Trasformare la mente

Nei due giorni passati abbiamo parlato e cercato di capire com’è possibile espandere l’area della consapevolezza e come migliorare la qualità della nostra esperienza. Per raggiungere questo, uno degli ingredienti più importanti è la mente e abbiamo discusso anche su come questa sia onnipotente. Nelle scritture, la mente è conosciuta come Kalpa Vriksha.
Kalpa Vriksha significa "albero che esaudisce i desideri". Le scritture dicono che siete seduti sotto l’albero che esaudisce i desideri. Da questo possiamo capire che il tantra non è una religione, è una scienza della mente. Come poter fare esperienza della mente nella sua totalità? Al momento ne state facendo esperienza di una piccola frazione e quest’albero che esaudisce i desideri, sotto il quale siete seduti, lo state utilizzando per cose insignificanti. E’ buono comprendere l’importanza della mente, così da poter utilizzarne tutti i benefici. In inglese vi è un detto: “Come tu pensi, così tu divieni”. Qualunque cosa voi pensiate, quello è ciò che vi accadrà, questo intende il detto. E cosa pensiamo tutto il giorno? Solo pensieri negativi. Se vostro figlio va a scuola e tarda a rientrare, la prima cosa che pensate è: “Oh, spero che non abbia avuto un incidente”. Se sentite parlare di una malattia mortale o vedete qualcuno malaticcio, subito pensate: “Oh spero di non avere contratto quella malattia”. Tutte le cose che possedete, i vostri averi, non li potete godere perché trascorrete metà del tempo nella paura di perderli. Questo è ciò che succede, perché questo è quello che pensate. Per questo ho insistito, anche nei giorni passati, nel dirvi di cambiare la qualità dei vostri pensieri. E’ quello che dovete fare per avere delle esperienze migliori nella vita. Questo è molto difficile.F155
La mente si esprime attraverso i pensieri, le emozioni, i sentimenti. Ogni pensiero ha una sua frequenza, vibrazione e forma, e voi diffondete questi pensieri nell’ambiente. Non solo le azioni, ma anche i pensieri influenzano il vostro stato mentale. Un pensiero è energia; un’emozione è energia. Utilizzate queste energie in modo tale da non avere un’esperienza di qualità elevata. Il corpo e la mente operano sulla base di una fonte molto importante di energia chiamata prana. Tutto ciò che fate e pensate, utilizza questo prana. Le azioni fisiche, non usano tanto prana quanto le azioni mentali; quando siete preoccupati, agitati, ansiosi, depressi o tristi, usate ancora più prana. Quindi bisogna avvicinarsi alla mente con cautela, perché questa mente potente, non vi ascolterà.
Swami Satyananda spesso diceva che se provate a ordinare alla mente di fare qualcosa, essa si ribellerà esprimendosi in forma di malattia o patologia mentale. Questo è ciò che accade, tutte la soppressioni e le repressioni alle quali siamo sottoposti causano una divisione nella personalità perché se siamo arrabbiati non lo possiamo esprimere, se ci sentiamo in colpa non lo possiamo esprimere, queste sono energie mentali e noi le reprimiamo. Cos’è la schizofrenia? E’ una divisione nella personalità, dove ci sono due pensieri forti che si oppongono. La religione vi dice di fare una cosa e la società vi dice la cosa opposta; questo vi lascia intrappolati nel mezzo, in uno stato di conflitto, e questo causa una divisione. E quest’apertura in voi, diviene sempre più profonda e larga.
Ma il tantra dice che non c’è bisogno di soppressione, non c’è bisogno di repressione, la risposta a questo problema sta nella trasformazione dell’energia mentale. Dopo tutto, l’energia fluisce continuamente; come può fluire nei canali negativi, può fluire in quelli positivi, bisogna canalizzarla in una direzione positiva. Dunque, la risposta è nella canalizzazione, nella sublimazione; questo è quello che avete fatto negli ultimi due giorni, avete canalizzato le vostre energie mentali in modo positivo, avete sublimato quell’energia in un modo positivo e costruttivo. Ora, mentre siete seduti qui, se la vostra mente vi dice: “Dai, andiamo in discoteca, ne ho avuto abbastanza di questo yoga”, allora voi direte alla vostra mente: “Va bene, ma non andrò oggi, andrò lunedì”; questo è il modo in cui Swami Satyananda ha detto di gestire la mente. Si chiama diventare amici della mente. Non vi opponete, non la reprimete ma fate amicizia con questa grande forza che è la mente. Supponiate di conoscere una persona molto potente, vi opporreste a questa persona? No, perché questa vi risponderebbe: “Stai zitto e siediti”. Dovete fare amicizia con le persone potenti, altrimenti potrebbero distruggervi. Allo stesso modo dovete fare amicizia con la vostra mente.
