Satsang 2

Firenze, Febbraio 1983

D. Cosa dovrebbe fare una persona che vuole diventare insegnante di yoga?
Paramahamsaji: Per diventare un insegnante di yoga, devi per prima cosa renderti conto che aiuterai l’umanità. Poi dovresti diventare insegnante sostenendo una formazione. Puoi farlo anche in Italia.

D. Poiché io conosco cinque kriya, posso insegnarli agli altri?
Paramahamsaji: Puoi sempre insegnare, ma la cosa importante è che devi prima capire i limiti dei tuoi allievi.

D. Ad un principiante che sta praticando asana, è bene insegnare gli shatkriya, o si dovrebbero insegnare successivamente per evitare reazioni negative?
Paramahamsaji: Gli shatkarma sono sei tipi di purificazione del corpo. Talvolta si dovrebbero insegnare prima delle posture e della respirazione e talvolta possono essere insegnate durante la pratica. Ma se l’allievo è molto debole, allora potete insegnarle successivamente. La pratica di neti, la pulizia del naso, può essere insegnata in qualsiasi momento. La pratica di kunjal, cioè l’auto-lavaggio, dovrebbe essere insegnata più avanti. Anche la pratica di shankhaprakshalana, o pulizia totale, dovrebbe essere insegnata successivamente. Ma penso che tutte queste cose dovrebbero essere decise dall’insegnante stesso, osservando la capacità dell’allievo. Per il pranayama è importante che, se stai parlando di pratiche particolari di pranayama, gli shatkriya siano praticati prima.

D. Possiamo insegnare e praticare pranayama intensivo con persone che sono principianti e non sono molto avanti nella pratica di asana o a persone anziane, magari escludendo kumbhaka?
Paramahamsaji: Il pranayama dovrebbe essere insegnato secondo la capacità dell’aspirante. Si può insegnare anche il kumbhaka o ritenzione. Ma ad un principiante non dovresti insegnare la ritenzione o kumbhaka. Allo stesso modo, all’inizio non si dovrebbe insegnare un tipo intenso di pranayama. Prima, l’allievo deve essere preparato adeguatamente e, dopo tale formazione, allora dovresti insegnargli pranayama, passo dopo passo.

D. Che influenza può avere la pratica di nadi shodhana e l’equilibrio di ida e pingala su un persistente raffreddore? La persona conosce jala neti.
Paramahamsaji: La pratica di nadi shodhana pranayama ha un effetto molto positivo sui raffreddori persistenti. Il raffreddore di cui soffriamo è dovuto ad uno squilibrio del sistema termo-statico del corpo. In questo corpo fisico ci sono centri che riscaldano e centri che raffreddano, secondo le vostre necessità. Quando questo sistema è disturbato, allora avete raffreddori persistenti. Dopo la pratica di jala neti dovreste praticare kapalbhati. Dopo kapalbhati dovreste praticare nadi shodhana pranayama. E quando state praticando la ritenzione, dovreste praticare i bandha. Ida nadi è la nadi fredda e pingala nadi è la nadi calda, quindi con la pratica di nadi shodhana si determina un equilibrio tra le due.

D. Mi piacerebbe sapere se c’è una relazione tra la narice destra e la narice sinistra e il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.
Paramahamsaji: La narice sinistra e la narice destra sono connesse con i due emisferi del cervello e perciò sono connesse ai due sistemi nervosi, simpatico e parasimpatico. Ciò che chiamiamo ida e pingala nello hatha yoga, sono il sistema nervoso simpatico e parasimpatico.(inverso?)

D. Quali sono i rimedi per ulcera, depressione nervosa, artrosi cervicale e retroversione dell’utero?
Paramahamsaji: Per le ulcere, la cosa migliore è yoga nidra. Per la depressione nervosa, pranayama e concentrazione. Per l’artrosi cervicale asana come pawanmuktasana. Per l’utero retroverso, praticare suryanamaskara.

D. Come si può curare la cecità progressiva?
Paramahamsaji: Quando la cecità progressiva è in una persona giovane, è molto semplice. Egli può praticare sirshasana e molte altre pratiche. Ma quando colpisce una persona anziana, allora diventa un po’ difficile. Egli deve praticare esercizi per gli occhi, trataka, neti kriya e stare davanti al sole che sorge, col viso rivolto al sole, con gli occhi chiusi.

