Satsang con Paramahamsaji 2

Milano, aprile 1981

D. Qual è il significato di maithuna?
Paramahamsaji: La parola maithuna è un termine sanscrito. Deriva dalla parola mithuna. Il significato letterale del termine mithuna è unione. Non significa unione sessuale. Significa unione. Quando due oggetti si uniscono ciò è detto mithuna. Ma in un modo o nell’altro la parola è giunta a rappresentare l’azione sessuale.

D. Abbiamo così tanti desideri che non sappiamo nemmeno come godere del presente. Pensiamo sempre al futuro.
Paramahamsaji: La mente dimora nei desideri. Rimugina sul passato, è insoddisfatta del presente, ha aspettative per il futuro ed è perciò sempre infelice. Questo è ciò che chiamo incompetenza della mente. Quando sapete che il passato è andato perché ci pensate? Tutti sanno che il passato è passato e tuttavia vivete con esso. Sapete che il presente è nelle vostre mani. Questo è. Ma tuttavia siete insoddisfatti e pieni di lamentele riguardo il presente. Pur sapendo molto bene che è tutto qui,voi anticipate il futuro. Questa è l’incompetenza della mente. Essa non può aiutarsi da sola. Dunque, per superare le sofferenze è necessario che questa particolare qualità o caratteristica della mente venga cambiata.

D. Qual è la differenza tra fantasia della mente ed espansione della mente?
Paramahamsaji: Fantasia ed espansione della mente sono due diverse esperienze. Quando stimolate la mente con un processo di pensiero, allora iniziano le fantasie. La fantasia è un processo di pensiero volontario, mentre l’espansione è un processo degli strati più profondi di coscienza. Quando fate esperienza di espansione, state influenzando gli strati più profondi della mente.

D. La depressione psichica può essere curata soltanto con le asana?
Paramahamsaji: La depressione psichica è un sintomo molto importante della natura melanconica dell’uomo e si verifica attraverso la repressione dell’energia pranica. Se c’è uno squilibrio nei prana allora si verifica la depressione. Le pratiche di asana, pranayama e particolarmente hatha yoga sono molto benefiche.

D. Cosa sono i ventiquattro elementi della mente?
Paramahamsaji: La filosofia Samkhya e la filosofia yoga hanno cercato di enumerare i diversi elementi che compongono la mente o chitta. Esse sapevano molto bene che la mente è il risultato di diverse sostanze come le esperienze del passato, i sensi di azione e i sensi di conoscenza, karma indriya e gyana indriya. Ci sono tre corpi, grossolano, sottile e causale. Ci sono cinque kosha, annamaya kosha, pranamaya kosha, manomaya kosha, vigyanamaya kosha e anandamaya kosha. Ci sono i cinque prana: prana, apana, udana, samana e vyana. Poi la totalità delle esperienze nella vita passata. Poi gli ormoni, o piuttosto gli ormoni grossolani del corpo. Tutto ciò fa parte dei ventiquattro e ventisei elementi della mente.

D. Hai menzionato la vita passata, come se ne fa esperienza?
Paramahamsaji: È un argomento molto controverso che potrebbe offendere la filosofia personale di alcune persone. Non voglio discutere di qualcosa che può contrapporsi alla filosofia personale di qualcuno, ma possiamo discuterne su un piano accademico.
Prima di tutto dovremo capire cos’è il processo di metamorfosi. Credo e vedo che la materia è indistruttibile. Io ho studiato sia fisica che filosofia. Benché, naturalmente, io sappia che in definitiva la materia non esiste, ora parlo dal punto di vista della fisica. La materia non esiste per niente.
La mente stessa non è assoluta. Allora, come potete dire che la materia esiste? Questo è ciò che dice la filosofia, ed anche la fisica quantistica. Ma, per un po’, lasciamo da parte questi concetti. La materia è indistruttibile. Punto uno. Punto due: la materia è convertibile. Punto tre: la materia esiste. Allora cos’è la materia? Se la materia è uno stato, allora qualcosa deve seguirlo e qualcosa deve precederlo.
Quando osservate un oggetto dovete capire che esso era e che sarà. Cosa intendete con materia? State parlando del vostro campo di esperienza in relazione al tempo. Questa materia c’è oggi perché ne ho fatto esperienza. Ma ieri non l’ho vista, allora non esisteva? Domani non la vedrò; allora domani non esisterà? Solo perché non vedo quello che succede dopo la mia morte, o perché non posso vedere quello che c’era prima che nascessi, non significa che ciò non esista.

