Satsang con Paramahamsaji a San Sicario 1


San Sicario, Italia

D: Come posso praticare il mantra?
Paramahamsaji: Quando hai ottenuto un mantra dal tuo guru devi praticarlo correttamente e sistematicamente. Si dovrebbe ripetere il mantra con l’aiuto di un mala seduti nella postura del loto (padmasana), o in siddhasana.
Quando praticate il mantra col vostro mala, non dovreste cercare di concentrarvi eccessivamente. In effetti, vi consiglierei di praticare il vostro mantra e lasciare che la vostra mente si purifichi completamente. Il mantra purifica la mente, purgandola dei suoi contenuti. Se durante il mantra vi concentrate molto, allora la vostra mente sarà repressa. Perciò, fino a quando non sarete in grado di ottenere una buona concentrazione senza difficoltà, dovete pronunciare o cantare il vostro mantra a voce alta. Se la vostra mente non vi crea troppi problemi, nel corso del tempo, allora dovete praticare il mantra mormorandolo, o sussurrandolo o mentalmente.
Ci sono vari modi di praticare il mantra. Potete ripetere il vostro mantra a voce alta, potete sussurrare il vostro mantra, o ripeterlo mentalmente. Potete anche praticare il vostro mantra con il respiro naturale e potete anche praticarlo col respiro un po’ più profondo del normale. Potete praticare il vostro mantra con la respirazione ujjayi, potete praticarlo in khechari mudra ripiegando la lingua, attaccandola al palato e dove la lingua preme sul palato dovete sentire il vibrare del mantra. Potete praticare il mantra in vari chakra. Potete anche praticare il vostro mantra sentendo la vibrazione al centro tra le sopracciglia. Potete praticare il vostro mantra percependo il vostro battito cardiaco e ripeterlo con ogni battito. Potete cantare il vostro mantra, potete anche praticare il mantra scrivendolo. Ci sono ancora molti altri modi per praticare il mantra. Se ne praticate un tipo un minuto, un altro tipo un altro minuto, potete praticare tutti i tipi in mezz’ora senza difficoltà.
In India, c’è una tradizione. L’iniziazione al mantra si prende in un modo particolare quando si sta svolgendo qualche culto o cerimonia religiosa. Le persone cantano, suonano diversi strumenti, e in quel momento, colui che vuole il mantra va dal suo guru, china l’orecchio sinistro verso il guru e il guru gli canta il mantra nell’orecchio. Il discepolo sente quel suono e si concentra su quel suono.
La cosa più importante è che in aggiunta alle vostre pratiche quotidiane, 10 o 20 minuti, come vi è più comodo, una volta all’anno, dovete riservare alcuni giorni - 2 giorni, 3 giorni, 5 giorni, 9 giorni - per una speciale pratica di mantra.
Supponiamo che decidiate di praticare il mantra per 9 giorni. Durante questi 9 giorni dovete isolarvi e rimanere appartati. Dovete consumare una dieta leggera e semplice e alimenti facili da digerire come latte o frutta. Durante questo periodo non bisogna assumere cereali, granaglie né carne di alcun genere, neanche pesce o uova.
Dovete stabilire quattro periodi di due ore ciascuno al giorno per la vostra pratica. Ci dovrebbe essere un buon intervallo tra le sessioni. Dopo nove giorni di pratica, la mattina del decimo giorno dovete solo meditare. A quel punto dovete controllare completamente la mente. Comunque, durante questi nove giorni non dovreste meditare ed anche se la meditazione avviene, dovete interromperla.
Queste pratiche non dovrebbero essere fatte con clima rigido. Dovreste praticare quando non è troppo caldo né troppo freddo, né troppo umido. In India, abbiamo tale clima due volte l’anno, in marzo ed ottobre. Dovete scoprire quando c’è tale condizione climatica nel vostro paese.