D. Qual è lo scopo principale della vita?
Paramahamsaji: Lo scopo principale della vita è realizzare la propria vera natura. Qual è il motivo per cui un uomo va in un ospedale psichiatrico? Per diventare normale. Qual è la definizione di uomo normale? Uno che conosce se stesso. Noi non sappiamo chi siamo. E quello è lo scopo della vita. Noi non siamo il corpo. Noi non siamo i sensi. Noi non siamo la mente. Questa è l’automobile, ecco tutto. Questo è un carro. C’è un abitante in noi; un autista e un passeggero. Un carro ha 5 cavalli, due ruote, un autista ed un passeggero. Voi siete l’autista o il passeggero? Il carro non è importante. Ma noi pensiamo: “io sono il ccarro, io sono l’automobile”. Lo scopo della vita è capire chi siete.

D. Se qualcuno guadagna o fa molti soldi, dovrebbe dar via il suo denaro, in modo da vivere secondo la regola del non accumulare?
Paramahamsaji: Il denaro che guadagniamo dovrebbe essere distribuito, perché la ricchezza accumulata da uno appartiene a molti. Se uno usa i mezzi onesti nella vita, non può accumulare ricchezza. L’accumulazione della ricchezza nasce dallo sfruttamento. Dunque si dovrebbe sicuramente distribuire il denaro. Questo rinforzerà la vostra rinuncia. Questo renderà la vostra mente rilassata e purificherà anche il vostro cuore.

6jpgD. Swamiji, come posso conciliare la calma mentale con i doveri di padre e marito, specialmente nell’elettrizzato mondo moderno di lavoro industrializzato?
Paramahamsaji: Penso che dovresti leggere la Bhagavad Gita, perché non mi è possibile dirti, in questo tempo limitato, cosa dovresti fare. Questo è un problema eterno. Non è facile rispondere a questo ed è il problema discusso nella Bhagavad Gita.

D. Se una persona ha un lavoro che per lui è molto pesante, come può questo lavoro essere un percorso spirituale? Alcuni mestieri sono migliori di altri?
Paramahamsaji: Ogni mestiere o lavoro che è pesante per voi, è buono per la vostra mente. Il lavoro che svolgiamo nella nostra vita quotidiana ha molti scopi. Uno scopo è materiale, vi dà il denaro per vivere. Il secondo motivo del lavoro è dare un impegno adeguato alla vostra mente. Il lavoro migliora la crescita della vostra mente e perciò nessun lavoro è superiore e nessun lavoro è inferiore. Se senti che, per te, il tuo lavoro è molto pesante, è l’opinione della tua mente. Se il lavoro è adeguato alle tue necessità materiali, devi continuare, non importa quanto sia pesante. Ma, se il tuo lavoro non si accorda al tuo temperamento, devi continuarlo e, parallelamente, devi continuare anche i tuoi passatempi. Ci sono molte persone che fanno un lavoro da dattilografo ma amano dipingere, allora dovrebbero anche dedicarsi un po’ alla pittura.

D. Lo spirito si incarna durante il momento del concepimento o nel momento della nascita?
Paramahamsaji: Quando lo sperma e l’ovulo si incontrano, si crea un corpo. Nel terzo mese entra nel corpo una vita distinta. Nel quarto mese lo spirito entra in esso.

D. Cos’è il mantra e qual è il suo scopo?
Paramahamsaji: Il mantra è una formula sonora ed ha le sue onde, ha una frequenza, influenza il corpo, la mente e l’atmosfera. Se è praticato in modo corretto può creare una grande forza. Un mantra può raggiungere qualunque frequenza e quando lo producete, esso crea onde, e queste onde calmano i vostri sensi. Quando i sensi sono placati, potete concentrarvi. Dunque, lo scopo del mantra è aiutarvi ad ottenere la concentrazione. Quando praticate il mantra, le onde si generano in forma di energia e forza. E questa forza può purificare il vostro sé e può anche essere trasmessa. Essa ha proprietà curative.

