Jigyasu Gambhirmurti

Esperienze in Ashram

Dopo circa otto anni, il dicembre ultimo scorso sono tornato in India.
Altre volte ero andato per partecipare ad eventi organizzati dalla scuola e dopo una quindicina di giorni, partivo per un breve giro turistico. Questa volta invece, l'obiettivo era un periodo di vita d'ashram a Munger e frequentare un corso di Kriya yoga.
É stata un'esperienza impegnativa ed importante (uso questi due aggettivi non a caso).
Impegnativa perché la costante e implicita sollecitazione che si percepisce, è che la consapevolezza deve essere un atteggiamento che ti accompagna sia durante la pratica di kriya yoga, sia durante la recitazione di un mantra, sia quando, condividendo seva, tagli patate e cipolle.F76
Importante perché ciò che intimamente ricevi, comprendi che ti accompagnerà in un diverso approccio alle problematiche quotidiane.
Inoltre, emergono almeno altri due aspetti che caratterizzano il luogo (la Bihar School of Yoga a Munger) e lo rendono unico. Il primo è che la presenza di Swamij è qualcosa di tangibile anche quando non lo si vede. Il secondo è la forza dei mantra quotidianamente recitati che infondono energia.
In ambedue i casi non sto parlando di impressioni ma di qualcosa di veramente concreto, percepibile e riconoscibile se solo si mette in campo l'attenzione e la consapevolezza necessarie.
Dei giorni vissuti a Rikhia prima e a Munger dopo, potrei raccontare di molte impressioni fissate nella mente e nel cuore, ma mi rendo conto che rappresenterei solo l'immagine esteriore di episodi. Probabilmente non riuscirei a trasmettere il “sentire” interiore di quanto vissuto e forse, è davvero giusto così. Il proprio vissuto, quando è intimo e profondo come accade in esperienze simili, diventa sacro per ognuno di noi e in quanto tale, non va disperso in inutili chiacchiere.
Dico solo questo: quando sono partito, ho portato con me un carico di problemi che mi mettevano in grande difficoltà; sono tornato senza aver risolto nessuno dei miei problemi ma questi, non mi travolgevano più. Erano ancora tutti lì, ma la mia calma e la mia lucidità mi permettevano di guardarli senza disperazione (e non mi pare cosa da poco !). Li ho affrontati, li sto affrontando con un atteggiamento e una consapevolezza sicuramente utili alla loro risoluzione.
Durante un satsang Swamij ci ha detto: “Non lasciatevi affascinare dal samadhi, cercate invece l'equilibrio nella vostra vita di tutti i giorni. Questa è la vostra illuminazione”.
Mi sembra proprio un compito che vale la pena di essere affrontato!

Jigyasu Gambhirmurti