Una volta, alla corte di un re, arrivò un uomo che vendeva cavalli selvaggi e nessuno riusciva a montarli. Erano cavalli bellissimi e molto forti, però nessuno riusciva a cavalcarli. Dunque il re disse: “A chiunque riuscirà a domare questo cavallo, darò tante ricchezze”, ed una persona si alzò e disse: “Lo farò io, datemi il cavallo ed un anno di tempo”. L’uomo tornò alla corte dopo un anno cavalcando il cavallo. Il re gli domandò come avesse fatto e l’uomo rispose: “E’ stato facile, ho portato il cavallo in un posto isolato e per i primi sei mesi, quando il cavallo dormiva, io dormivo; quando il cavallo mangiava, io mangiavo; quando pascolava, facevo qualcosa lì vicino. Qualsiasi cosa facesse, lo seguivo, non ho mai cercato di oppormi o di sovrastarlo. E un giorno, per caso, mi capitò di toccarlo, e lui me lo permise; poi l’ho portato al mare e gli ho fatto il bagno; e poi mi permise di montarlo, perché eravamo diventati amici. Da quel giorno, mi permise di montarlo e cavalcarlo tutti i giorni”. Quell’animale selvaggio non si oppose all’uomo, perché era diventato suo amico. La vostra mente è come un animale selvaggio.
La mente umana inizia nel punto dove termina l’incarnazione animale. Esistiamo tutti al livello istintivo. Quali sono gli istinti? Maithuna, la riproduzione; bhaya, la paura; ahara, il cibo; nidra, il sonno. Questi quattro istinti governano la nostra vita, e tutto ciò che facciamo nella nostra vita è soddisfare questi quattro istinti. Ma la mente umana è destinata a qualcosa di più, è destinata a fare esperienza della sua grandiosità. Per fare esperienza della grandiosità e dell’enormità della mente, questo libro, Vijnana Bhairava Tantra, espone centododici pratiche di dharana.
F135Se avete già praticato yoga, saprete cosa significa dharana, è uno dei rami più importanti dello yoga, quello che vi porta all’interno del vostro essere. Vi sono yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana. Yama, niyama, asana e pranayama costituiscono lo yoga essoterico ed eseguono un ruolo molto importante perché vi preparano per il viaggio interiore. Yama e niyama armonizzano il proprio ruolo nella società e l’interazione con se stessi; perché se non c’è armonia con l’ambiente circostante e con se stessi, come si può pensare di concentrarsi? Ogni volta che proverete a concentrarvi, sarete disturbati dall’ambiente attorno a voi e da voi stessi. Asana e pranayama regolano il flusso pranico nel corpo. Vi sono due importanti flussi di energia, come sapete, quello mentale e quello fisico, e devono essere armonizzati. Devono essere bilanciati, e le nadi devono essere purificate in modo da poter permettere a quell’energia di raggiungere ogni parte del corpo, dalle dita dei piedi alla sommità del capo. Asana e pranayama servono anche per aumentare il livello di prana perché, per le pratiche di dharana, occorre un livello alto di prana. Per mantenere un flusso stabile di consapevolezza, il prana deve essere molto alto, altrimenti la mente viene disturbata.
