l’energia.
La fonte di queste scritture è lo Shivaismo del Kashmir, conosciuto anche come filosofia Trika. Trika significa tre, e queste sono: la coscienza, l’energia e la materia; lo spirito, l’energia e la materia. Questa filosofia crede vi sia una sola realtà, la coscienza, che si manifesta come energia e poi ulteriormente come materia. Questa è l’evoluzione della coscienza fino alla materia. E man mano che la coscienza e l’energia evolvono nella materia, questa coscienza e questa energia rimangono insite alla materia, e questo è vero per tutta la materia. Quindi è vero anche per il corpo umano, perché il corpo umano è materia. Quindi il Tantra dice che in questo corpo vi sono insite l’energia e la coscienza. Lo scopo del Tantra, indipendentemente da quali pratiche vi insegnino, è di liberare l’energia e di fare esperienza di quella coscienza. Gli scienziati oggi hanno fatto esplodere l’atomo, hanno liberato l’energia nucleare. Uno scienziato quando guarda la materia, vede la materia ma pensa e sa che dentro vi è energia. Però se guardate la materia, se guardate un suono o una pietra, voi non vedete l’energia lì, lo vedete come sabbia per esempio, ma uno scienziato non vede in quel modo, vede l’energia dietro alla materia. Allo stesso modo nella materia vi è energia, forza, una forza superiore in voi che deve essere liberata se volete fare un’esperienza di qualità più elevata.E41
L’esperienza che state vivendo in questo momento, come ho già detto, è un’esperienza che dipende dai sensi, ma il Tantra afferma che vi è un’esperienza oltre a quella dei sensi, un’esperienza che non è in relazione ai sensi. Il termine Tantra conferisce due idee: tan, che significa espansione, e tra, che significa liberazione. Espansione e liberazione dell’energia. Così come quando si scalda l’acqua, si mette l’acqua sul fuoco, esce il vapore e l’acqua si espande e libera nell’aria ossigeno e idrogeno, allo stesso modo l’energia intrappolata nella materia del corpo si può espandere tramite le pratiche ed essere liberata e canalizzata ai centri più elevati. Questo porta ad uno stato differente della mente, uno stato alterato della mente, porta ad un differente tipo di percezione. E la vita che state vivendo è una vostra percezione. Non è il numero di anni che si è vissuto che conta ma il modo in cui si è percepita la vita e la vostra percezione dipende dalla qualità della vostra mente, da come percepite le cose. E quella percezione è soggetta a cambiare, poiché la mente è materia in evoluzione. La percezione che si ha quando si è bambini e quella che sia ha da adulti sono due tipi di percezione completamente differenti. Anche la percezione che avevate dieci minuti fa adesso potrebbe essere diversa e differente. Dovete pensare a voi stessi come un insieme, un accumulo di percezioni, perché quello che potrebbe essere doloroso per voi forse per me non lo è. Se uno soffre per qualche cosa, quella sofferenza genererà dolore e se soffro anche io, il mio dolore potrebbe non esserci; quindi per la stessa esperienza una persona prova dolore e un’altra non prova dolore. Questo dolore quindi è reale o non è reale? Se fosse reale, entrambi dovremmo provare lo stesso dolore. Mahatma Gandhi ha passato quasi tutta la sua vita in carcere, ma non vedeva questo come qualcosa di dannoso. Una persona comune si sentirebbe abbattuta e distrutta da un’esperienza simile.
La percezione può essere cambiata, questo è quello che dice il tantra. Il vostro cordoglio, il vostro dolore, sono la vostra debolezza. Non c’è bisogno di vedere la vita così, potete cambiare la vostra percezione ma per farlo dovete avere una consapevolezza ed una coscienza differenti. Ed è di questo che parla il tantra in tutte le sue pratiche. Questa è la prima caratteristica del tantra che dice che possiamo avere un’esperienza di qualità superiore provando solo a elevare il livello della nostra mente. Non dovete cambiare niente, non dovete cambiare modo di vivere, non dovete cambiare lavoro, non dovete cambiare famiglia, non dovete cambiare vestiti, potete rimanere come siete. Potete avere un’esperienza più elevata cambiando il livello della vostra mente. Nessun’altra filosofia o religione lo ha dichiarato. Tutte le altre filosofie e religioni vi chiedono innanzi tutto di cambiare voi stessi. Vi chiedono di diventere virtuosi, di diventare buoni, di non raccontare bugie, di vivere in un determinato modo, di seguire una determinata dieta, vi chiedono tutte queste cose se volete avere una qualità di mente differente.