D. Come si può fare esperienza della vita passata?numana1ritagliato
Paramahamsaji: Un oggetto esiste in relazione al tempo e a chi ne fa esperienza. Se l’esperienza è eterna, allora egli comprenderà l’eternità della coscienza. Questo è il primo argomento che voglio proporre.
Secondo: ogni albero ha un seme, e noi vediamo che rinasce. Il coriandolo è nato dal coriandolo. Non diventa mai un mango. Allo stesso modo dobbiamo comprendere la filosofia del karma. Ogni karma è un’esperienza. Ogni esperienza può essere registrata. Ogni esperienza può essere rievocata. Se un’esperienza può essere rievocata significa che esiste. Se vi incontro nel 1981 e nuovamente nel 1985 posso ricordarmi di voi. Questo significa che quando vi guardo c’è un karma. Questo karma è un’esperienza. Questa esperienza è un archetipo. Questa esperienza è come un seme che io posso rievocare nel futuro.
Se posso richiamare un esperienza tra cinque anni, posso richiamarla anche tra cento anni. La totalità del karma dell’uomo attiene alla metamorfosi o incarnazione. Dunque, questa è la prima cosa che si deve capire in relazione all’evoluzione della mente umana. Non è solo la questione di rinascita, noi cerchiamo di capire l’intera faccenda come un’evoluzione della materia.
L’evoluzione è continua. Ci sono tre strati di evoluzione nella creazione. Il livello più basso è tamasico, quello intermedio è rajasico, e il livello superiore è sattwico. La coscienza attraversa questi tre strati evolutivi vita dopo vita, incarnazione dopo incarnazione, ventre dopo ventre. Lo scopo della creazione, lo scopo della coscienza è evolvere nello stato sattwico.

D. Mi piacerebbe capire fino a che punto è corretto mantenere una posizione di meditazione quando sento effetti negativi sul piano fisico - una specie di pizzicore nelle gambe, dolore nelle gambe, dolore nelle braccia, e così via.
Paramahamsaji: Nello yoga, mantenere la postura è una grande conquista. Non si raggiunge con l’ostinazione: arriva controllando il corpo con le asana. Perché vi viene il pizzicore? A causa di qualche problema che si verifica nel sistema circolatorio. Perché vi dolgono le articolazioni? Perché l’energia non riesce a passare liberamente. Perché vi sentite letargici? Perché l’energia pranica sta lavorando ad un livello inferiore. Perché vi dolgono i glutei e la parte superiore delle cosce? Perché il vostro stomaco è carico. Perché c’è depressione durante la posizione? Perché c’è molto gas nel corpo.
Se riuscite ad eliminare questi difetti, potete mantenere la posizione per un’ora senza sussulti. Questo è precisamente il motivo per cui si devono perfezionare le asana conosciute come pawanmuktasana. Ed esattamente questa è la ragione per cui siddhasana è considerata la migliore, poi padmasana, e poi vajrasana. C’è anche la convinzione che quando c’è un notevole deposito di acido urico nelle ginocchia, nelle cosce e nelle articolazioni, non si riesce a mantenere una posizione, senza problemi.
Vi propongo un esperimento. Annotate ogni giorno nel vostro diario, quando potete stare seduti senza difficoltà. Una settimana riempite bene il vostro stomaco. Un’altra settimana assumete meno sale. Noterete un miglioramento, perché quando c’è meno sale nel corpo, nel sangue, allora il sangue scorre molto liberamente. Il sale crea differenza nel volume e nella densità del sangue. Allo stesso modo, quando digiunate potete mantenere l’asana per un tempo più lungo. Tuttavia queste regole possono essere messe in pratica successivamente. All’inizio la cosa più importante è di non cercate di mantenere una postura rigida. Dovete osservare cosa succede nel vostro corpo. Dovete osservare cosa succede alla vostra mente. Dovete osservare cosa accade intorno a voi. Se volete grattarvi, fatelo. Ma osservate. Se volete modificare la posizione, modificatela, ma osservatela.
Nella meditazione, osservare ogni comportamento del corpo è la prima cosa, ma sicuramente un giorno o l’altro dovreste tendere a sedere in una posizione per un’ora senza alcuna difficoltà. E se potete sedete in una postura per un’ora, senza alcun sussulto o movimento, metà della meditazione è raggiunta. Perciò ciò che dovete fare è praticare pawanmuktasana ogni giorno. Eliminate il sale una volta alla settimana o, ancora meglio, saltate un pasto alla settimana. Noi lo chiamiamo digiuno. Secondo la vostra capacità potete saltare uno o due pasti ogni settimana e otterrete risultati meravigliosi.
Il secondo fattore è il posto dove sedete. Dovete avere una coperta di lana, piegatela in otto., distendete su di essa un telo di cotone e sedetevi. La meno imbottita è meglio per la posizione. Molte persone usano la gommapiuma, è uguale, ma al vostro corpo dà fastidio. La coperta è la cosa migliore; ma non direttamente sulla coperta, su un telo di cotone.
Il terzo fattore è che quando sedete per la meditazione, gli abiti devono essere morbidi così da non ostacolare la libera circolazione del sangue. Non dovreste indossare biancheria stretta, mutande o reggiseno stretti. Il tipo di abbigliamento che avete per lo yoga qui, come la calzamaglia, blocca la circolazione. Vedete questo che indosso, il dhoti, non interferisce con la circolazione, è così libero. Se c’è pressione da qualsiasi parte, la circolazione sarà bloccata .
Poi, quando sedete per la meditazione dovete rivolgervi a nord. Il nord è il centro del polo magnetico. Il cervello, che è un importante centro per la meditazione, ed il centro del polo magnetico sono interconnessi.
Il quinto fattore è fare un bagno prima della meditazione, naturalmente non in inverno, ma nelle altre stagioni.
Il sesto fattore, prima di sedere per la meditazione, praticate bhastrika pranayama – dieci, venti, trenta, quaranta, cento, duecento, trecento, quattrocento, cinquecento volte, a iosa. Sarete in grado di sedere in una postura per un’ora.
Oltre ciò c’è un altro aspetto. Quando sedete per la meditazione state cercando di controllare la mente. Ma che dite del controllo del movimento degli occhi, rapidi movimenti degli occhi? I movimenti degli occhi influenzano la retina. La retina influenza il cervello. Se gli occhi si muovono e vibrano, anche il cervello vibra. Perciò prima di entrare in meditazione dovete innanzitutto stabilizzare lo sguardo.
Ci sono tre modi per stabilizzare lo sguardo. Uno è guardare la punta del naso. Uno fissare il centro tra le sopracciglia. Il terzo è porre un punto davanti a voi e fissarlo senza batter ciglio. Questo è chiamato trataka.
Se i movimenti degli occhi possono essere controllati, anche le vibrazioni possono essere controllate. Quando le vibrazioni sono controllate, allora diventa attiva la parte frontale del cervello. Il cervello frontale e il cervello posteriore sono due cervelli e questi due cervelli dipendono dai movimenti volontari e involontari. Questi due cervelli hanno due diversi computer.
Non è semplicemente l’incapacità del corpo, è l’incapacità del cervello che impedisce di stare seduti per un’ora. Allenare soltanto il corpo non è sufficiente. Dovete essere capaci di allenare anche il cervello, perché nel cervello avete i centri che controllano i muscoli. Nel cervello avete i centri che regolano il sistema circolatorio, il sistema respiratorio, il sistema cardiaco e i sistemi nel loro insieme. Avete mai notato che, la notte, talvolta cambiate posizione venti volte e talvolta vi svegliate nella stessa posizione. È a causa del corpo o della mente? È dovuto alla mente.
Perciò non dovete ignorare il ruolo della mente nella postura. Non dite: “Il mio corpo è rigido”. Quelli che hanno un corpo rigido hanno una mente rigida. Quelli che hanno un corpo flessibile hanno una mente flessibile. Quelli che hanno un corpo stabile hanno una mente stabile. E quelli che hanno un corpo che sussulta hanno una mente che sussulta. Perciò, l’unità mentale è più importante. Infine, voglio dirvi una cosa. Praticate sirshasana. La posizione sulla testa. Questa è una delle asana più importanti per le cose di cui abbiamo parlato. Per la conservazione del seme, per mantenere brahmacharya, per la concentrazione della mente, per superare la depressione, per mantenere una postura stabile nella meditazione, sirshasana vi aiuterà molto. Può essere praticata sia dagli uomini che dalle donne. Non vi aiuterà solo nello yoga, vi aiuterà anche nella vostra salute fisica. Sirsh significa eccelso, superiore o testa. Quindi sirshasana significa un’asana che è superiore, che è eccelsa e che è fatta sulla testa.