D: Se la mattina si ha poco tempo, è meglio praticare pranayama e meditazione e lasciare le asana per la sera, o iniziare con le asana e continuare con le pratiche finché c’è tempo?
Paramahamsaji: I principianti dovrebbero praticare asana e pranayama insieme. Ma quando siete abbastanza progrediti, potete scegliere a vostro piacere.

sansicario005D: Lo yoga nidra è una pratica meditativa?
Paramahamsaji: Yoga nidra non è una pratica meditativa. In effetti, yoga nidra è più una pratica per quelle persone che non sono in condizione di meditare. La definizione di meditazione negli Yoga Sutra di Patanjali è ‘In meditazione la mente assume una continuità’. Un’altra definizione di meditazione negli Yoga Sutra è che in meditazione la mente si libera dalla consapevolezza oggettiva. In Yoga nidra, non c’è né il flusso di un oggetto, né c’è continuità. Yoga nidra è la più potente pratica di rilassamento.

D: Swamiji, cos’è l’illuminazione?
Paramahamsaji: La parola “illuminazione” significa illuminare un oggetto o un’area. Talvolta usiamo anche la parola rivelazione. Il che significa diventare consapevoli della coscienza interiore.
Il mondo esterno degli oggetti è illuminato dal potere e dalla facoltà della mente. Se la mente perde quella facoltà, allora non conosciamo gli oggetti esterni. La mente illumina ogni cosa al mondo e ne fa esperienza attraverso i sensi. Una persona cieca può avere la conoscenza delle percezioni, ma non può vederle. Una persona sorda può avere la conoscenza dei suoni ma non può sentirli.
La parola illuminazione, nello yoga, è conosciuta come deva. Deva significa illuminazione. Ora, come vedere gli oggetti interiori, le esperienze interiori e la consapevolezza interiore? Quando sognate una parte della vostra mente subconscia si illumina. Quando meditate, vedete certe forme, udite certi suoni e avete certe sensazioni. Questo è a causa dell’illuminazione.
La mente è ciò che illumina. Essa ha il potenziale di illuminare gli oggetti esterni oltre quelli interni. Voi conoscete il mondo attraverso la mente, quella è chiamata illuminazione. Quando la stessa mente è introversa o ritirata, allora essa illumina la coscienza interiore.
In una Upanishad, c’è un bellissimo dialogo su questo argomento. Il discepolo chiede al guru: “Come cammina l’uomo?” Il guru risponde che con l’aiuto del sole, egli cammina. Il discepolo chiede ancora: “Se il sole è tramontato, come camminerà?” Ed il guru risponde: “Camminerà con la luce della luna.” Il discepolo chiede ancora: “Se il sole è tramontato e la luna è tramontata, come camminerà nell’oscurità?” Il guru risponde: “Alla luce del fuoco camminerà attraverso l’oscurità”. Il discepolo chiede ancora: “Quando il sole è tramontato e la luna è tramontata ed il fuoco è spento, come camminerà nell’oscurità?” Il guru risponde: “Alla luce delle stelle”. Ed ancora il discepolo chiede: “Se il sole è tramontato, ed anche la luna, il fuoco è spento, e le stelle non si vedono a causa delle nubi, come farà allora a camminare nell’oscurità?” Infine il guru risponde: “Alla luce del proprio sé”.
Il sé proietta se stesso all’esterno ed illumina gli oggetti ed in tal modo li conoscete. Questo sé è conosciuto come mente in relazione agli oggetti. Quando, attraverso lo yoga, ritirate la vostra mente dagli oggetti esterni, e la fissate sull’oggetto interiore, allora questo sé illumina la coscienza interiore.
Il primo stato di illuminazione è la consapevolezza esterna. Attraverso questa illuminazione voi avete conoscenza del tempo, dello spazio e di tutti gli oggetti. Il secondo stadio di illuminazione è la mente interiore. Quando la mente interiore è illuminata, potete vedere forme, sentire suoni, percepire beatitudine, avete conoscenza di oggetti extra terrestri. In questo modo, ci sono sette stadi di illuminazione, iniziando dalla consapevolezza oggettiva e terminando con la suprema consapevolezza del sé.