D. Questa mattina, nella conferenza sul raja yoga, hai detto che ci sono dei libri che possiamo leggere su tale argomento. Ci potresti indicare alcuni autori di questi libri, oltre a Swamiji?
Paramahamsaji: Ci sono molti libri sullo yoga e le scienze spirituali scritti da persone illuminate. Secondo me, uno dei libri migliori è la Bhagavad Gita. Quello è un testo veramente importante per tutti coloro che stanno in famiglia. In questo libro è mostrato il modo in cui un capofamiglia, con i suoi doveri quotidiani, può realizzare le esperienze più elevate. Poi avete un’altra raccolta letteraria sulla vita spirituale, le Upanishad. Le Upanishad sono dei dialoghi tra guru e discepolo sull’Assoluto. E nelle upanishad, ci sono discussioni libere e franche su questo argomento. Dunque, si devono studiare questi libri e trarne la giusta ispirazione.
Recentemente due persone hanno contribuito immensamente alla letteratura spirituale: uno è Swami Vivekananda e l’altro è Swami Shivananda. Queste due persone hanno dato un’eloquente espressione alla vita spirituale. Swami Shivananda ha affrontato il lato pratico della vita spirituale.

D. Ho registrato una lezione di yoga nidra da un libro, e mentre la riproducevo per praticare yoga nidra, ho sentito molte voci di uomini e donne, cos’era?
Paramahamsaji: Io stesso ho sentito il nastro. Una signora stava leggendo yoga nidra dal libro e stava registrando. Quando l’ha riprodotto, si sentivano questi suoni. Ora è molto importante che tutti capiscano.
Talvolta noi trascendiamo questa mente. Quando trascendiamo questa mente, allora molti spiriti agiscono attraverso di noi, molte persone agiscono attraverso di noi. Quando la vostra mente è grossolana, siete un cattivo conduttore. Quando la vostra mente è morbida, diventate un buon conduttore. Sapete cosa sono un buon conduttore ed un cattivo conduttore. Se mettete un filo elettrico nel legno, non ci sarà conduzione. Il rame è un buon conduttore. E, se questo legno è bagnato, anch’esso sarà un conduttore. Quando diventate “morbidi” allora conducete gli spiriti invisibili. Questi spiriti invisibili sono benigni. Coloro che hanno una mente pura diventano il medium di spiriti benevoli. Quando divento “morbido”, e sto parlando di me stesso, divento il medium del mio guru. Questa signora deve essere stata “morbida” in quel momento. “Morbida” significa astrale. Quando diventate innocenti siete “morbidi”. Quando diventate come un bambino, siete “morbidi”. E in quel momento la vostra voce terrena viene eliminata.
Un altro punto importante che dobbiamo comprendere è questo, ed è molto sorprendente. Questo universo, questa terra è piena di altre creazioni. Ci sono cose oltre le cose che possiamo vedere. Ci suoni oltre i suoni che possiamo sentire. Se riuscite a sintonizzarvi in modo adeguato, potete vedere quegli uomini e quelle donne; potete sentire quei suoni. Potete entrare in contatto con loro. Accade molte volte. Negli ultimi trent’anni ho girato il mondo, e sono stato in molti posti, praticamente in tutto il mondo, ma ci sono dei posti dove sono stato, che non ricordo assolutamente. Perché i quel momento ero un medium. Molte volte parlo alle persone di molte cose, ma non ne ho esperienza perché, in quel momento, qualcun altro sta parlando per mio tramite. Ci sono forze superiori. Ci sono forze invisibili. Ci sono molti suoni. Ci sono cose bellissime intorno a noi. Non possiamo farne esperienza perché siamo estroversi. Se ritirate la mente, o vi accade qualcosa, allora queste cose iniziano a verificarsi, non solo un registratore, ma una macchina fotografica può fotografare tutto ciò. Se mi scattate una foto e la sviluppate, potete trovare qualcun’altro. Questo può accadere. Ma queste sono le cose misteriose della natura, e si deve approfondire per poter capire, c’è sempre stato insegnato “questo è reale”. Non ci è stato insegnato che c’è qualcosa di più reale di questo.