D. Qual è la differenza tra concentrazione della mente nelle attività creativa come dipingere e concentrazione della mente nella meditazione?
Paramahamsaji: Non c’è molta differenza. Musica, arte, pittura, contemplazione, devozione, dedizione ad uno scopo particolare, karma, karma yoga o concentrazione su un suono o un simbolo, nel raja yoga, sono lo stesso.
Le persone hanno temperamenti diversi. Alcuni sono di temperamento dinamico, essi procedono attraverso karma yoga. Alcuni sono di temperamento emozionale, essi procedono tramite bhakti yoga. Alcuni sono di temperamento mistico, essi procedono tramite raja yoga. Ci sono persone di temperamento razionale, essi procedono tramite gyana yoga. Queste sono le diverse caratteristiche predominanti nelle persone.
Uno non può essere puramente dinamico, emozionale, mistico o razionale. Se uno ha una predominanza emozionale può indirizzarsi al bhakti yoga. Nel bhakti yoga trovate musica, arte e pittura. Kirtan, per esempio, che è un metodo molto importante per sviluppare dhyana o meditazione. Prendete alcuni suoni e continuate a ripeterli a ritmo musicale. Noi lo chiamiamo kirtan. Ancora ed ancora ed ancora lo cantate con tempi differenti. Questo porta un grande cambiamento nel cervello e nel corpo.
Per trascendere la materialità della mente ci sono vari metodi. Quando lo fate, potete percepire il vostro guru come fosse reale anche se lui non è lì fisicamente. Potete vedere i colori. Non pensarli soltanto, potete vederli. C’è differenza tra visione e pensiero. “Io penso il colore nero” e “io vedo il colore nero” sono due cose diverse. Quando vedete il colore nero, allora siete in meditazione. Quando state visualizzando un fiore o una persona, o un paesaggio, io intendo che non state solo pensando, lo state vedendo. Potete vedere la distanza, potete vedere il colore, potete vedere i diversi oggetti, come se il paesaggio fosse davanti a voi. Quindi anche quello è un sentiero dello yoga.