D: Potresti chiarire gli effetti del mudra?
Paramahamsaji: Vi parlerò in breve dei mudra. Sarebbe bene che leggeste il libro ‘Asana Pranayama Mudra Bandha, in cui ci sono maggiori dettagli.
In India abbiamo vari tipi di mudra. Nella scienza della danza abbiamo centinaia di mudra. Attraverso questi mudra il danzatore cerca di esprimere l’attitudine interiore. Questi mudra esprimono la qualità della sua emozione, del suo sentimento e della sua intenzione. Quando un danzatore esegue la danza, egli fa questi mudra con l’aiuto delle sue dita, degli occhi ed il corpo in generale. C’è una famosa scrittura chiamata ‘Bharata Natya Shastra’ in cui sono spiegati sessantaquattro mudra di base della danza.
Bene, oltre che dalla scienza della danza, ci sono i mudra del bhakti yoga. Quando praticate le vostre preghiere, praticate vari mudra davanti alla vostra divinità, esprimendo la vostra devozione, l’emozione, la pietà, la resa e molte altre cose.
In India, bhakti yoga non significa solo recarsi a un altare, pregare da un libro e cantare una canzone. Quando andate in un tempio per praticare un culto, o anche prima di questo, inizia la scienza dei mudra. Durante il periodo del vostro culto, praticate centinaia di mudra in vari momenti. Praticando questi mudra, state permettendo ai vostri sentimenti interiori di venire fuori.
Poi ci sono i mudra tantrici e questi sono infiniti. Ci sono certi mudra che praticate spontaneamente quando entrate in uno stato di trance. E questi mudra sono molto importanti nelle pratiche tantriche, perché sono connessi ai flussi di energia nel corpo.
Ci sono due cose importanti che dovete notare a questo riguardo: 1. voi praticate un mudra ed esprimete l’energia; 2. voi sentite l’energia e poi praticate il mudra. All’inizio voi praticate il mudra ed aiutate l’energia ad esprimere sé stessa. Successivamente, l’energia inizia ad esprimersi spontaneamente e quindi voi praticate il mudra automaticamente.
Nel tantra, il mudra è considerato la forma esteriore di una particolare energia. Secondo il tantra, ogni emozione ed espressione è una manifestazione di energia, talvolta positiva e talvolta negativa.
sansicario003Supponiamo siate arrabbiati, Cosa fate? Lo esprimete attraverso un mudra. Allo stesso modo, quando amate qualcuno, esprimete il vostro amore attraverso un mudra. Queste di cui vi ho appena parlato sono cose esterne, solo per spiegare. Quando state praticando sadhana, deve accadere qualcosa interiormente. E’ un’interazione dell’energia dentro di voi. E voi la esprimete attraverso vari mudra.
Ci sono i mudra della hatha yoga. Sono connessi alla realizzazione della triplice energia interna al corpo: ida, pingala e sushumna, che rappresentano rispettivamente la mente, il prana e lo spirito. I mudra elencati dettagliatamente nello hatha yoga rappresentano, perciò, la posizione della forza mentale, della forza pranica e di quella spirituale.
Per chiarire meglio, vi parlerò solo di chin mudra. In questo mudra unite il pollice e il dito indice e lasciate libere le altre dita. Queste tre dita rappresentano i tre guna e Prakriti (o Natura): tempo, spazio e oggetto. Il pollice rappresenta la coscienza suprema e l’indice rappresenta l’ego. Quando mantenete il chin mudra, significa che state separando i tre guna e state ponendo l’ego ai piedi dell’Essere Supremo.
Questo mudra può essere eseguito anche in altri modi. Potreste unire il pollice con il medio. Questo indica il sé che interagisce con il principio sattwico.
I mudra nello hatha yoga sono praticati in diversi modi. Non sono praticati solo con le dita. Noi sappiamo che l’energia scorre attraverso le dita, attraverso il corpo e attraverso le dita dei piedi e tutta quell’energia è duplice e non unica.
Nel kriya yoga abbiamo un mudra molto importante conosciuto come viparita karani mudra. L’intento di questo mudra è invertire il flusso dell’ambrosia dal centro inferiore verso il centro più alto. Perciò, nelle varie scuole, come la danza, bhakti yoga, tantra e hatha yoga, i mudra intendono esprimere il flusso dell’energia interiore.