Quindi, yama, niyama, asana e pranayama vi conducono allo yoga esoterico, lo yoga interiore, lo yoga della vita interiore. Se praticate yama e niyama anche solo un minimo, oggi giorno sarebbe quasi impossibile praticarli nella loro interità, ma anche solo un poco, sarebbe un passo nella giusta direzione. Anche se ne scegliete uno, per esempio santosha, vi sentirete sempre soddisfatti e contenti: “Io sarò soddisfatto e contento in qualunque situazione e in qualunque circostanza” e questo vi aiuterà tantissimo in dharana. Supponiate di scegliere aparigraha, che significa non accumulare troppe cose. L’altro giorno, in Spagna, ho aperto l’armadio di una persona e c’erano cento paia di scarpe. Ne avete bisogno? Non ne avete bisogno. Quindi aparigraha è dove si tiene ciò che serve, non ciò che si vuole, questo vi aiuterà in dharana. Se ho cento paia di scarpe devo pensare a dove metterle, a come mantenerle pulite, in ordine; la mia mente sarà distratta e occupata da questo pensiero. Queste sono piccole cose, ma vanno lontano e dimostrano come lo yoga abbia una visione completa della vita. Non è sufficiente starsene seduti per dieci minuti e chiudere gli occhi, per cercare di vedere qualcosa dentro, l’intera vita deve essere trasformata.
Nello yoga e nel tantra tutto è importante, dalla punta del naso al sistema digestivo, a quello respiratorio, ogni cosa è importante. L’intera vita deve essere trasformata; come vi lavate, come dormite, quello che mangiate, cosa indossate, cosa pensate. Tutto deve essere sottoposto ad una trasformazione, non è sufficiente starsene seduti dieci minuti e fare asana e pranayama. Avete sentito parlare dell’alchimia, vero? Cos’è l’alchimia? L’alchimia è prendere una sostanza, sottoporla ad un processo ed il risultato è completamente differente dalla sostanza originale, quella è alchimia. E quella nuova sostanza è più raffinata e pura. Il tantra è un processo alchemico, l’alchimia del corpo e della mente. Voi siete gli alchimisti e state facendo un esperimento su voi stessi. Il successo dipende da quanto siete esperti. Quindi, in questo tutto è importante.
Ho parlato di quattro cose, la quinta è pratyahara. Quando includete qualche yama e niyama, e praticate asana e pranayama per un lungo periodo di tempo, allora scoprierete che la vostra mente si interiorizza più facilmente, quasi spontaneamente. Comincia ad avvenire in modo naturale; in questo senso, anche asana e pranayama possono condurvi allo stato di pratyahara e dharana. Se siete in un punto dell’evoluzione dove siete pronti, dove la vostra vita è pura, i vostri pensieri sono puri, anche solo un’asana può condurvi allo stato di pratyahara e dharana, senza bisogno di meditare. Sono sicura che molti di voi hanno fatto questa esperienza. E quel pratyahara è il ritiro dei sensi. La vostra mente è sempre estroversa, i sensi sono una continua distrazione ma quando si ritirano, quello è pratyahara. Anche pranayama è una tecnica molto efficace per condurre allo stato di pratyahara. Anche la pratica di trataka. Attraverso pranayama si può sviluppare pratyahara quasi immediatamente ma quel pratyahara ha vita breve; avviene, dura poco e poi si ritorna estroversi. E questa è la mente oscillante di cui parlavo questa mattina, si trova un equilibrio, e poi ci si distrae. Quindi, innanzitutto, dovete trovare il metodo per pratyhara; sono molti i metodi, alcuni li ho appena nominati, anche il kirtan conduce allo stato di pratyahara. E dipende anche dal tipo di temperamento che avete e in base a questo, si sceglie la pratica. Se avete un temperamento dinamico, usate il karma yoga; se avete un temperamento emotivo, usate il bhakti yoga; se avete un temperamento razionale, usate jnana yoga; se avete un temperamento psichico, usate il raja yoga. Ma la maggioranza di noi è una miscela, non siamo solo dinamici o psichici o emozionali, siamo una miscela di tutto, per questo dobbiamo integrare varie componenti yogiche per indurre lo stato di pratyahara in maniera naturale. E ricordate, qualsiasi yoga pratichiate è con questa finalità, fare esperienza di pratyahara. Pratyahara è il ponte fra l’esperienza esteriore e quella interiore.