20D. Nelle discipline non-tantriche il risveglio della kundalini avviene inconsciamente o non avviene per niente?
Paramahamsaji: Il risveglio della kundalini è possibile in vari modi. Potete risvegliare la kundalini con metodi tantrici e non tantrici. La kundalini può essere risvegliata anche col karma yoga, il bhakti yoga. E kundalini può essere risvegliata anche dal solo pranayama.
Ci sono due modi principali per risvegliare la kundalini, uno è il metodo diretto e l’altro il metodo indiretto. Pranayama è il metodo diretto. Le esperienze sono esplosive. I risultati sono molto veloci. L’espansione è molto rapida. La mente raggiunge una veloce metamorfosi. Perciò non tutti possono affrontarla e molte persone ne sono sconcertate.
Vedete, quando kundalini si risveglia avete determinate esperienze. Queste esperienze sono molto difficili da gestire. Talvolta queste esperienze giungono molto lentamente, e talvolta arrivano in rapida successione. L’evoluzione emozionale, l’evoluzione mentale talvolta è lenta e talvolta molto veloce. Per questo, molte volte non siamo capaci di capire e di gestire l’esperienza. Dunque, la via del pranayama, benché sia molto breve, è considerata molto difficile.
Il sentiero del bhakti yoga e quello del karma yoga sono considerati relativamente sicuri e lievi. In questo momento ho in mente due esempi. Nel vecchio testamento della Bibbia c’è una storia. Arriva un angelo e gli viene chiesto di mostrare la luce. L’Angelo dice: “Tu non puoi vedere la luce”. Ma l’uomo ripete che vuole vedere la luce. L’angelo rimuove un velo e si vede un po’ di luce. L’uomo dice che vuole vedere la luce totale. L’angelo rimuove il secondo velo ma l’uomo dice che vuol vedere la luce nella sua interezza. L’angelo rimuove il terzo velo, l’uomo continua a chiedere, e l’angelo continua a rimuovere velo dopo velo. Quando l’angelo sollevò il settimo velo egli non riuscì a vedere nulla. Ciò significa che l’esperienza non può essere gestita dalla mente umana..
La seconda storia deriva dalla Bhagavad Gita. Arjuna chiese a Krishna di mostrargli la Forma Cosmica. Krishna rispose che era difficile che lui la potesse vedere. Arjuna insistette: “No, ti prego, mostrami la Forma cosmica”. Krishna gli disse: “Non puoi vedere la Forma Cosmica con questa mente”. Ma Arjuna supplicò il suo Signore di mostrargli la Forma Cosmica e Krishna gli mostrò la Forma Cosmica. Arjuna ne fu terrificato. Era confuso, non sapeva cosa fare; chiuse gli occhi e disse: “No, non voglio più. Ti prego, non più. Spegni questo schermo”.
Il risveglio di kundalini è uno degli eventi più importanti della vita umana. È il punto in cui la vostra individualità fa cilecca. Perciò, i metodi tantrico e non-tantrico sono ugualmente efficaci. Ma i metodi tantrici sono più scientifici perché nel tantra non entra in gioco la repressione. Nel Tantra non c’è dispersione di energia. Nel tantra non c’è lotta con voi stessi. Nel tantra non c’è antagonismo tra voi e voi.
Nei metodi non-tantrici c’è antagonismo. Una mente vuole e l’altra mente dice no. I pensieri si presentano alla vostra mente e voi li reprimete. Volete godere e la mente dice: “No, è male”. Ci sono due menti? No, ce ne è solo una. La stessa mente lo vuole, e la stessa mente si oppone. C’è dunque antagonismo nella stessa mente. La mente è scissa in due. La scissione diviene più grande. Quella è schizofrenia.
Quando vi opponete a voi stessi è schizofrenia. Quando c’è dualità tra pensiero e azione c’è schizofrenia. Vi do un esempio molto banale. Io voglio bere del vino, ma la mia religione dice che è male. La mia tradizione dice che è male. La mia tradizione mi ha insegnato che è male. Ma la mia natura la vuole. Ora, ci sono due forze dentro di voi: il piacere, il desiderio di averla e l’idea che è male, la repressione. C’è una scissione e dunque c’è schizofrenia nella personalità.
Nel tantra questo non accade. Uno dice: “Lo voglio e l’avrò”. Questo è il metodo tantrico dove siete amici di voi stessi e non vostri nemici. Dove accettate la vita e non la criticate. Tutto il mondo è diviso in due. In tutti c’è colpa e desiderio totale. Voi volete godere la vita, ma tuttavia avete un senso di colpa per questo. Non state forse percorrendo due strade diverse? Il vostro desiderio vi tira a destra e il senso di colpa vi tira a sinistra. Sarete completamente scissi in due.
Questo è il modo in cui ci avviciniamo alla vita spirituale. Io non sto criticando i metodi non-tantrici. I metodi non-tantrici sono metodi blandi. Essi non vi creano difficoltà. Sono proprio come la birra. Ne bevete un po’ e non succede niente, ne bevete quattro o cinque e non accadrà molto. Ma i metodi tantrici sono come LSD. Ne prendete un po’e siete fuori. Se qualcosa è sbagliato è sbagliato, se qualcosa è giusto è giusto, non ci potete fare niente.
L’uomo è sempre stato disposto a rischiare. Se non fosse stato avventuroso non sarebbe giunto a questo punto di civiltà. Egli ha misurato gli oceani. Ha misurato ogni cosa non solo sulla terra ma anche oltre. Ha conteggiato gli elementi della natura e ha cercato di scoprire anche la sua propria natura. E forse Dio è la più grande scoperta dell’uomo. E io non penso che l’uomo possa scoprire qualcosa oltre Dio. Non pensate che questa sia una delle più grandi avventure? Dio è oltre la parola. Dio è oltre la mente. Dio che è senza forma. Dio che è senza nome. Dio che non sta in un luogo particolare. Un Dio che non ha denominazione. Un Dio che è grande come il cosmo e piccolo, più piccolo dell’atomo. L’uomo ha scoperto un Dio così bizzarro.
Allo stesso modo, il risveglio di kundalini sarà un’avventura per l’uomo. Noi non sappiamo cosa affronteremo. Forse alcune persone falliranno. Non importa. Migliaia hanno fallito nella vita. Ma, infine qualcuno riuscirà. Allora, che sia grazie al metodo tantrico o al metodo non-tantrico, non importa. Continuate la vostra missione di risvegliare la kundalini.