Il tantra dice che chiunque voi siate, qualsiasi cosa voi siate, potete elevarvi oltre il presente stato di esperienza. Non dovete cambiare nulla, non dovete diventare buoni, non dovete diventare virtuosi, non dovete diventare dei santi; l’unica cosa che dovete fare è praticare. Dovete solo educare e disciplinare quella cosa che chiamate mente. Innanzi tutto dovete decidere se la mente è un prodotto del corpo, dei sensi o della consapevolezza. O forse è un prodotto di qualcosa di più elevato di questi. Se pensate che la mente sia un prodotto del corpo, allora dovete educare il corpo; ma se credete che la mente sia un prodotto di una forza più elevata che si è evoluta nella mente, allora, educando la mente, potete fare esperienza di quello stato elevato.
Certamente il corpo ha un suo ruolo, non sto dicendo che il corpo non sia importante, il corpo deve cooperare, se il corpo non coopera, non possiamo fare le pratiche per disciplinare la mente. Ciò non significa che il corpo venga per ultimo. Dovete anche regolare il respiro, perché il respiro influenza la mente molto rapidamente. Queste pratiche per regolare il corpo, il respiro, sono molto importanti. Oltre a queste ci sono pratiche che dovete imparare per disciplinare la mente e senza di queste non c’è speranza di andare oltre.
Credo che oggi le persone siano molto interessate e pronte per questo perché hanno capito che per fare una certa esperienza è necessario andare all’interno, andare dentro e capire l’essere interiore, capire e conoscere la personalità interiore, il sè interiore. Questa si chiama conoscenza, è chiamata conoscenza specializzata: vijnana. Vijnana significa conoscenza specializzata; jnana è conoscenza e vijnana significa conoscenza specializzata.
DSC00899Quindi vi ho spiegato cos’è tantra; tantra è espansione e liberazone. Espansione di energia e liberazione di energia. Da questo ne risulta un’esperienza nei centri più elevati che altera il presente livello di esperienza dando una nuova percezione delle cose. Quella percezione si può prendere cura di tutti i vostri problemi fisici, emozionali, mentali, psichici, spirituali, perché quella che avete risvegliato è una mente più elevata. Quell’esperienza che potete sviluppare attraverso queste pratiche vi da conoscenza, una conoscenza specializzata. Perché quando risvegliate questa energia, avete un’esperienza, e questa energia la potete dirigere su qualunque cosa. Se siete musicisti la potete dirigere sulla musica; se siete ballerini, pittori, scultori, qualunque cosa voi siate, quella conoscenza, quella percezione, quella chiarezza, quel genio, quel talento, lo potete canalizzare verso qualsiasi cosa facciate nella vita. La genialità, il talento che abbiamo visto nel mondo e nella storia è il risultato di una mente risvegliata, una mente superiore. Ci sono persone che nascono con questa conoscenza. E’ un talento innato che si può risvegliare in chiunque. Oppure, se avete una visione spirituale, lo potete dirigere su un’esperienza di quella conoscenza specializzata, che è conoscenza spirituale, conoscenza trascendentale. Ed è di quello che parlano Shiva e Shakti. Quella conoscenza è molto raffinata, riguarda la creazione, l’esistenza, il vostro sé e si chiama conoscenza unificata, la conoscenza più elevata.