Quando si riesce a mantenere lo stato di pratyahara per un periodo esteso, lo stato di dharana avviene da solo, sponteneamente. Che cosa significa dharana? Dharana significa tenere qualcosa. In questo caso, tenere qualcosa nello spazio della mente. Trattenere qualcosa nella mente quando questa è introversa, si chiama dharana. Dharana è lo stadio preliminare di dhyana, la meditazione. Ci sono molte tecniche di dharana, ma non ci sono tecniche di dhyana. Fino a dharana, ci sono delle tecniche e, se seguite queste tecniche, dhyana emerge spontaneamente. Questo libro, che è l’argomento di questo seminario, espone centododici tecniche di dharana con lo scopo di conseguire l’espansione della mente e fare esperienza della consapevolezza trascendentale. Queste tecniche di dharana coprono un vasto campo di esperienze.
Il motivo per il quale questo libro è così importante è che questo vasto campo di esperienze è basato sulle nostre esperienze quotidiane. Utilizza un’azione compiuta ventiquattro ore al giorno, dal momento della nascita a quello della morte, non stop, costantemente e questa è respirare. C’è un momento quando non state respirando? La cosa più vicina a voi è il vostro respiro. Se si ferma in questo momento, siete finiti. Ma non siete consapevoli che state respirando, respirate, ma non ne siete consapevoli. La differenza in dharana è che state respirando, sapete che state respirando e siete consapevoli del respiro. Inspirate, espirate, siete consapevoli. Siete consapevoli della dimensione del respiro, la lunghezza del respiro, siete consapevoli della temperatura del respiro, siete consapevoli di tutto ciò che è in relazione al respiro; questo è dharana sul respiro. Questo dharana prescrive la durata del respiro che è ideale per dharana. E parla anche di quel preciso momento in cui l’inspirazione diventa espirazione e l’espirazione diventa inspirazione; avete mai pensato a quell’istante? Quando inspirate, c’è un breve istante quando l’inspirazione sta per trasformarsi in espirazione, ed il seme o l’inizio dell’espirazione è in quel punto. E se potete connettere la consapevolezza in quel punto, con quell’istante, si può trascendere. Quanti di questi momenti sono passati nella nostra vita e non ce ne siamo accorti? Dunque, questo è dharana su una funzione ordinaria, la respirazione. Lo fate tutti i giorni, lo potete utilizzare per trascendere questa consapevolezza. F94
Poi, c’è dharana sul suono, mantra; e ne sapete qualcosa del dharana sulla frequenza sonora. Dharana su un simbolo; di cui la maggior parte di noi ha bisogno. Perché, per canalizzare le energie della mente, avete bisogno di un punto di concentrazione. E questo è il proposito del simbolo. Per questo con il mantra ricevete un simbolo. Se non lo avete, allora le energie verranno dissipate. La vostra consapevolezza esterna è focalizzata sul vostro lavoro, sulla famiglia, sulle vostre cose, ci sono molte cose sulle quali focalizzate la mente. Allo stesso modo, all’inizio, quando la mente è interiorizzata, avete bisogno di un punto sul quale focalizzarla. Quindi c’è dharana sul mantra, sul simbolo, la forma. E per quelli che hanno bisogno di un simbolo, possono usare quello. La maggior parte di noi rientra in quella categoria. Ma ci sono persone che possono praticare dharana su un’idea. Abbiamo un’idea, come quella di appartenere ad una nazione; abbiamo un’idea sulla religione, su Dio; abbiamo anche idee astratte, tipo sull’energia, sulla coscienza, sulle realtà superiori; abbiamo idea sulla musica o sull’arte. Deve essere un’idea che può totalmente immergere la vostra mente, che annulla tutti gli altri pensieri. Un pittore appassionato alla pittura, nel momento in cui siede davanti a una tela, si dimentica persino di mangiare. Uno scienziato che ha un problema da risolvere in mente, può passare giorni seduto su una sedia a pensare e si dimentica di tutto il resto. Un problema di matematica, può assorbirlo al punto che si dimentica di mangiare, dormire, bere, vedere gli