D. Secondo il tantra la conservazione del bindu è molto importante. Perché? Come si impara?
Paramahamsaji: Nel tantra ci sono pratiche grazie alle quali si preserva bindu. Prima parlerò della fisiologia di bindu. La passione prende posto in primo luogo nella mente. Quella passione eccita bindu nel cervello. Bindu significa goccia, non significa sperma. Significa ormone. Il sito di bindu è nel cervello. Quando provate una passione sessuale allora bindu gocciola dal cervello. Gli ormoni vengono, quindi, assimilati nel corpo, ed immediatamente nei testicoli. Si formano gli spermatozoi o, nelle ovaie, si producono gli ovuli.
Gli spermatozoi e gli ovuli si formano, rispettivamente, nei testicoli e nelle ovaie. Ma si formano solo se bindu scende e bindu gocciola solo se c’è passione. Se non c’è passione il bindu non scenderà. Se bindu non scende, gli spermatozoi e gli ovuli non vengono prodotti. E se non vengono prodotti lo sperma non viene fuori. Questa è la scienza di base nel tantra.
Nel sistema tantrico di accoppiamento la diminuzione dello sperma non avviene mai. Questo si deve acquisire con la pratica di vajroli da parte degli uomini, e di sahajoli da parte delle donne. Vajroli e sahajoli sono pratiche tantriche e hatha yogiche. Per padroneggiarle dovreste essere capaci di padroneggiare kumbhaka, ritenzione, e uddiyana bandha. Anche la pratica di mula bandha è molto importante. Cosa è mula bandha? Tra l’area urinaria e quella escretoria c’è una zona conosciuta come coccige, quando la contraete, quello è mula bandha.
Mula bandha è molto importante per controllare la fuoriuscita dello sperma. Ma nel corpo femminile è un po’ diverso. Nel corpo femminile la parte inferiore dell’utero è detta cervice. La cervice è il vero punto che deve essere contratto nel corpo femminile. Questo è il motivo per cui le donne praticano sahajoli e mula bandha nello stesso momento. Per praticare sahajoli kriya e mula bandha dovete prima assumere l’asana conosciuta come siddha yoni asana. Siddha yoni asana si assume così: premete il tallone sinistro contro la vagina; sistemate il tallone destro contro il clitoride e bloccate le dita dei piedi. Sistemate un cuscinetto, un piccolo cuscino sotto i glutei per approfondire la pressione sulla vagina. Poi mantenete la pressione sulle ginocchia. Inspirate, controllate il respiro, fate pressione sulle ginocchia, sollevate le spalle e contraete la vagina, a poco a poco. Fatelo diverse volte iniziando con circa trenta ripetizione. Arrivate fino a cento o duecento volte. Ogni volta contraete e mentre contraete, trattenete il respiro. Non trattenete il respiro troppo a lungo, dovrebbe essere circa dieci, quindici o venti secondi. Poi, inspirate con una o entrambe le narici. Praticate jalandhara bandha, trattenete il respiro, contraete la vagina, non lo stomaco e assolutamente non l’addome. Non forzate. Agite molto lentamente. Questo è sahajoli insieme con mula bandha.
Questa particolare pratica aiuterà le donne yogi, essa controllerà la produzione di ovuli. In questo modo l’energia sarà conservata. Ora, per gli uomini. Essi dovrebbero praticare siddhasana. Siddhasana è così: premete il perineo col tallone sinistro, premete la parte superiore della radice dell’organo urinario col tallone destro. Bloccate le dita dei piedi. Sistemate un cuscinetto sotto i glutei. Sistemate i palmi delle mani in modo da mantenere la pressione sulle ginocchia. Inspirate, con una o entrambe le narici. Trattenete il respiro e praticate jalandhara bandha. Ora concentratevi sul punto in cui il tallone sinistro fa pressione e contraetelo. Mantenete la contrazione. Poi rilasciate la contrazione. Rilasciate il respiro. Inizialmente praticate per circa trenta volte. Aumentate sino a cento, duecento o anche trecento volte. Questo è conosciuto come mula bandha. Semplicemente mula bandha.
Nelle donne yogi sahajoli e mula bandha sono combinati, ma nell’uomo no. Per vajroli, mantenete nuovamente quella che chiamiamo siddhasana. Inspirate, trattenete il respiro, concentratevi sul punto in cui il tallone destro fa pressione sulla radice dell’organo urinario e fate una breve contrazion, contraete solo un po’. Praticate trenta volte. Potete arrivare sino a cento, duecento o persino trecento volte. Questo è vajroli.
Mula bandha è la contrazione del perineo. Vajroli è la contrazione della radice superiore dell’organo urinario. Queste due pratiche danno il controllo sul processo di eiaculazione. Se diventate maestro di mula bandha e vajroli, l’eiaculazione non avverrà.
Bene, c’è un’altra pratica conosciuta come viparita karani mudra. Viparita karani mudra è la prima pratica del kriya yoga. Con la pratica di viparita karani mudra, il bindu è invertito. Cioè il processo di assimilazione degli ormoni nella parte inferiore del corpo è invertito. Viparita karani mudra somiglia a sarvangasana. Sdraiatevi sul pavimento. Prendete prima sarvangasana poi gradualmente spostate le mani verso le anche. Gradualmente portate il corpo in una posizione obliqua, così che il corpo sia inclinato e le gambe verticali. In questa posizione praticate ujjayi pranayama. E con l’aiuto di ujjayi pranayama, create un processo di inversione nella colonna vertebrale.
Potete leggere tutto ciò nel libro “‘Mula bandha”. Tutte quelle persone che vogliono evolvere nella vita spirituale, devono fronteggiare i reali problemi della vita. La vita sessuale è un fatto molto importante della vita. Non lo potete e non lo dovete ignorare. E’ l’obbligo della natura su di voi. Ma, tuttavia, la vita sessuale porta una dissipazione di energia. Non dobbiamo negare questo punto. È una verità che esso porti dissipazione di energia fisica, emozionale e mentale. Perciò chiunque pratica yoga dovrebbe cercare di praticare questi kriya così da poter adempiere gli obblighi di natura. Così non vi contrapponete alla natura e, allo stesso tempo, non dissipate la vostra energia.