Sapete cos’è il “campo unificato”? Oggi gli scienziati parlano del campo unificato, dove esiste la possibilità che tutto ciò che vi è nella creazione sia connesso. Gli scienziati oggi dicono che tutto ciò che c’è nella creazione è interconnesso attraverso una rete invisibile di circuiti energetici. Questa è l’esperienza unificata di cui sto parlando, dove si realizza il proprio ruolo nella creazione, si è parte di questa creazione è c’è un ruolo da svolgere. Al momento non ne state facendo esperienza, la vostra è un’esperienza individuale, non un’esperienza unificata, che vi da insicurezza e paura, ma quando fate un’esperienza unificata, fate esperienza della connessione che vi è con tutto; questa è un’esperienza di gioia, amore e beatitudine. C’è una qualità della mente che è sempre inquieta, e c’è una qualità della mente che è sempre pacifica. Anche se insultate quella persona o la maltrattate è sempre pacifica, non perché ritardata o idiota, ma perché illuminata. Cristo disse: “Se qualcuno vi da uno schiaffo porgete l’altra guancia”, però nessuno lo fa. Nessuno lo fa perché abbiamo una mente inquieta, agitata. Anche se si ha tutto quello che si desidera al mondo, non si fa esperienza di pace, felicità. Si possono avere tutti i lussi, i comfort, un buon conto in banca, una bella famiglia, tutto quello che si può volere o desiderare, ma non si è felici o in pace, ed una persona che è in pace con se stessa, felice, potrebbe non possedere nulla. Questo è il livello di esperienza da raggiungere attraverso le pratiche di yoga, altrimenti lo yoga non ha significato. Lo yoga è destinato a condurvi ad uno stato di pace ed equanimità con voi stessi.
Quando dico yoga, intendo anche tantra, yoga e tantra per me sono sinonimi. Il tantra è la filosofia e lo yoga le pratiche, sono come madre e figlio. Intendono portare ogni singolo individuo, conferirgli il potere di fare esperienza di quella pace ed equanimità nel proprio sè, non al di fuori, non nell’oggetto, non nelle persone, non nelle situazioni o eventi ma, dentro sè stessi. Quell’esperienza di pace è la base della conoscenza, della crescita, dello sviluppo. Pace e amore sono la base di tutto. Sono la guerra, l’odio, l’animosità le basi della crescita e dello sviluppo? Dunque, la prima cosa cui lo yoga e il tantra mirano è di stabilire pace. Dentro di voi, in quell’ambiente di pace, amore ed equanimità avviene la crescita ed il risveglio della conoscenza. La conoscenza non viene dai libri, la conoscenza è interiore, dovete solo permetterle di rivelarsi, e per questo avete bisogno di un ambiente pacifico dentro di voi. Si deve rendere la mente silenziosa, perché è questa che impedisce di fare quell’esperienza.
Vi ho spiegato tantra, vi ho spiegato vijnana, la conoscenza specializzata alla quale ho accennato, ed ora bhairava; la terza parola nel titolo del libro. Bhairava, è una parola molto importante. Bhairava è uno stato di consapevolezza, denota un livello di consapevolezza. Questi livelli di consapevolezza sono in relazione a voi. Man mano che la mente si evolve, diventa sempre più raffinata e le vostre percezioni cambiano, fate un’esperienza differente, prende luogo un’espansione, avviene una liberazione. E questi livelli di esperienza sono molti, non uno. Bhairava è uno di questi. Quando questa liberazione ed espansione avvengono, la mente è in grado di percepire le cose senza l’aiuto dei sensi. Potete sentire la musica, ma non c’è musica che suona; si può vedere qualche cosa, ma, in effetti, non c’è niente lì; quella si chiama espansione ed è in relazione alle differenti dimensioni del vostro essere.