D. Ci puoi spiegare la filosofia tantrica e le differenze con la filosofia vedica?
Paramahamsaji: La filosofia tantrica è essenzialmente dualistica; la filosofia vedica è monistica, questa è la differenza di base. La filosofia tantrica non crede nel controllo della mente. Essa crede nei metodi indiretti per rapportarsi con la mente. Nella filosofia tantrica non c’è puritanesimo. Nella filosofia vedanta, tutte le pratiche sono intellettuali. Perciò, chi non ha purificato la mente, non può fare esperienza della verità del Vedanta. La filosofia vedanta è la filosofia più alta, ed è necessario avere una struttura mentale adeguata per farne esperienza. Noi viviamo in un mondo di dualità e vediamo dualità ovunque. Nel Vedanta non c’è dualità. Allora, con la mente dualistica, come possiamo fare esperienza della verità non duale? È molto bello dire che tutti noi siamo uno, ma non lo sentiamo. Dunque, prima dobbiamo praticare la filosofia tantrica, purificare la mente, e poi praticare Vedanta. Concentrate la mente, allora sperimenterete la filosofia vedanta.

D. Alcuni dicono che, praticando il vuoto mentale, lo si può danneggiare. È vero?
Paramahamsaji: La mente non può mai diventare vuota. Sarà sempre consapevole di qualcosa. Dunque è necessario che si abbia un simbolo o una forma su cui concentrarsi. Non dovremmo cercare di svuotare la mente perché causa tensione. Non è un metodo diretto. Dovremmo cercare di concentrarci su una forma. Dovremmo cercare di concentrarci su un oggetto e, quando la mente diventa calma e tranquilla, allora possiamo vedere quell’oggetto dentro di noi.

D. Ora possiamo neutralizzare le trasmissioni negative dei pianeti con mantra e talismani. Quanto l’astrologia influenza l’evoluzione individuale?
Paramahamsaji: Naturalmente non è una domanda riguardo lo yoga, ma tuttavia ne parlerò. I pianete sono all’esterno ed anche all’interno. Lo sanno tutti, non è una mia idea. In questo corpo fisico avete un universo in miniatura. Perciò, con i mantra, potete creare un’influenza. I mantra hanno vibrazioni. Queste vibrazioni possono essere mandate a quei posti, centri, nel corpo, proprio come le vibrazioni radioattive possono raggiungere, da Roma, qualsiasi parte dell’Italia. Proprio come le onde radio possono raggiungere ogni parte della terra, allo stesso modo, le onde-mantra possono raggiungere ogni parte del corpo. Dunque, i mantra e i talismani hanno una scienza precisa, perché l’intero universo è in voi. Questo corpo è un universo in miniatura. Questa non è una filosofia, è scienza e verità. Naturalmente questa non è materia dello yoga, perciò la accenno soltanto.

D. Una volta che abbiamo acquistato la conoscenza del nostro vero sé, la nostra vera essenza, come possiamo acquistare la coscienza della sua eternità? E in che modo l’eternità e conciliabile con l’individualità e come è collegata alla reincarnazione?
Paramahamsaji: Eternità e individualità non sono due cose diverse. L’individualità è uno stadio della manifestazione. In una centrale elettrica voi generate elettricità e quell’elettricità si manifesta in molte forme. Questa luce è elettricità? Sì e no. È una manifestazione di quell’energia. Allo stesso modo, l’individualità è una manifestazione dell’eternità. Quando fate esperienza dell’eternità in samadhi, allora sperimentate la totalità. Ma, di nuovo, scendete nel mondo dell’individualità. Fino a quando avete dei karma, scenderete perché ogni individuo ha un destino e degli obblighi da adempiere. Avete desideri, avete passioni, avete dei karma. Anche se fate esperienza dell’eternità, scenderete per adempiere a questi obblighi. Accade a tutti e perciò tutte le persone liberate scendono. Scendono al livello dell’individualità, e vivono tra di noi come anime evolute. Ma quando tutti i karma sono esauriti ed i vostri obblighi terminati, allora non ritornate. Questa è chiamata moksha, è chiamata nirvana, è chiamata liberazione.
Incarnazione e reincarnazione avverranno sempre. Il ciclo terminerà solo con la moksha finale. Se prendete il seme di un fiore e lo piantate, esso crescerà. Ci saranno altri fiori da esso. Quei fiori genereranno semi, di nuovo questi cresceranno ed il ciclo continuerà. Allora cosa fate? Prendete i semi e li friggete, e poi li piantate. Non cresceranno. La reincarnazione giunge al termine quando non c’è alcun karma. Ogni desiderio è come un seme, ogni pensiero è potenziale, ogni attaccamento è potente. E questo mi riporta indietro continuamente. Ogni giorno tornate alla vostra spesa; ogni giorno tornate al vostro lavoro. Perché? Perché avete degli obblighi. Se non aveste obblighi, non tornereste. E dunque la nostra individualità si reincarnerà ancora e ancora, sino a quando non avrà più obblighi.