D. Un ateo può praticare tantra yoga?
Paramahamsaji: La via del tantra è sia per gli atei che per i teisti. E, secondo me, nessuno è ateo. Potete non credere in Dio, ma credete nella natura. Per me Dio è onnipotente. Per un ateo la natura è onnipotente. Non parliamo di Dio e di natura, parliamo di onnipotenza. Colui che è onnipotente è Dio, anche se non gli date nessun nome. Dio, natura, sono nomi. Di fatto, nessuno è ateo. In ogni modo il tantra è una via anche per atei.

D. Le tecniche tantriche possono sviluppare, se uno lo desidera, qualità o strumenti per comunicare con gli spiriti?
Paramahamsaji: Il tantra è una scienza molto vasta. Ciò di cui stiamo parlando è il risveglio di kundalini ma nel tantra ci sono modi in cui la mente può essere spinta verso qualsiasi dimensione. La mente può essere distaccata dal corpo. Lo spirito può essere completamente materializzato o dematerializzato. È una scienza molto difficile. E ciò che tu dici può essere fatto. Ma non voglio entrare nei dettagli riguardo ciò in questo incontro poiché il tema è tantra e meditazione.
Se ci sarà un altro seminario su tantra e spirito, ve ne potrò parlare a lungo. Io penso che la mente possa essere trasmessa come qualsiasi altro oggetto, proprio come le onde radio, come le onde elettro-magnetiche, come i raggi laser. La mente non è emozione. La mente non è un processo di pensiero. La mente è energia. È un tipo di shakti. Se siete capaci di gestire la mente, potete espandere la mente, potete ampliarla ed essa può trascendere le barriere di tempo e spazio. E per questo ci sono diverse pratiche tantriche. Ma dovete sapere come applicarle. Queste applicazioni devono essere apprese assolutamente da un insegnante che le conosce. La mente può viaggiare nel regno della creazione. Persino nei campi dove vivono gli spiriti.
C’è solo un regno dove la mente non può andare. La mente non può andare nel regno di Dio. La mente non può entrare nel regno del samadhi. La mente non può raggiungere il nirvana. La mente non può raggiungere la salvezza o moksha. Altrimenti, la mente può andare ovunque. In quel caso, dovete sintonizzare la mente. Dovete trasformare l’energia mentale.

D. Lo yoga ha origini orientali. Non sarebbe meglio, per un europeo, rivolgersi ad un percorso spirituale che abbia origine nel suo ambiente?
Paramahamsaji: A questa domanda è stato risposto molte volte da molte persone. Ripeterò un importante punto e spero non ti offenda.
Da dove ha avuto origine il Cristianesimo? Da occidente o da oriente? Bene, ecco la risposta. Dovete ricordare una cosa, una scienza è una scienza. Non è né orientale, né occidentale. Il grande scienziato che ha scoperto l’elettricità era occidentale, ma in oriente la usano. Se qualcuno in India chiede se dovremmo usare o no questa elettricità che è venuta dall’America, io direi “idiota”. Allo stesso modo se qualcuno mi chiede “Lo yoga viene da oriente, dobbiamo usarlo o no?”, io direi “un altro idiota”.
Ora, un punto importante. Ci sono due tipi di uomo. L’uomo esteriore e l’uomo interiore. L’uomo esteriore è il corpo e i sensi. L’uomo interiore è pensiero, emozione, sentimento. Il cibo è per l’uomo esteriore. Le comodità sono per l’uomo esteriore. Ma tuttavia, lui è infelice. Ci sono migliaia di persone che non riescono a dormire in un letto comodo. Ci sono migliaia di persone che non riescono a mangiare bene. Perché? Perché l’uomo interiore è ammalato. Ma ho visto persone che riescono a dormire sulla nuda terra in inverno, senza neanche un tappeto. E dormono perfettamente. Ho visto persone che non hanno abbastanza da mangiare, ma possono ridere nei loro cuori perché la loro anima è sana.
L’occidente ha sempre creato cose per l’uomo esteriore. L’oriente ha sempre creato beni per l’uomo interiore. Bene, Cristianesimo, Islam, Buddismo, Induismo, Yoga, Tantra, sono tutti orientali. Del tutto, completamente. L’occidente ha creato biologia, botanica, elettronica, computer, aeroplano, automobile.