amici, socializzare. Quelle sono persone che possono praticare dharana su un’idea. Se hanno quell’attenzione filosofica. Quella si chiama attenzione filosofica. Archimede era nella vasca da bagno, ed il livello dell’acqua aumentava, lì scoprì il fenomeno del galleggiamento. Voi fate il bagno tutti i giorni, ma non vi vengono queste idee. Newton vide una mela cadere ed elaborò la legge della gravità. Voi potete vedere le mele cadere tutti i giorni, ma non avete queste idee. Poi, ci sono persone che possono praticare dharana sul vuoto, lo spazio. Perché dharana esige che si diventi privi di pensieri. Questo è il concetto di dharana, che tutti i pensieri che emergono, che vengono fuori dalla mente, tutti quei pensieri devono essere fermati. Pertanto, quando praticate dharana e vi focallizzate sul vuoto, la mente non ha nessun supporto, ed entra in quello stato di vuoto. I pensieri, le emozioni, sono un supporto per la mente; e quando distogliete la mente dal supporto e rimane senza sostegno, allora, guarda dentro lo spazio. E in quel momento si può fare quell’esperienza. Poi, vi sono dharana sulle emozioni; si può fare dharana su qualsiasi emozione umana ed oltrepassare quella dimensione di esperienza, rabbia, amore, passione, odio, sono delle emozioni così forti che catturano completamente la vostra mente. Se amate molto qualcuno, questa persona sarà sempre nella vostra mente, quando mangiate, quando dormite, al risveglio, il pensiero di quella persona è sempre nella mente. Tutti abbiamo fatto questa esperienza. E se odiate qualcuno, passate tutto il tempo a pensare a quella persona, a come fargliela pagare. Quando vi arrabbiate, quella è un’energia molto intensa, un’emozione molto intensa e se quell’energia, generata in quel momento può essere utilizzata per dharana, potete entrare in un’altra zona. Ma quante volte ci siamo arrabbiati e abbiamo sprecato quell’energia? Quante volte avete amato e odiato perdendo quei momenti? Se conoscete il trucco, allora potete utilizzare quel momento di intensa energia per entrare in un altro livello mentale; uscire da questa dimensione ed entrare in un’altra. Perché l’energia è sempre la stessa, che sia positiva o negativa, è la stessa energia.
Pertanto, Vijana Bhairava Tantra dice di usare quell’energia intensa, che generate su cose futili, usatela non sprecatela. Il tantra non dice "non odiate" ma, usate quell’energia per trascendere la mente. A cosa serve dire "non odiate", quando siete pieni di tamas, avrete emozioni negative. Le religioni non sono realistiche, ci chiedono di smettere di odiare e di essere buoni; come si può essere sempre buoni, la natura ci ha dato delle qualità tamasiche. E le qualità tamasiche sono più forti di quelle rajasiche o sattwiche. La natura non fa niente senza scopo, c’è uno scopo in quella rabbia. Ci si può elevare da essa. Non dovete smettere di odiare, dovete trasformare quel momento in un’esperienza superiore. E questo, si chiama dharana. Dharana significa, tenere qualcosa per diventarne consapevoli.
Ora questa pratica di dharana, deve essere utilizzata per trasformare la mente. Non solo per fare soldi, diventare ricchi o per diventare famosi, no, oltre a questo, dovete utilizzare le pratiche di dharana, di consapevolezza, per trasformare la qualità della vostra mente. Quando siamo arrabbiati, non siamo consapevoli di essere arrabbiati. Se vi chiedo perché vi siete arrabbiati, subito mi risponderete che non siete arrabbiati. Questa è la reazione di tutti. Non abbiamo consapevolezza della nostra rabbia, non abbiamo consapevolezza del nostro odio, non abbiamo consapevolezza del nostro senso di colpa, non siamo neanche consapevoli di avere queste emozioni. Se al culmine della passione, dell’odio, della rabbia, siete consapevoli dell’esperienza che state facendo, potete utilizzare quell’energia e dirigerla in centri più elevati. Il risultato di quello, è lo stato di meditazione, dhyana. Quello stato di dharana vi porterà ad essere tutt’uno con l’esperienza.