D. Ho sentito che tutti noi abbiamo una guida spirituale. Sono confuso. Puoi dirmi chi è la mia guida spirituale?7jpg
Paramahamsaji: Ogni fiore ha miele, ma se vuoi miele sul tuo toast cosa fai? Prendi un fiore? No, non fai così. Prendi il miele dal barattolo. Quel miele è stato raccolto dalle api. E le api raccolgono il miele dallo stesso fiore.
Allo stesso modo, tutti hanno un guru interiore. Ma non potete utilizzarlo. Non riuscite a sentirlo. Sapete che lui è là ma non riuscite a percepirlo. La sua lingua non è questa lingua. Non parla italiano, non parla hindi, non parla neanche inglese. La lingua di quel guru è oltre la nostra lingua. Ora, supponiamo che il tuo guru ti stia parlando, lo capirai? Per riuscirci devi prima trovare un altro guru, perché lui si esprime con i tuoi concetti, perché puoi capirlo. Quando sei in comunicazione con questo guru, allora puoi risvegliare quel guru interiore. Il guru esterno è il detonatore del guru interiore. Sapete cos’è un detonatore? La bomba è all’interno e il detonatore è all’esterno. Il guru interiore deve essere fatto esplodere con l’aiuto del guru esteriore.
Il guru interiore che è in noi è conosciuto come sadguru, e questo sadguru è la forza suprema in ognuno. Lui è la luce del divino in voi. Per mezzo del guru esteriore, dovreste entrare in contatto col guru interiore. Dal guru interiore, quando lo avete realizzato, vi avvicinate a Dio o essere divino. Questo è l’approccio che dovete avere. Non confondetevi con l’idealismo. Praticate la realtà. Questa domanda viene posta molte volte. Anche molte altre persone dicono la stessa cosa, che il guru è in voi, ed io sono d’accordo. Ma quando le persone dicono che il guru esteriore non è necessario, allora non sono d’accordo. Ci sono poche persone in questo mondo che non hanno bisogno di un guru esterno, perché sono anime evolute. Anche le incarnazioni del divino, che sono scese su questa terra, avevano un guru. Anche i santi più tenaci ed i veggenti avevano un guru; anche quelle grandi persone che possedevano una grande saggezza, che avevano molto potere, anch’essi avevano un guru. Ma quando nell’uomo c’è molto egoismo, allora l’uomo dice di non volere un guru. Allora il suo egoismo è il suo guru. Dunque, per essere liberi dall’ego, è prudente avere un guru.
Praticate la devozione nei suoi riguardi, praticate la fede in lui, praticate l’innocenza in lui, diventate un bambino davanti a lui. Allora crescerete, e dopo che sarete cresciuti potrete sentire la voce del vostro guru interiore. Quando potete sentire la voce del vostro guru interiore, allora seguitelo. Quando il guru interiore vi guida, non c’è alcun dubbio, siete veramente sicuri! Molte persone vengono da me e dicono di aver sentito il guru interiore, e mi chiedono se avevano ragione. Io dico loro che non era il loro guru interiore, era la loro mente. Una persona che ha sviluppato e risvegliato il proprio guru interiore, non ha alcun dubbio, perché il guru interiore è un’autorità. Se chiedete all’ufficio informazioni delle ferrovie a che ora parte il treno per Milano e vi rispondono alle 7.30, gli credete o no? Gli crederete perché è un’autorità. Ma se avete dei dubbi, significa che lui non è un’autorità. Il guru interiore è un’autorità e quando si risveglia, avete la conoscenza, avete gyana.