Si devono capire entrambe, perché entrambe sono scienze. La spiritualità è la scienza dell’uomo interiore e il materialismo è la scienza dell’uomo esteriore. Non potete ignorare il materialismo. Le progenie occidentali hanno perfezionato una scienza particolare. Allo stesso modo l’oriente ha dato luce alla mente interiore. A causa del materialismo, c’è tensione. A causa del materialismo, c’è frustrazione, schizofrenia, insonnia, ipertensione, reumatismi, e molte altre cose. La scienza medica sta fallendo. È in grado di aiutare il corpo ma non la mente e le emozioni. Se il vostro stomaco sta male, potete prendere una medicina. Ma se siete infelici e nessuno vi vuole, c’è qualche medicina che può aiutarvi? Quindi, per piacere, ricordate che ci sono due idee importanti riguardo la vita umana. Una è l’idea materiale, e noi la chiamiamo benessere. La seconda idea di vita è la pace, shanti. Abbiamo bisogno di entrambi. Se avete benessere e non shanti, impazzite. Se avete shanti e niente benessere, potete esistere, potete sopravvivere.
In India, siamo sopravvissuti perché abbiamo shanti anche se non abbiamo benessere. Dunque, cerchiamo di stringere la mano ad entrambi, l’uomo esteriore e l’uomo interiore. Non portate al centro dell’attenzione occidente e oriente. La scienza è oltre la geografia e la storia. La scienza è una scienza dell’umanità ed è universale.8110
Ora, veniamo alla storia. Lo yoga non è solo orientale. Prima del Cristianesimo, in Europa c’era una cultura celtica. Gli Unni invasero l’India nel settimo secolo. A quel tempo l’India era molto potente militarmente e respinse l’invasione. Per tutto un secolo l’India continuò a respingerli ed infine gli Unni avanzarono verso l’Europa e la sottomisero completamente. È per questo motivo che la cultura celtica fu completamente annientata in Europa. Gli Unni sono i responsabili di questa cultura materiale dell’Europa attuale. Non è la cultura celtica. Non è il Cristianesimo. È l’aspetto dinamico della vita degli Unni.
La cultura celtica era molto spirituale. Era molto tantrica. Se osservate le regioni nordiche, come i paesi Scandinavi, potete studiare i loro simboli. Essi parlano di ida nadi e pingala nadi in forma di serpenti che si intersecano l’uno con l’altro. Io ho un centro molto grande in Scandinavia sotto la guida di Swami Janakananda, dove vivono molti swami. Ho visitato spesso questo paese. Queste popolazioni hanno fatto molte ricerche sull’antica cultura celtica e sono arrivati alla conclusione che aveva elementi di yoga e tantra.
Ora, arriviamo alle epoche più recenti. Sto parlando di cristianità. Essa veniva da Est. Veniva con elementi di yoga e spiritualità. Quella cattolica-romana è così. Ma successe che nel corso del tempo queste culture si deteriorarono completamente e al giorno d’oggi non crediamo che avevamo tutto ciò. Allora, dovete ricordare che l’India è responsabile per la conservazione e la protezione della cultura.
L’Europa non è riuscita a preservarla. Gli Unni l’hanno annientata completamente. Gli eventi storici l’hanno distrutta completamente. Ma in India questo non è successo, perché in India c’è una tradizione particolare: la tradizione del rapporto guru – discepolo. La conoscenza del guru va al suo discepolo e la sua conoscenza va al suo discepolo. In questo modo la tradizione si mantiene. In India c’è un’altra tradizione: gli swami, i sannyasin vivono un tipo di vita particolare. Non c’è dissipazione nelle loro vita. Essi non entrano in politica. Essi seguono completamente una via chiamata la via della conoscenza. Molti hanno piccoli ashram, non molto grandi. Le persone donano denaro e mantengono quegli ashram. Gli swami vivono le loro vite molto semplici e si dedicano allo studio, alla ricerca, alla riflessione, alla contemplazione. Non ci sono grosse organizzazioni. Non ci sono grandi segreterie. Non ci sono grandi amministrazioni. Solo alcuni swami che mangiano, vivono e studiano. Questo è il motivo per cui queste persone furono in grado di mantenere la scienza nonostante i mutamenti politici.
Qualunque cambiamento politico possa avvenire nel nostro paese, non ne siamo colpiti, perché non apparteniamo alla politica. Noi apparteniamo soltanto allo spirito. Noi parliamo di spirito. Non parliamo di ministeri e parlamento. E questo è il motivo per cui non siamo mai stati disturbati da nessuna forza politica. Per questo ora lo yoga è arrivato dall’India. Ma era in Europa molti, molti secoli fa. Sfortunatamente, però, gli europei non riuscirono a proteggerlo. Gli swami riuscirono a proteggerlo in India dunque, ciò che vi portiamo, vi appartiene.