Proprio come avete un corpo fisico, avete anche un corpo pranico, un corpo mentale, un corpo intuitivo. Ci sono differenti corpi attorno al vostro corpo fisico. Penso che conosciate i kosha; c’è annamaya kosha, il corpo fisico; pranamaya kosha, il corpo pranico; manomaya kosha, il corpo mentale e vijnanamaya kosha, il corpo intuitivo. E quando diciamo Bhairava, in questo Vijnana Bhairava Tantra, allora stiamo parlando del livello di esperienza in vijnanamaya kosha. Vijnanamaya kosha è lo strato dell’intuizione. C’è l’istinto, c’è l’intelligenza, c’è l’intelletto, e questi tre li conosciamo; ma oltre questi c’è l’intuizione. Anche adesso avete dei lampi d’intuizione, ma c’è un livello di esperienza dove quella diventa una realtà, potete vedere cose, potete sentire cose, potete sapere cose. E quando diciamo la coscienza bhairava, intendiamo quel livello di consapevolezza.
Molto spesso i praticanti di yoga, e questa è una cosa molto comune, chiedono: “Swamiji, mentre ripetevo il mantra ho sentito qualcosa o ho visto qualcosa”, queste sono esperienze abbastanza comuni. E’ un’esperienza durante la quale si ha accesso a qualcosa di cui adesso non siete consapevoli. E’ un’esperienza che va oltre i confini di tempo, spazio e oggetto. Tempo, spazio, oggetto sono barriere, vi limitano, ma quell’esperienza è senza limite, quella è l’esperienza bhairava. DSC00827
Dunque, Vijnana Bhairava Tantra, il libro, espone le pratiche per raggiungere quel livello di esperienza, che può portarvi fino all’esperienza della conoscenza specializzata. Certamente, quella di cui ho parlato è una filosofia molto elevata, e forse vi siete annoiati, ma in quel caso non avreste dovuto scegliere questo argomento! Per capire le pratiche che imparerete da questo seminario, dovete sapere esattamente cosa si prefiggono le pratiche esposte; a che livello e a che estensione queste pratiche possono portarvi. Magari non ci arriverete mai, dipende interamente da voi.
Perché come vedo oggi, le persone praticano yoga per molti motivi e molti di questi non hanno nulla a che vedere con lo scopo dello yoga. La maggioranza pratica yoga come un esercizio fisico, come metodo per rimanere in forma, per essere belli. Molte persone praticano yoga sotto forma di terapia, per combattere i malesseri. Non è questo lo scopo dello yoga, questi sono gli effetti collaterali. Lo scopo dello yoga è di portarvi in contatto con voi stessi. E’ lì che si cela la soluzione a tutti i vostri problemi fisici, mentali, emozionali, psichici, spirituali. Potete sbarazzarvi della depressione in un attimo. Ci si può liberare da dolore, agonia, odio, gelosia. Questa è la vera filosofia, una filosofia astratta e molto elevata, che ho esposto adesso affinchè sappiate cosa imparerete nei prossimi giorni. L’ho detto in poche parole, una piccola parte, per avere un’idea. Ma nei prossimi giorni andremo più in profondità per capire come funziona la mente e quali pratiche utilizzare per disciplinarla. Alcune pratiche verranno insegnate durante questo seminario, riguardanti i modi per poter fare questa esperienza. E sento che è un giorno molto importante per l’Italia, per tutti voi, perché queste conoscenze che state ricevendo sono molto elevate, è un’idea molto elevata, può trasformarvi totalmente, trasformare la vostra vita, può trasformare le vostre esperienze. Questa è la prima volta che ne stiamo parlando, non abbiamo mai avuto un seminario su Vijnana Bhairava Tantra, è la prima volta, ed è in Italia. Sono sicura che ne seguiranno altre perché non si può dire tutto in tre giorni. Imparerete qualcosa adesso, poi tornerete a casa e praticherete, vedrete da voi i benefici, e poi tornerete e imparerete di più.
E come ho detto all’inizio, il mezzo attraverso il quale ricevere questa conoscenza, dovrebbe essere il cuore. Per un po’ di tempo, almeno per i prossimi tre giorni, dimenticatevi la testa! Sapete come la mente è sempre lì che analizza, accetta, rifiuta, no, semplicemente ascoltate e fate le pratiche, ed accettate tutto con il cuore. E la profondità della conoscenza diventerà esperienziale.

Namo Narayana.