Dharana è una pratica che ristruttura il cervello. Fino a poco tempo fa, i neuroscienziati pensavano, credevano che il cervello fosse come un computer gigante. Si forma con l’adolescenza e rimane con voi tutta la vita, non potete cambiarlo. Ma oggi, stanno scoprendo che il cevello può essere cambiato, con un certo tipo di pensiero. E questo vuol dire che se una persona è ritardata, ha la possibilità di ristrutturare il proprio cervello attraverso le pratiche di yoga. Un bambino stupido, che non ha molta intelligenza, non deve rimanere così tutta la vita, può ristrutturare il proprio cervello, può sviluppare l’intelligenza, può divenire perspicace. Con le pratiche di dharana, di focalizzazione, la percezione e la cognizione migliorano e si sviluppano enormemente; anche la parte emotiva, le emozioni primitive, vengono integrate con la percezione e la cognizione. Al momento le nostre emozioni e l’intelletto, non sono integrati. Sembrano due settori distinti della nostra vita; quando usiamo l’intelletto, sopprimiamo le emozioni e, quando usiamo le emozioni, sopprimiamo l’intelletto. Ora stanno scoprendo che la continua pratica permette al sistema limbico, dove risiedono le emozioni primitive, di integrarsi con quello razionale. Non so se realizzate quanto questo sia importante nella vostra vita. Facciamo di tutto per sviluppare l’intelletto, perché ne abbiamo bisogno per sopravvivere in questo mondo; ma non facciamo niente per lo sviluppo delle nostre emozioni. E queste emozioni rimangono nascoste da qualche parte, ed ogni tanto vengono in superficie e sovrastano il nostro intelletto e la nostra intelligenza. Anche una persona molto intelligente, se ha una crisi emozionale, è finita; e questo succede. Le emozioni possono portare al suicidio; possono condurre alla depressione; portano persone a commettere omicidi. Una persona molto razionale ed intelligente, si può comportare in modo irrazionale se dominato dalle emozioni. Quindi è pericoloso ignorare le emozioni e lasciare che rimangano nascoste da qualche parte nel nostro cervello.
Anche se non siete interessati ad elevarvi ed avere esperienze di qualità superiori, dovete vivere una vita integrata. Ed anche per questo, sono molto importanti le pratiche di dharana. Lo yoga ed il tantra dicono che le pratiche di dharana possono anche alterare la struttura del DNA. Quello che gli scienziati fanno oggi nei laboratori, gli yogi ed i tantrici, l’hanno fatto tanto tempo fa, attraverso l’analisi della mente, attraverso le pratiche che hanno elaborato. Ci sono numerosi esempi di santi e siddha, di com’erano prima che cominciassero le pratiche, e di come divenirono dopo esguito le pratiche. Uno dei più grandi rishi in India, Valmyki, era un criminale; ma con le pratiche di dharana, di pratyahara, di yoga, ha illuminato il suo essere, ed oggi è riverito. Poco tempo fa, quand’ero in Francia, ho incontrato una persona che era stata in prigione per un crimine comune. E quest’uomo aveva una forte volontà. Provò a scappare due o tre volte dalla prigione, la sua fidanzata arrivò con un elicottero, lui ci salì e scappò. Ma fu trovato e riportato indietro. E poi cambiò la fidanzata, perché non aveva risolto il suo problema! La seconda fu più fortunata, e lui riuscì a scappare. Dopo qualche tempo fu trovato nuovamente, e fu messo in una cella. E’ una storia vera, ho appena incontrato quest’uomo in Francia che teneva un seminario e raccontava della sua trasformazione. Dunque, fu portato in una cella d’isolamento. Si sedette sul pavimento e fece un punto sul muro, e cominciò a praticare dharana su quel punto. E disse che un giorno, mentre fissava il punto, entrò in una dimensione completamente differente. Oggi è una celebrità, tutti lo intervistano, tutti gli chiedono l’autografo.
F105Quindi, questo libro, Vijnana Bhairava Tantra, è molto importante, espone dharana di tutti i tipi, dovete leggerlo, ora è anche tradotto in italiano, un grande conseguimento. Intanto leggetelo e poi, in futuro, Swami Anandananda terrà altri seminari come questo; perché queste pratiche devono essere fatte con una guida. I libri e questi satsang, vi danno una direzione, un’ispirazione ed una prospettiva differente. Ma per scegliere una pratica per voi stessi, avete bisogno di qualcuno che vi guidi. Questo serve in qualunque campo, e anche per questo. Non cominciate a praticare appena aperto il libro, può essere pericoloso. Potreste bruciare qualche fusibile. Sapete, il cervello passa costantemente segnali ai vari punti neurali nelle differenti aree del cervello, e con le pratiche di dharana, questi segnali aumentano e nuovi canali si aprono. Per questo, insieme alla pratica, è importante la preparazione e la propria guida.

Namo Narayana