D. Swamiji, ieri hai detto che solo il presente è nelle nostre mani. È ovvio che il passato è andato. È chiaro che non ha senso lamentarsi del presente. Ma il futuro? Non è fatalismo rinunciare a fare un progetto, nel senso di progredire?
Paramahamsaji: Quando vi prendete cura del presente, il futuro si prenderà cura di sé stesso. Questa è l’affermazione di un grande pensatore, ed io penso di non poter aggiungere altro. Ogni punto nel presente è un punto del futuro. E se non curiamo il presente e anticipiamo solo il futuro, allora perderemo un collegamento importante.
Non dobbiamo essere fatalisti ma, al tempo stesso, non è necessario che una persona viva solo di fantasie. Dobbiamo essere pratici. Se il passo che sto facendo, lo sto facendo correttamente, raggiungerò il mio obiettivo senza difficoltà. Ciò di cui parlavo ieri, riguardava chi anticipa il futuro e ignora il presente. Naturalmente so bene che il presente non è che il futuro che viene più vicino.
In effetti, ci sono solo passato e futuro. Il passato e il futuro sono divisi da un punto specifico. Quel particolare punto di divisione è chiamato presente. Esso non è statico. Ciò che ora è presente diventa passato. E ciò che è futuro sarà presente. Noi vediamo sempre il tempo come due importanti aspetti divisi da un punto.
Il tempo non è altro che un concetto della mente. Altrimenti il tempo non esiste. Se non c’è mente, non c’è tempo. Quindi , la divisione del tempo è una divisione nella mente. Cos’è il passato? Cos’è il futuro? E cos’è il presente? Cercate di comprenderlo in termini di mente, non in termini di tempo. E se lo capite, non c’è alcun motivo per essere fatalisti, ed in realtà nessuno è fatalista. Ci stiamo occupando della vita. Alcuni se ne occupano pensando al passato, alcuni se ne occupano pensando al futuro, ma ci sono alcuni che si occupano della vita pensando al presente. La storia ha dimostrato che questi ultimi hanno avuto molto successo nella vita. Occupatevi del presente, e il futuro verrà da sé.